L'ultima volta senza LeBron James ai playoff NBA | Nba Passion
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L’ultima volta senza LeBron James ai playoff NBA

LeBron James

L’ultima volta senza LeBron James ai playoff NBA

E’ ormai arcinoto che i Los Angeles Lakers targati LeBron James non disputeranno i playoff e il fatto che una superstar di quel calibro non sarà presente in postseason è già di per se una notizia, che acquisisce ancor di più valore in quanto non accadeva dal 2004/2005.

L’ultima volta che LeBron non era presente ai playoff aveva appena vent’anni ed era alla seconda annata in NBA. Il 23 gialloviola da lì in poi ha accumulato migliaia di record e statistiche, tra cui 3 titoli, 9 finali di cui 8 consecutive e ben 13 partecipazioni playoff. La lega, e il mondo intero, è cambiata moltissimo da quella stagione e per rendersene conto appieno bisogna mettere in prospettiva il tutto e noi proveremo a farlo con dati (fonte ESPN, Sky, wikipedia) e curiosità varie.

I premi individuali furono assegnati a:

  • NBA Most Valuable Player Award: Steve Nash, Phoenix Suns
  • NBA Rookie of the Year Award: Emeka Okafor, Charlotte Bobcats
  • NBA Defensive Player of the Year Award: Ben Wallace, Detroit Pistons
  • NBA Sixth Man of the Year Award: Ben Gordon, Chicago Bulls
  • NBA Most Improved Player Award: Bobby Simmons, Los Angeles Clippers
  • NBA Coach of the Year Award: Mike D’Antoni, Phoenix Suns
  • NBA Executive of the Year Award: Bryan Colangelo, Phoenix Suns

LA SITUAZIONE IN NBA NEL 2004/2005: CHE NUMERI PER LEBRON JAMES

Il 95.6% dei giocatori attualmente in NBA non c’era nel 2004/2005. Dei partecipanti alle Finals di quella stagione, tra San Antonio Spurs e Detroit Pistons, l’unico ancora in NBA è Tony Parker. Steph Curry aveva iniziato a giocare da un anno nelle giovanili Charlotte Christian School, iniziava a calcare i primi parquet semi seri. Giannis Antetokounmpo, 10 anni, non aveva ancora iniziato a giocare a pallacanestro e aiutava la famiglia come venditore ambulante. Brandon Ingram e Lonzo Ball avevano 7 anni e da poco leggevano e scrivevano. Luke Walton, attuale coach di LeBron James ai Lakers, era al suo secondo anno da giocatore NBA. Ray Allen, con cui James ha vinto a Miami, era il miglior giocatore dei compianti Seattle Supersonics all’ultimo anno che fecero playoff. Le squadre della lega erano sì 30, ma lo erano appena diventate visto che i Charlotte Bobcats fecero il debutto proprio nel 2004/2005.

NBA Live affidò la copertina al giovane Carmelo Anthony; mentre NBA 2K5, all’epoca videogioco meno importante, scelse Ben Wallace dai Pistons come immagine di riferimento.

Quella stagione è anche la prima dall’addio di Shaquille O’Neal ai Lakers, a Natale ovviamente ci fu l’epica sfida col suo ex compagno Kobe Bryant, vinta da Miami 104-102. La NBA e gli Indiana Pacers salutano Reggie Miller nella stagione del ritiro. Il 2004/2005 è l’anno di Steve Nash, passato in estate ai Phoenix Suns e subito MVP della lega, insieme a Mike D’Antoni rivoluzionarono la pallacanestro e l’ex Olimpia Milano infatti fu votato come allenatore dell’anno in virtù del miglior record della lega 62-20. Vi dice qualcosa “The Malice at the Palace”? Beh, è solo la più grande rissa nella storia della NBA tra i Pistons e i Pacers. Ron Artest sospeso per le rimanenti 73 partite di regular più i playoff. Allen Iverson con 30.7 punti di media si laurea capocannoniere, vince anche l’MVP dell’All Star Game disputatosi al Pepsi Center di Denver, mettendo a referto 15 punti, 10 assist e 5 rubate nella vittoria 125-115 della Eastern Conference.

Steve Nash.

Con il record di 42-40 i Cavs di LeBron James non riescono a partecipare ai playoff, il Prescelto chiude l’anno con 27.2 punti, 7.4 rimbalzi e 7.2 assist e 2.2 recuperi di media in 42.4 minuti a partita (career high. Beh, anche lui come Federer e Nadal, non è cambiato poi molto in termini di mera produzione.

LA SERIE A DI BASKET E GLI ALTRI SPORT

Danilo Gallinari giocava per il Casalpusterlengo a 16 anni, prima di passare a Pavia. Romeo Sacchetti allenava il Castelletto Ticino. La Serie A 2004/2005 di pallacanestro ha sancito il secondo titolo della Fortitudo Bologna, in finale con l‘Olimpia Milano; l’MVP di quella stagione è stato Massimo Bulleri. La Serie A calcistica non è assegnata per quell’anno, in quanto la Juventus è stata condannata per illecito col caso Calciopoli. Il capocannoniere era stato Cristiano Lucarelli con 26 gol col Livorno. Il mondiale di F1 2005 va a Fernando Alonso su Renault: la leggenda dello spagnolo partirà da lì. Nel tennis Roger Federer vinceva Wimbledon e US Open, mentre Rafa Nadal si aggiudicava il suo primo Roland Garros (non è cambiato poi tanto in questo sport).

NEL MONDO

Gli Stati Uniti e in particolare l’area di New Orleans viene distrutta via dall’uragano Katrina, uno dei più paurosi nella storia dell’america. Le vittime ammontano a 1836 e i danni stimati in 108 miliardi di dollari, uno degli effetti è stato che la franchigia di Charlotte si è spostata per un periodo ad OKC e questo è stato importante per avere la successiva nascita dei Thunder. Il 16 febbraio entra in vigore il protocollo di Kyoto sull’emissione di gas tossici; vi aderiscono 141 Paesi, esclusi gli Stati Uniti. Il 2 Aprile muore Karol Wojtyla, papa Giovanni Paolo II. Il 2005 è anche l’anno della fondazione di uno dei siti più significativi della storia: Youtube. Ai premi Oscar 2005 The Aviator di Martin Scorsese si aggiudica 5 premi e Million Dollar Baby di Clint Eastwood 4, ma quest’ultimo le statuette nelle categorie più ambite ed importanti.

LeBron James con la casacca dei Cleveland Cavaliers.

La NBA è cambiata molto nel gioco e negli atleti, i superteam non erano ancora sbocciati e l’incidenza del tiro da tre punti stava, proprio in quegli anni con Mike D’Antoni ai Suns, iniziando ad aumentare esponenzialmente. Ebbene questi soltanto due esempi che evidenziano un‘ottica diversa e l’era James è maestosa anche perché lui si è adattato ai cambiamenti suoi, dei compagni e di ciò che lo circondava. Il tutto aumentando la sua bravura in campo esponenzialmente, già il solo fatto che LBJ se non va in postseason sarà un brutto colpo per l’audience del prodotto ed è difficile immaginarselo di nuovi fuori anzitempo anche l’anno prossimo.

Magic e Pelinka in estate si giocano il loro futuro e quello della franchigia, perché LeBron non ai playoff per più di una stagione sarebbe incredibile. King James cercherà di aiutarli con telefonate e incontri con le superstar disponibili, ma la sensazione è che l’anno prossimo ci saranno almeno 2 giocatori molto forti in aggiunta al roster, tramite free agency e/o trade, il Re l’anno prossimo se va ai playoff non ci va per fare la comparsa, anzi.

 

Giacomo Manini
giacomomanini96@gmail.com

Nato a Roma nel 1996. Alunno di "Letteratura, musica e spettacolo" alla Sapienza, appassionato di sport.

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