La Cultura NBA: un vero e proprio modello da seguire
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La Cultura NBA: un vero e proprio modello da seguire

Cultura NBA- NBA Store Milano

La Cultura NBA: un vero e proprio modello da seguire

In America c’è una grande cultura dello sport, che risulta essere una parte importante della vita delle persone.  Un bambino appoggiato dalla propria famiglia potrà trascorrere la sua intera crescita basata su uno sport, credendo in un obbiettivo, con la speranza di raggiungerlo.

Questa cultura viene trasmessa in primis dalle leghe sportive stesse, che si insediano in ogni settore: dal cinema, alla musica, alla moda, in modo tale che ogni persona all’interno del suo ciclo vitale consideri anche l’attività sportiva.Una gran parte di questa cultura si basa sul raggiungimento dei traguardi tanto sperati, anche se al momento possano sembrare inarrivabili:  la speranza è l’ultima a morire ed ogni ragazzo da qualsiasi quartiere e situazione disagiata da cui proviene può riuscire ad uscirne fuori e realizzare i propri sogni.

La Cultura NBA

David Stern, L’uomo alla guida dell’NBA per trent’anni rendendola ciò che è oggi .

Una lega che testimonia ciò è la NBA, in cui molti giocatori proviene da situazioni difficili con una famiglia magari disastrata, con un’adolescenza passata a cambiare case popolari di ghetto in ghetto. Alcuni di questi sono tra i più forti di sempre o comunque arrivati ad avere un’ottima carriera ,come Allen Iverson, LeBron James, Jimmy Butler. Quest’ultimo, per un periodo della sua vita, ha addirittura vissuto come un homeless arrivando al punto di dover elemosinare per poter mangiare .Grazie al lavoro e la passione per lo sport, sudando giorno dopo giorno, sono riusciti ad uscire dall’incubo in cui vivevano per realizzare il loro sogno. Questo è un esempio fondamentale per milioni di bambini che sognano di poter arrivare in alto come i loro eroi .

 

Cultura NBA: come viene pubblicizzata? 

michael jordan sergio llull

Michael Jordan: fu lui a rilanciare l’immagine della NBA alla fine degli anni ’80.

La National Basketball Association (NBA) negli ultimi anni ha raggiunto un numero di sostenitori indefinibile. In ogni parte del mondo dalla più povera alla più ricca, la NBA ha lasciato il segno, diventando il secondo sport più seguito al mondo ispirando tanti ragazzini grazie alle sue icone; da LeBron a Kobe Bryant, passando ovviamente da Michael Jordan. Più che il giocatore in sé, è il marchio di fama mondiale che lo inserisce al primo posto come icona globale del mondo della palla a spicchi e della NBADavid Stern, nei suoi anni da commissioner, ha insediato tanti uffici NBA in Europa e non : Londra, Milano, Madrid, Istanbul sono solo alcune delle città di queste. Facendo intendere così che la NBA punta su una strategia globale, contando la peculiarità dei vari Paesi. Il fine è di comprendere le caratteristiche di ogni stato, per adattare la propria visione di vivere la NBA in altre località.

I giocatori europei o comunque non statunitensi sono i testimonial di ciò, riuscendo ad attirare fan da ogni parte del mondo.Uno su tanti che ha cambiato la cultura NBA in un Paese è stato il campione cinese Yao Ming, portando nella lega svariati sponsor e partner commerciali. In Europa la Cultura NBA  è esplosa a fine degli anni ’80 con l’avvento nel basket professionistico di Michael Jordan. La sua storia, la sua passione per il gioco e  la sua bravura fecero sì che ogni appassionato di basket si innamorasse di questo giocatore, facendolo apparire come un dio sceso in terra. Fu Stern a capire che Jordan era il tassello perfetto per rappresentare la lega dopo una lunga crisi e una grande perdita di seguaci. Ma il talento di Michael lo fece arrivare ben più in alto, fino a diventare più importante della NBA stessa.

Una cosa che fece spopolare in grande la cultura NBA nel mondo fu l’inizio di partite previste dal calendario NBA al di fuori degli USA , passando dalle capitali europee alle tanto quotate città asiatiche, facendo salire il livello di interesse in quegli stati in maniera vigorosa , e abituando la popolazione di quei paesi ad una realtà  globale e non che interessasse solo l’America. Anche l’avvento di superstar affermate nell’antico continente tramite campus ed eventi con loro protagonisti fece aumentare la popolarità della NBA. Una mossa molto ingegnosa da parte del commissioner fu quella di creare la WNBA, cioè una lega cestistica femminile, in modo tale da aumentare ancora di più il range di seguaci ad un pubblico non ancora molto inserito in questo mondo.

 

Non solo uno sport..

 

2013 Global Games - Shanghai

Nash durante un’evento NBA Cares.

 

La NBA tende ogni anno a finanziare progetti in tutti i Paesi, dai più sviluppati a quelli meno abbienti,per non poter negare la possibilità di apprendere e giocare questo sport a nessun. Uno dei programmi più importanti istituiti è NBA Cares, con cui la lega impegna le squadre ed i giocatori in azioni di responsabilità sociale negli Stati Uniti e nel Resto del Mondo. Il programma soltanto quest’anno ha messo a disposizione più di 4.1 milioni di ore di servizio e creato 1.115 posti dove bambini e famiglie potessero vivere. Questo è reso possibile grazie alla collaborazione con tanti partner commerciali come, McDonald’s, Disney e in primis l’Unicef, che stanziano svariati milioni di dollari per la causa .

I giocatori sono i primi a mettersi a disposizione in questi progetti finanziando anche di tasca loro dei campus in tutte le parti del mondo. Molti di loro inoltre investono milioni di dollari in borse di studio per i giovani che non potrebbero permettersi di accedere ai costosi college americani. Gli stessi brand che lavorano con la NBA come Adidas, Nike e ormai anche il marchio Jordan, investono una buona parte dei loro fondi in quartieri, paesi e località in cui il basket non è una realtà. Tuttavia questi programmi di aiuto sono anche trovate commerciali, con cui esse stesse si fanno pubblicità e improntano il loro marchio nei luoghi e nelle persone.La NBA punta su una strategia globale in modo tale da poter adattare il basket americano a qualsiasi Paese del mondo. Ogni investimento, ogni azione compiuta dal commissioner Adam Silver ha il fine logico di esporsi sempre di più e arrivare al guadagno più alto possibile, anche tramite azioni a fin di bene come gli impegni sul sociale.

 

Merchandising NBA

I maggiori brand NBA.

 

 

Al giorno d’oggi lo stile NBA è alla moda, i ragazzi spendono migliaia e migliaia di soldi in vestiti appartenenti a quell’ambito per imitare i propri miti. Il giocatore non è più soltanto un atleta, diventa quasi un oggetto a disposizione della lega e dei brand che tramite trovate pubblicitarie influenza le scelte del consumatore/cliente sull’acquisto di oggetti di merchandising, che servono al soggetto per rimanere al passo con i tempi e sentirsi ancor  più vicino a propri campioni preferiti e allaNBA stessa.

La cultura vestiaria molto sportwear, che si trova negli USA, è stata trasmessa dai brand e dalla NBA stessa esponendosi al massimo  sui media con lo scopo di colpire quella fascia di età più giovane facilmente raggiungibile. Esercitando al massimo l’influenza del brand e il suo potere.

Questa mossa di mercato ha fatto si che la popolazione della NBA si creasse non solo una cultura sportiva, ma anche vestiaria, ampliando i settori in cui la lega si fosse insediata. Un settore molto importante che si è sempre collegato con la lega NBA è il rap. I rapper hanno aiutato molto la lega ad aumentare la sua visibilità anche all’interno della popolazione meno abbiente, dato che la maggior parte di loro proveniva dal ghetto. Molti rapper nei loro testi parlano di NBA nominando anche i giocatori , tanti esempi li abbiamo in alcune canzoni di Notorius B.I.G, Eminem, 50 cent, Jay-Z e tanti altri. Anche i giocatori stessi si sono dati al rap, alcuni di loro hanno pubblicato interi album, come ad esempio Shaquille O’Neal e Damian Lillard. Quindi vediamo come ci sia un grande nesso tra il mondo NBA e la cultura rap. Ormai questi due mondi sono interconnessi al massimo tra loro, ed entrambi si sfruttano per farsi pubblicità ed ampliare il loro range di influenza.

La NBA e la sua unicità

La sera del draft NBA 2014.

La NBA ha un lusso che nessuna lega possiede: è l’obiettivo di qualsiasi superstar, motivo per cui il livello di gioco è diventato altissimo con il passare degli anni. Per entrare in NBA bisogna quasi essere dei superuomini, tra i migliori giocatori della lega in cui si gioca per poter partecipare al draft.

Allo stesso tempo la NBA è un vero e proprio esempio da seguire non solo sportivo, ma di efficienza organizzativa, lavorativa, di marketing, di management e di accuratezza nel dettaglio. L’attenzione alla qualità del marchio, a i rapporti con i propri tifosi e una gran capacità di prendere posizione in situazioni difficili hanno permesso alla lega di diventare un ‘icona all’intero delle altre leghe sportive ed un vero e proprio modello di business. Nell’anno 2017 il ricavato totale della lega da dividere tra proprietari e giocatori è stato di 6.4 miliardi di dollari, ed ogni anno sembra che la prospettiva di esso aumenti .Si è passati dai 3.9 miliardi del 2011 ai 5.3 del 2016 fino all’incredibile ammontare del 2017.

Queste caratteristiche rendono la NBA unica all’interno del panorama sportivo mondiale ed invidiata da tutti, il che la rende un’eccellenza americana al 100% di cui tutti vorrebbero farne parte sia dal ruolo di minor importanza, come il magazziniere o il fisioterapista, fino ad arrivare all’atleta professionista da protagonista vero e proprio.

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Enrico Nolfo
enrico1997tp@libero.it

Ciao, Il mio nome è Enrico Nolfo. Sono un ragazzo con origini siciliane, con precisione provengo da Trapani. Adesso sono uno studente fuori sede a Milano. Il mio primo interesse da 7 anni a questa parte è il basket e questa mia passione principalmente si approfondisce nel mondo NBA, in cui inizialmente mi innamorai di una squadra, i "Miami Heat", di LBJ ,Wade, e Chris bosh, seguendo ogni loro partita e da lì iniziai a seguire l'NBA a 360 gradi, fino a sembrare quasi un'ossessione!

2 Comments
  • Giorgio ciotta
    Posted at 23:56h, 27 Marzo Rispondi

    Bravo Enrico

    • Enrico Nolfo
      Posted at 00:46h, 03 Aprile Rispondi

      Grazie Giorgio!

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