Al termine della Dead Line della passata stagione stagione i Miami Heat si assicuravano le prestazioni di Goran Dragic, punta di diamante dei Phoenix Suns che erano in piena lotta per i Playoffs nell’inferno della Western Conference.
Il primo impatto in Florida è stato molto positivo per lo sloveno, tanto che rispetto alle prime 52 partite giocate in Arizona aveva aumentato tutte le sue statistiche, passando da 16.1 punti di media per i Suns ai 16.6 per gli Heat, e anche gli assist erano migliorati passando da 4.1 a 5.3. Grazie al suo apporto Wade e compagni erano riusciti a tornare a ridosso dell’ottava piazza e hanno mancato la qualificazione alla postseason solo all’ultimo respiro a causa di una serie infinita di infortuni che hanno falcidiato il roster in mano a Spoelstra.
In estate, dopo il buon finale di stagione, a Pat Riley e soci si è presentato il problema del rinnovo contrattuale dello sloveno, che nel frattempo aveva attirato su di se le attenzioni di molte altre squadra in giro per la lega. Le parti sono riuscite a trovare l’accordo sulla base di 90 milioni di dollari per 5 stagioni. Ma nelle prime partite di questa nuova stagione, ed esperienza per lui, non è sembrato il vero Dragic, non è sembrato quel giocatore che era stato l’anima dei Suns e che per un soffio non gli aveva condotti ai playoffs un paio di stagioni fa. Come lui stesso ha ammesso il suo gioco era diventato troppo “unselfish”, pensava troppo a coinvolgere i compagni all’interno del sistema, snaturando il suo modo di giocare e di conseguenza provocando un danno alla sua squadra. Per cercare di risolvere questo problema lo sloveno, come riportato dall’ articolo di Shandel Richardson sul Sun Sentinel, ha avuto un incontro sia con coach Erik Spoelstra sia con i due leader della squadra, Wade e Chris Bosh. In questo incontro è stato richiesto al playmaker ex Houston di tornare ad essere se stesso, di tornare a giocare come sa e non pensando solamente a coinvolgere i compagni.
Dopo questo incontro Goran si è messo con anima e corpo a cercare di tornare quello che era prima, e adesso sembra esserci riuscito in pieno. “That’s a process,” spiega Dragic nella sua intervista “Even with some teams, you need some time. Players need to get to know each other, what is the best situation to put some players in. Now, I know where to put the ball with Chris Bosh and Dwayne Wade, and those guys. It’s a learning process. Every day, every practice is much easier. Hopefully we’re going to continue like that.” Adesso Dragic è tornato ad essere il giocatore che tutti conoscono, ed è tornato a mostrare alla NBA il suo talento. Nelle ultime partite è tornato ad attaccare con prepotenza il ferro, ad essere il giocatore aggressivo che era nelle passate stagioni, e di questo non se sta beneficiando solo lui, ma tutta Miami, che nella notte ha conquistato il primo posto ad East a spese dei Cavs battuti proprio a domicilio nell’ultima partita giocata. Oltre ad essere tornato il giocatore offensivo che era ai Suns, dopo 7 stagioni nella lega sta iniziando anche a mostrare una certa attitudine difensiva, parte fondamentale nel gioco di Spoelstra.
Dopo l’addio di Lebron a Miami non c’è più un vero leader in campo, mi spiego meglio, non c’è più un giocatore in grado da solo di vincere la partita, questo anche a causa dei sempre più frequenti problemi fisici di Wade e del recupero di Bosh che ancora non è tornato ad essere il giocatore pre infortunio della passata stagione. A South Baech è il gruppo che fa ottenere i risultati, ognuno da a modo suo un contributo alla causa, rendendo questa squadra una seria contendente al regno Cavs. Dragic essendo la point-guard titolare è il motore di questa macchina, e se non gira lui non girano gli altri, ma se il ragazzo di Lubiana continuerà così a Miami possono sorridere, il talento e la personalità non gli manca e non gli sono mai mancati, deve solo tornare ad essere il giocatore che era, e giocare senza preoccuparsi o pensare troppo alle sue scelte. I compagni hanno tutti piena fiducia in lui, adesso sta a lui ripagarla sul campo.
Potrà a Miami nascere un altro Big Three? Se Dragic continuerà a giocare come sa le speranze di rivedere gli Heat a primavera inoltrata sono molto alte.

