Ci eravamo lasciati martedì scorso con Miami a 9-4 e seconda ad Est; la ritroviamo oggi con un record di 10-6 in quarta posizione, un parziale di 1 vittoria e 2 sconfitte nella settimana contro avversarie non proibitive: l’unica gioia per gli uomini di Spoelstra è arrivata ancora contro i Knicks, ridimensionati rispetto all’avvio di stagione, mentre sono arrivate due sconfitte a Detroit con i Pistons ed a Miami contro Boston. Entriamo nel dettaglio con i recap delle tre gare giocate.
Risultati
Dopo aver concluso la striscia di sette partite casalinghe, gli Heat si sono spostati a Detroit per sfidare i Pistons. La partita è stata un monologo della squadra di Van Gundy, avanti di 6 dopo il primo quarto e addirittura di 17 all’intervallo lungo. Il risultato finale (104-81) rispecchia il dominio subito da Miami. Il piano di Spoelstra (affollare l’area e concedere qualcosa sul perimetro, non ha funzionato. I Pistons hanno seppellito gli Heat sotto una pioggia di 16 triple (su appena 32 tentativi). A causa dell’assenza di Deng, Gerald Green ha fatto la sua prima apparizione nel quintetto titolare; 16 punti con 6-17 al tiro per lui. Come se non bastasse, Wade è incappato nella peggior prestazione stagionale (2 punti con 1\9 al tiro) e anche Bosh non si è fatto apprezzare (9 punti e 8 rimbalzi con 3-9 dal campo). L’unico a salvarsi è stato Whiteside, ancora in doppia doppia, con 15 punti e 13 rimbalzi (3 le stoppate), che ha dovuto però soccombere nel duello con Drummond (18+20+5).
Venerdì gli Heat hanno affrontato, e sconfitto, i Knicks al Garden. Altra netta affermazione (97-78), dopo quella casalinga di qualche giorno prima. Gerald Green, ancora in quintetto, ha tirato fuori la miglior prestazione stagionale, segnando 25 punti con 4\8 dall’arco. Ventello anche per Chris Bosh, nell’ennesima partita in cui Goran Dragic ha faticato (9 punti); occorre cambiare qualcosa anche per lui. Dwyane Wade è tornato a segnare (17 punti con 17 tiri, comunque non brillantissimo) e la difesa ha vinto la partita per l’ennesima volta, tenendo i Knicks al 37% dal campo e a 3-14 dall’arco.
Ultimo recap dedicato alla sconfitta di ieri contro i Celtics. Una partita in cui Miami è stata battuta da una squadra molto meno talentuosa, ma con più idee e più equilibrio. Boston non è mai sembrata in pieno controllo, pur guidando nel punteggio per quasi tutta la partita. Stevens ha dato l’impressione (terribile notizia per Miami), che sia bastato fare un paio di aggiustamenti tattici azzeccati (coinvolgere Whiteside nei pick and roll\pop per portarlo lontano dal canestro, ad esempio), per superare gli Heat. La squadra di Spoelstra ha si tirato il 48% dal campo, ma ha anche perso 18 palloni e realizzato appena 21 assists; un’equazione che difficilmente è legata alla parola ‘vittoria’. Buona la prestazione di Wade (30 punti, 4 assists, 4 rimbalzi e 5 recuperi, ma con 6, sanguinose, palle perse), così come quella di Bosh (21+10), mentre Dragic si è fermato ancora alla soglia della doppia cifra, con 9 punti. Green impreciso in attacco (1-6 dall’arco) e malissimo in difesa, sempre in ritardo su un Bradley versione American Sniper.
Rotazione
Vista l’assenza di Deng, le gerarchie sono state un po’ mescolate da Spoelstra. Il coach filippino ha dato grande fiducia a Green nel ruolo di ala piccola, facendo partire sempre Winslow dalla panchina e tenendo in suo impiego sui 30 minuti a partita. A fronte di nessun inserimento nuovo rispetto a quando c’era l’inglese, la rotazione si è ristretta dai canonici 9 a soli 8 elementi. Il rendimento della squadra (e di alcuni singoli) però, farebbe suggerire qualche movimento, per aggiungere un po’ di pericolosità offensiva. Al momento, il roster di Miami sembra includere solamente Green come tiratore pericoloso. L’ex Pacers, però, non è certo un giocatore continuo e farvi un affidamento così totale è un rischio non da poco, per una squadra che medita di frequentare i piani alti della Eastern. La palla, dunque, va in mano a Riley, che dovrà inventarsi qualcosa il prima possibile.
Prossima settimana
Durante la prossima settimana, Miami affronterà due corazzate, entrambe tra le mura amiche della Triple A; i Thunder e i Cavaliers. Fondamentale sarà recuperare Deng, per cercare di arginare Durant e James. Uscire da queste due partite con una W (magari contro Cleveland) sarebbe già un buon risultato.

