E’ ormai arcinoto che i Los Angeles Lakers targati LeBron James non disputeranno i playoff e il fatto che una superstar di quel calibro non sarà presente in postseason è già di per se una notizia, che acquisisce ancor di più valore in quanto non accadeva dal 2004/2005.
I premi individuali furono assegnati a:
- NBA Most Valuable Player Award: Steve Nash, Phoenix Suns
- NBA Rookie of the Year Award: Emeka Okafor, Charlotte Bobcats
- NBA Defensive Player of the Year Award: Ben Wallace, Detroit Pistons
- NBA Sixth Man of the Year Award: Ben Gordon, Chicago Bulls
- NBA Most Improved Player Award: Bobby Simmons, Los Angeles Clippers
- NBA Coach of the Year Award: Mike D’Antoni, Phoenix Suns
- NBA Executive of the Year Award: Bryan Colangelo, Phoenix Suns
LA SITUAZIONE IN NBA NEL 2004/2005: CHE NUMERI PER LEBRON JAMES
Il 95.6% dei giocatori attualmente in NBA non c’era nel 2004/2005. Dei partecipanti alle Finals di quella stagione, tra San Antonio Spurs e Detroit Pistons, l’unico ancora in NBA è Tony Parker. Steph Curry aveva iniziato a giocare da un anno nelle giovanili Charlotte Christian School, iniziava a calcare i primi parquet semi seri. Giannis Antetokounmpo, 10 anni, non aveva ancora iniziato a giocare a pallacanestro e aiutava la famiglia come venditore ambulante. Brandon Ingram e Lonzo Ball avevano 7 anni e da poco leggevano e scrivevano. Luke Walton, attuale coach di LeBron James ai Lakers, era al suo secondo anno da giocatore NBA. Ray Allen, con cui James ha vinto a Miami, era il miglior giocatore dei compianti Seattle Supersonics all’ultimo anno che fecero playoff. Le squadre della lega erano sì 30, ma lo erano appena diventate visto che i Charlotte Bobcats fecero il debutto proprio nel 2004/2005.

NBA Live affidò la copertina al giovane Carmelo Anthony; mentre NBA 2K5, all’epoca videogioco meno importante, scelse Ben Wallace dai Pistons come immagine di riferimento.
Quella stagione è anche la prima dall’addio di Shaquille O’Neal ai Lakers, a Natale ovviamente ci fu l’epica sfida col suo ex compagno Kobe Bryant, vinta da Miami 104-102. La NBA e gli Indiana Pacers salutano Reggie Miller nella stagione del ritiro. Il 2004/2005 è l’anno di Steve Nash, passato in estate ai Phoenix Suns e subito MVP della lega, insieme a Mike D’Antoni rivoluzionarono la pallacanestro e l’ex Olimpia Milano infatti fu votato come allenatore dell’anno in virtù del miglior record della lega 62-20. Vi dice qualcosa “The Malice at the Palace”? Beh, è solo la più grande rissa nella storia della NBA tra i Pistons e i Pacers. Ron Artest sospeso per le rimanenti 73 partite di regular più i playoff. Allen Iverson con 30.7 punti di media si laurea capocannoniere, vince anche l’MVP dell’All Star Game disputatosi al Pepsi Center di Denver, mettendo a referto 15 punti, 10 assist e 5 rubate nella vittoria 125-115 della Eastern Conference.
Con il record di 42-40 i Cavs di LeBron James non riescono a partecipare ai playoff, il Prescelto chiude l’anno con 27.2 punti, 7.4 rimbalzi e 7.2 assist e 2.2 recuperi di media in 42.4 minuti a partita (career high. Beh, anche lui come Federer e Nadal, non è cambiato poi molto in termini di mera produzione.
LA SERIE A DI BASKET E GLI ALTRI SPORT
Danilo Gallinari giocava per il Casalpusterlengo a 16 anni, prima di passare a Pavia. Romeo Sacchetti allenava il Castelletto Ticino. La Serie A 2004/2005 di pallacanestro ha sancito il secondo titolo della Fortitudo Bologna, in finale con l‘Olimpia Milano; l’MVP di quella stagione è stato Massimo Bulleri. La Serie A calcistica non è assegnata per quell’anno, in quanto la Juventus è stata condannata per illecito col caso Calciopoli. Il capocannoniere era stato Cristiano Lucarelli con 26 gol col Livorno. Il mondiale di F1 2005 va a Fernando Alonso su Renault: la leggenda dello spagnolo partirà da lì. Nel tennis Roger Federer vinceva Wimbledon e US Open, mentre Rafa Nadal si aggiudicava il suo primo Roland Garros (non è cambiato poi tanto in questo sport).
NEL MONDO
Gli Stati Uniti e in particolare l’area di New Orleans viene distrutta via dall’uragano Katrina, uno dei più paurosi nella storia dell’america. Le vittime ammontano a 1836 e i danni stimati in 108 miliardi di dollari, uno degli effetti è stato che la franchigia di Charlotte si è spostata per un periodo ad OKC e questo è stato importante per avere la successiva nascita dei Thunder. Il 16 febbraio entra in vigore il protocollo di Kyoto sull’emissione di gas tossici; vi aderiscono 141 Paesi, esclusi gli Stati Uniti. Il 2 Aprile muore Karol Wojtyla, papa Giovanni Paolo II. Il 2005 è anche l’anno della fondazione di uno dei siti più significativi della storia: Youtube. Ai premi Oscar 2005 The Aviator di Martin Scorsese si aggiudica 5 premi e Million Dollar Baby di Clint Eastwood 4, ma quest’ultimo le statuette nelle categorie più ambite ed importanti.
La NBA è cambiata molto nel gioco e negli atleti, i superteam non erano ancora sbocciati e l’incidenza del tiro da tre punti stava, proprio in quegli anni con Mike D’Antoni ai Suns, iniziando ad aumentare esponenzialmente. Ebbene questi soltanto due esempi che evidenziano un‘ottica diversa e l’era James è maestosa anche perché lui si è adattato ai cambiamenti suoi, dei compagni e di ciò che lo circondava. Il tutto aumentando la sua bravura in campo esponenzialmente, già il solo fatto che LBJ se non va in postseason sarà un brutto colpo per l’audience del prodotto ed è difficile immaginarselo di nuovi fuori anzitempo anche l’anno prossimo.
Magic e Pelinka in estate si giocano il loro futuro e quello della franchigia, perché LeBron non ai playoff per più di una stagione sarebbe incredibile. King James cercherà di aiutarli con telefonate e incontri con le superstar disponibili, ma la sensazione è che l’anno prossimo ci saranno almeno 2 giocatori molto forti in aggiunta al roster, tramite free agency e/o trade, il Re l’anno prossimo se va ai playoff non ci va per fare la comparsa, anzi.







La faccia di chi sa di aver scritto la storia ed aver battuto un record che sembrava inarrivabile. Con la vittoria contro Memphis, i Warriors raggiungono quota 73 vittorie stagionali, superando il primato appartenuto ai Bulls di Jordan. A quella squadra apparteneva Steve Kerr, artefice di quest’altro successo. Però per Golden State la stagione non finì altrettanto bene.
uno dei migliori giocatori che abbiano calcato quel palcoscenico. L’immagine rappresenta il numero 24 gialloviola che saluta per un’ultima volta il pubblico che lo ha amato. Mamba out.
Draymond Green colpisce con un calcio nelle parti basse Steven Adams, mettendolo ko. Questo è solo uno dei quattro flagrant fouls che impediscono al numero 23 dei Warriors di disputare gara-5 delle Finali.
l’anno. La stoppata di LeBron James su Andre Iguodala è rimasta il simbolo del dominio del “Re” sia dal punto di vista fisico sia da quello tecnico e della vittoria dei Cavaliers.
LeBron James abbraccia il suo compagno Kevin Love e scoppia in lacrime sul parquet dell’Oracle Arena. È finalmente il titolo con la sua Cleveland, che desiderava fin da bambino e non era ancora mai arrivato.
(quasi) tutti gli appassionati. KD si schiera dalla parte dei vincenti e lascia da solo Russell Westbrook, che nel frattempo ha preso più saldamente le redini della squadra.
Dwyane Wade cambia aria. Flash approda a Chicago, dove i Bulls, insieme a Butler e all’altro neo-acquisto Rajon Rondo, hanno grandi ambizioni.
La squadra statunitense si mette in posa per quest’immagine dopo aver vinto il terzo oro olimpico consecutivo e il sesto su sette apparizioni dal 1992, l’anno del Dream Team. Sì scontato il trionfo (+30 in finale sulla Serbia), ma il meno scontato tra tutte le sei vittorie, anche a causa di un roster privato di molte stelle.
in una serata da brividi a Springfield. Julius Erving, Bill Russell, Alonzo Mourning e Isiah Thomas presentano i tre ex-giocatori che emozionano il pubblico con i loro
Nell’immagine Kevin Garnett con il pugno sul petto, uno dei suoi gesti tipici. Nel 2016, oltre a Kobe Bryant e Tim Duncan, si ritira anche KG, alla sua maniera, senza un farewell tour o una partita d’addio.
Craig Sager viene sconfitto dalla leucemia. È questa la terribile notizia che sconvolse il mondo dello sport il 15 dicembre. Una tra le icone sportive statunitensi abbandona la lotta iniziata nel 2014 e tutto il mondo si stringe a lui.
da tre punti di Kyrie Irving è diventato “The Shot”, un rifacimento di ciò che decise le Finals diciotto anni prima. Il tiro della guardia dei Cavs è ciò che decise la partita e portò nell’Ohio il titolo mai arrivato prima.

