Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimenti Gli Oklahoma City Thunder? Possono provare a vincere già subito

Gli Oklahoma City Thunder? Possono provare a vincere già subito

di Michele Gibin
Oklahoma City Thunder

Gli Oklahoma City Thunder hanno già battuto Minnesota Timberwolves, Denver Nuggets e Boston Celtics in questa stagione dopo 30 partite malcontate di regular season, hanno un record di 23 vittorie e 9 sconfitte e sono quinti per offensive rating e terzi per defensive rating.

Ergo, sono una contender per il titolo NBA, appena un anno dopo aver mancato l’accesso ai playoffs eliminati a play-in dai New Orleans Hornets senza Zion Williamson. L’esordio di Chet Holmgren, il rookie dell’anno NBA 2024 fino a questo punto e che ha saltato la stagione scorsa per infortunio, ha dato loro quel lungo d’impatto sia in attacco che in difesa che serviva, e due draft e due free agency ancora una volta accorte, con le scelte di Cason Wallace e Ousmane Dieng e l’arrivo di Vasilije Micic e la conferma di Isaiah Joe, hanno allungato le rotazioni.

La concorrenza nella Western Conference? Consiste soprattutto nei campioni NBA in carica (dici niente), i Nuggets di Nikola Jokic. I Timberwolves hanno fatto in un anno un balzo simile a quello dei Thunder, dalla zona play-in al primo posto a Ovest, grazie alla difesa, alla crescita di Anthony Edwards, alle condizioni fisiche migliori di Rudy Gobert e a Mike Conley.

I Clippers sono da considerare contender? Oggi si, ma vai a sapere. Si sono giocati il tutto per tutto con la trade per James Harden e sta funzionando. I Phoenix Suns sono riusciti dopo due mesi a mettere in campo il loro big three (Kevin Durant, Devin Booker e Bradley Beal) e stanno provando a partire sul serio (4 vittorie in fila al momento di scrivere). Dallas Mavericks, Los Angeles Lakers, Sacramento Kings e New Orleans Pelicans, oggi, vengono dopo ai Thunder e tra queste solo NOLA ha potenziale a roster abbastanza per pensare a scalare la conference.

Rispetto a molte, forse tutte, le avversarie, gli OKC Thunder avranno entro la trade deadline una grande possibilità di rinforzarsi sul mercato. Sam Presti ha ancora tutto il suo patrimonio di prime scelte future al draft intatto, e ci sono i contratti di Davis Bertans, Kenrich Williams e Aleksej Pokusevski su cui costruire uno scambio. 

Cosa manca, almeno in teoria? I Thunder sono 29esimi nella NBA per percentuale di rimbalzi a partita e 26esimi per punti da secondo possesso subiti. Chet Holmgren è l’unico centro a roster assieme a Jaylyn Williams (che gioca appena 11 minuti a partita), ed è già uno dei migliori rim protector della NBA, OKC è infatti seconda nella NBA per punti concessi nell’area dei 3 secondi, e prima per stoppate.

Il ruolo di centro è forse l’unico che necessita di più profondità in vista dei playoffs. Per quanto già pronto, Holmgren sarà comunque un rookie quando ai playoffs avrà davanti Jokic, la coppia Rudy Gobert e Karl-Anthony towns, Anthony Davis o Domantas Sabonis. E la sua riserva Jaylyn Williams è ancor meno “testata”.

Potrebbe non essere neppure un problema, ma è pur vero che i Thunder hanno così tanti asset che tentare già oggi il colpo di mercato per il giocatore giusto (se esiste) ne vale assolutamente la pena. Sul mercato alla trade deadline nel ruolo, potrebbero essere disponibili giocatori come Clint Capela o Daniel Gafford.

Gafford è assieme a Holmgren uno dei migliori stoppatori della NBA, se gli Wizards sono terribili non è certo sua responsabilità e a 25 anni il lungo ex Arkansas sta disputando la sua miglior stagione in carriera in tutte le voci statistiche principali. Daniel Gafford è sotto contratto fino al 2026 per circa 28 milioni di dollari oltre questa stagione, Washington non ha dato indicazioni particolari circa la volontà di ascoltare offerte ma OKC potrebbe tentare con una futura prima scelta, come quelle ottenute dai Rockets o da Denver dal 2025 in avanti. A tornare a Washington sarebbe Davis Bertans, il cui contratto per il 2024-25 non è garantito.

Discorso analogo per Clint Capela. Gli Atlanta Hawks stanno scivolando in classifica a Est e vanno dritti verso il momento in cui dovranno decidere cosa fare del nucleo che hanno costruito in questi anni. Capela, Bogdan Bogdanovic, De’Andre Hunter e Onyeka Okongwu sono tutti sotto contratto a lungo, assieme agli incedibili (?) Trae Young e Dejounte Murray.

Capela sarà free agent nel 2025, Atlanta ha già in Okongwu il suo sostituto e l’ex Houston Rockets ha parecchia esperienza di playoffs e finali di conference, ne ha già giocate due in carriera, e viaggia ancora a una doppia doppia di media a partita. Rispetto a Holmgren e Gafford è meno stoppatore ma è un rimbalzista solidissimo, e che arrivato a questo punto della carriera non pretende un minutaggio altissimo, per giocare in una squadra con ambizioni. Gli Hawks potrebbero chiedere per il centro una futura prima scelta al draft, e a fare le valigie sarebbe il solito Bertans.

Nessuna di queste due eventuali mosse preclude per OKC la possibilità, prima che giocatori come Shai Gilgeous-Alexander, Chet Holmgren e Jalen Williams diventino eleggebili per la prossima estensione contrattuale, di cercare via trade una seconda star da affiancare a SGA. Star che al momento è difficile da identificare: Donovan Mitchell vede un futuro a Cleveland oltre il 2025? E se Joel Embiid dovesse iniziare a guardarsi attorno? La situazione tra Luka Doncic e i Dallas Mavericks resta da monitorare nel medio-lungo termine.

Gilgeous-Alexander sarà eleggibile dal 2025 per una supermax extension, Holmgren e Williams sempre dal 2025 potranno firmare la loro rookie scale exension che scatterebbe dal 2026-27. E da quel momento in poi il salary cap dei Thunder diventerà nel bene e nel male a loro vincolato. Se davvero un nome alla Embiid o alla Doncic dovesse diventare raggiungibile entro uno o due anni, Jalen Williams si aggiungerebbe alla mole di “draft asset” a disposizione e nessun’altra squadra potrebbe presentare, tecnicamente, offerte migliori.

Per OKC si tratta di discorsi che si possono rimandare ancora di un anno. Pensare di vincere il titolo NBA già nel 2024 sarebbe (forse) pensare troppo in grande, a bridge too far come in un celebre film di guerra degli anni ’70. E’ anche vero che se una finestra si è davvero aperta, aspettare troppo potrebbe risultare fatale.

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