Alla fine della scorsa settimana si chiedeva agli Orlando Magic di offrire prestazioni concrete sul campo in risposta alla brutta prova casalinga contro i Cleveland Cavaliers. E, come sempre in questa stagione quando c’è da dare risposte, i Magic hanno timbrato presente con tre vittorie su tre partite disputate. Vittorie convincenti sotto tutti i punti di vista, contro avversari diversi tra loro e ottenute in modo diverso tra loro. Orlando è passata dal vincere con percentuali astronomiche contro i Brooklyn Nets (eFG% 59,9%) e Charlotte Hornets (eFG% 64,9%), a portare a casa una W nonostante un misero 2/15 da tre punti ed il 47,6% di eFG% contro i Portland Trail Blazers. La difesa continua ad essere una costante e tolta la gara contro gli Hornets, dove i Magic hanno concesso qualcosa in più (ma hanno anche segnato molto di più), continuano a far tirare gli avversari con basse percentuali che producono pochi punti subiti. Dopo 26 partite disputate (e 15 vittorie) i Magic occupano la settima posizione in Defensive Rating con 98,9 punti subiti su 100 possessi. Se si considera la settimana appena trascorsa i numeri di Orlando sono assolutamente da top team della Lega. Quinta per Offensive Rating con 111,1 punti su 100 possessi, dietro soltanto a squadre come San Antonio Spurs, Golden State Warriors, Denver Nuggets e Oklahoma City Thunder. Terzi per Defensive Rating con 95,4 punti subiti su 100 possessi, meglio dei Magic soltanto i Thunder e gli Indiana Pacers. Quarta posizione in Net Rating, ovvero la differenza punti calcolata sui 100 possessi, con 15,7 dietro a squadroni come Spurs, Thunder e Warriors. Quinto posto per percentuale di rimbalzi offensivi concessi agli avversari con il 17,7%. Orlando sta dimostrando sempre di più di essere una squadra solida, e guardando le loro partite si ha la sensazione che siano in pieno controllo di quello che fanno. Anche quando hanno difficoltà a far canestro perché tirano con percentuali basse, come contro Portland, non si scompongono e rimangono nel piano partita. Rimangono attaccati alla gara e poi improvvisamente fanno tre o quattro difese di altissimo livello con conseguenti contropiede che spaccano in due la gara e la mettono sul proprio binario. Il fatto di non essere condizionati ad avere una star vera e propria sta dimostrando di essere un bene. Tutti iniziano la partita con le stesse possibilità e poi si cavalca il giocatore (o i giocatori) che vengono chiamati dalla partita stessa. Può essere Nikola Vucevic, può essere Tobias Harris, può essere Victor Oladipo dalla panchina o può essere Elfird Payton. E’ molto difficile difendere contro di loro perché gli avversari non hanno un giocatore su cui concentrare le proprie forze difensive, ma devono considerare tutti i giocatori di Orlando. 25 punti possono arrivare da chiunque in qualunque sera, come contro i Blazers in cui sia Vucevic che Harris hanno messo insieme 25 punti e più di 10 rimbalzi a testa o contro gli Hornets in cui il top scorer è stato Channig Frye con 17 punti e i Magic hanno mandato ben sette giocatori in doppia cifra, o ancora contro i Nets con sei giocatori in doppia cifra con Andrew Nicholson che piazza 15 punti dalla panchina. Questo sistema di pari opportunità fa dei Magic una squadra imprevedibile, se poi muovono la palla in attacco come nella settimana appena trascorsa allora è difficilissimo per gli avversari difendere.
Altra nota positiva degli ultimi sette giorni è stato rivedere in campo Mario Hezonja, quinta scelta assoluta del Draft 2015, che era uscita un po’ dalla rotazioni di Scott Skiles. Lo stesso Skiles ha voluto dargli minuti importanti nel ruolo da playmaker, ruolo in cui lo stesso Hezonja dichiara di sentirsi molto a suo agio e che aveva già ricoperto quando giocava in Europa. Partite solide anche per il rookie in cui si è visto qualche errorino difensivo, soprattutto di posizionamento, ma che ha fatto intravedere molto potenziale nella fase offensiva, con scelte oculate e giocate di carattere. Hezonja deve solo lavorare e avere pazienza, i rookies non hanno vita facile con Skiles (citofonare Harris a Milwaukee).
Quattro le partite in programma per la prossima settimana, iniziano questa sera ia Orlando a mezzanotte contro gli Atlanta Hawks, già scontro diretto per la division e per un posto nelle prime otto (è presto per parlare di playoffs, ma per i Magic ogni gara è fondamentale), poi lunedì sera, in back to back, arriveranno nella Grande Mela per incontrare i New York Knicks. Torneranno a Orlando per una doppia partita casalinga, il 23 dicembre per il secondo match contro gli Houston Rockets di James Harden e Dwight Howard, e nel giorno di Santo Stefano il Derby della Florida contro i Miami Heat. La NBA non si ferma mai, e Orlando si dovrà sempre far trovare pronta.

