La franchigia di Larry Bird viene da due ottime annate: ad est, infatti, i Pacers sono riusciti ad arrivare per 2 volte di fila alle finali di conference, uscendo sconfitti entrambe le volte con i Miami Heat, l’anno scorso 4-3, quest’anno 4-2.
C’è da dire, però, che quest’anno c’è stata un po più di amarezza. Si pensava che con l’ormai certa affermazione di Paul George, Lance Stephenson e Roy Hibbert, Indiana avrebbe avuto in mano i BIG3 in grado di poter veramente tenere tra le mani il Larry O’Brien Trophy. Certe cose, però, sono andate storte (come ad esempio l’improvviso e disastroso calo di Roy Hibbert, che ha fatto giocare i Pacers in 4 e non in 5 uomini) e Miami si è rivelata ancora più forte del previsto, con un LeBron scatenato. Adesso bisogna guardare avanti, al nuovo anno, e alcune cose sono già cambiate. A fine stagione Lance Stephenson è divenuto free agent, e, dopo aver rifiutato il rinnovo propostogli dai Pacers, si è accasato ai nuovi Charlotte Hornets. Inoltre, Indiana dovrà fare a meno di Evan Turner dalla panca, dato che l’ex 76ers ha deciso di firmare con i Celtics.
Come rimpiazzo, è stato firmato Rodney Stuckey, che dovrebbe partire in quintetto, nonostante non sembri essere all’altezza di sostituire Born Ready. Per il bene dei Pacers, si spera che ci faccia ricredere, ma sembra abbastanza difficile. Fino all’inizio della stagione, Indiana non dovrebbe essere travolta da altre trade, quindi, tirando le somme, si può dire che difficilmente i Pacers saranno una contender, nella prossima stagione, nonostante rientrino ancora di diritto tra le prime squadre ad Est. Poi, come sappiamo, sarà il campo a parlare e magari Larry Legend potrà vincere il titolo anche da presidente, proprio quando meno ce lo aspettiamo. Per NBA Passion Gennaro Coppola.
Indiana Pacers: come affrontare la nuova stagione
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