Home NBA, National Basketball AssociationI love Florida, Orlando: i nuovi Magic sono già pronti per i playoff?

I love Florida, Orlando: i nuovi Magic sono già pronti per i playoff?

di Alberto Vairo

Molte cose sono cambiate in casa Orlando Magic dopo l’All Star Break. Con un paio di trade, Rob Hennigan ha cambiato leggermente il roster e le gerarchie all’interno dello spogliatoio. Ad inizio stagione i Magic avevano tre capitani in squadra, Victor Oladipo, Tobias Harris e Channing Frye. Ora è rimasto soltanto Oladipo. Infatti, come tutti ormai ben sapete, Harris è stato mandato alla corte di Stan Van Gundy ai Detroit Pistons ed in cambio sono arrivati Brendon Jennings e Ersan Ilyasova. Molti hanno manifestato diverse perplessità su questo scambio, ma è del tutto sensato. Intanto Harris aveva appena firmato un contratto da 16 milioni all’anno, contratto che i Magic sono stati costretti a dargli per evitare di perderlo a zero e per provare ad investire ancora del tempo su di lui. Il tempo però, per Hennigan e Scott Skiles, è scaduto. Tobias non ha mai fatto il salto di qualità che tutti attendevano, a questo punto della sua carriera doveva essere più avanti sulla tabella di marcia. Forse esploderà a Detroit, ma questo certo non si può sapere ed i Magic non hanno più tempo. In cambio sono arrivati due giocatori che potrebbero sembrare inutili alla causa Orlando, ma in realtà i loro contratti sono molto più interessanti dei giocatori stessi. Jennings sarà free agent al primo di luglio, e Ilyasova ha la team option per la prossima stagione, questo significa che decideranno i Magic se tenerlo sotto contratto anche per il 2016/17 oppure lasciarlo libero. In più Ilyasova ha caratteristiche simili a Frye, ovvero il famoso strech four, il quattro che ti apre il campo con il tiro dalla lunga distanza, quindi il lineup dei Magic non è cambiato più di tanto, e la cessione successiva di Frye era stata programmata da tempo. Il cugino di Harris è stato mandato ai Cleveland Cavs in una trade a tre squadra con i Portland Trail Blazers coinvolti. Per i Magic una scelta al secondo giro dei Blazers. Questi due scambi hanno permesso a Orlando di liberare per la prossima estate quasi 25 milioni di dollari in più sul salary cap e poter firmare un paio di free agent di un certo tipo che inseriti in questo nucleo possano far fare il salto di qualità sperato. Quali siano questi free agent ad oggi non lo sappiamo, il sogno segreto è sempre e solo uno, Kevin Durant, ma è veramente molto difficile. KD vuole vincere subito e i Magic non glielo possono garantire, anche se con un altro giocatore importante a fianco (citofonare Al Horford) e questo gruppo, ad est, l’idea non è da scartare a priori. Il rischio è regalare contratti faraonici a giocatori “normali”. 

Parlando del presente, per non fantasticare troppo e rimanere con i piedi sulla terra, si può tornare alla dichiarazioni di Skiles durante la pausa per l’All Star Game, in cui afferma che per avere una chance di fare i Playoffs, Orlando dovrebbe chiudere la stagione con un record di 20-10. Potrebbe essere assolutamente un obiettivo realistico, anche per stimolare i proprio giocatori. Dalla ripresa della regular season i Magic sono 2-3, hanno vinto contro i Dalla Mavericks ed i Philadelphia 76ers, mentre hanno incontrato la sconfitta contro gli Indiana Pacers, i Golden State Warriors (ed i 51 punti di Steph Curry) e recentemente al Madison Square Garden contro i New York Knicks. Questo significa che da adesso fino a metà aprile il record dovrà essere 18-7. Ovvio che per raggiungere tale obiettivo ci sono delle partite che Orlando deve assolutamente vincere. Gare contro i 76ers, Phoenix Suns, Denver Nuggets, Memphis Grizzlies, Los Angeles Lakers, Brooklyn Nets o Milwaukee Bucks non possono aver altro risultato che la vittoria. Poi dovranno “rubarne” altre che sembrano un po’ più impervie, ma raggiungere i Playoffs non è facile, per nessuno. Se si realizzasse Orlando finirebbe 43-39, che lo scorso anno avrebbe regalato la sesta posizione sulla griglia dei Playoffs, ma che in questa stagione  garantirebbe forse l’ottavo posto.

Orlando ha cambiato notevolmente il modo di giocare dall’ASG. Ha aumentato il ritmo (pace) di quasi sei possessi a gara, che comunque danno 18 punti potenziali in più. Ok, possono anche essere sei palle perse, ma i dati dicono che nelle ultime cinque partite i Magic perdono quasi 2,5 palloni in meno ed hanno un Offensive Rating più alto rispetto a prima. Anche nella statistica che riguarda i tiri liberi tentati a partita, Orlando ha fatto passi da gigante. Dall’ultimo posto nella Lega con appena più di 18 liberi tentati, è passata a 26 che producono 6 punti in più a gara. La trade ha anche permesso di dare più minuti ai giovani come Mario Hezonja, che continua ad essere trattato come un rookie da Skiles, ma un po’ più di tempo sul campo lo trascorre. Aaron Gordon, dopo aver mostrato discrete doti atletiche e di coordinazione allo Slam Dunk Contest, sta mostrando anche attitudini difensive nelle partite che contano. Già prima della pausa si era conquistato un posto in quintetto, ma giocava molti minuti nel ruolo di ala piccola, ora è il quattro titolare e nelle partite in cui parte nei primi cinque viaggia in doppia doppia di media  punti e rimbalzi. Sta in campo nei momenti cruciali delle partite e spesso è il difensore designato sulla stella avversaria, se tale stella occupa la posizione tra il tre ed il cinque. Andate a osservare le sue difese su giocatori come Dirk Nowitzki, Draymond Green, Carmelo Anthony o Kawhi Leonard.

Gli Orlando Magic hanno scelto i giovani su cui investire, Oladipo è all’ultima chiamata, ha rischiato la trade pochi giorni fa e questo finale di regular season deciderà molto del suo destino in maglia Magic. Gordon , Hezonja ed Elfird Payton sono la base per la prossima stagione, Evan Fournier sarà restricted free agent e deciderà Orlando se pareggiare o no le offerte  di altri team in base anche a quali saranno gli obiettivi estivi. Ad oggi devono dimostrare tutti di saper e poter giocare insieme per finire al meglio la stagione, sperando in un posto nella post season.

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