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Il loro uomo: James Goldstein

di Raffaele Camerini

“Non mi interessa nulla del college basketball. Io fin da quando ho 10 anni seguo solo e soltanto la NBA” spiega James Goldstein, per tutti Jimmy, ad uno dei tanti giornalisti affascinati dalla sua aura magnetica. Un eminenza colorata, perchè di grigio ha solo i capelli, dovuto al fatto di vestire così tanto sgargiante da non riuscire mai a passare inosservato anche se forse nemmeno ci vuole provare. Ha l’abbonamento dei Clippers, sua squadra del cuore e dei Lakers che invece odia a morte, ma The League is The League. Tra l’altro non è che ha proprio i posti più economici del mondo: “Ho sempre preso i posti più costosi dello Staples Center”, non esattamente la Palestra Marconi.

Perchè James Goldstein ama i Clippers ed odia i Lakers? “Jerry prima e Jim ora non vengono mai a vedere le partite con me a bordo campo, se ne stanno sempre nel loro attico come se si volessero staccare da tutto il resto.” risponde ammonendo la dirigenza Lakers. Donald Sterling invece gli chiedeva addirittura suggerimenti sedendosi accanto a lui ogni dannata sera che i Clippers calcavano il parquet di casa, così come Ballmer che però ha il suo posto preferito vicino la panchina di cui è proprietario, in perfetto Cuban-Style e tutto quello che ne consegue. Occhio però, James Goldstein non lo vedrete mai “tifare” inveendo contro l’arbitro o incitando i giocatori, lui osserva ed applaude solo quando serve.

Il Personaggio: James Goldstein

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James Goldstein

 

Ma allora chi è James Goldstein? Se fate questa domanda all’interno della lega aprirete ampi sorrisi di gratitudine. E’ l’uomo di tutti, amico di tutti e soprattutto ogni persona legata alla NBA, che esso sia giocatore, allenatore o dirigente fa di tutto pur di prendere udienza con Jimmy. Smettono di fare quello che stavano facendo, vanno a stringergli la mano, due parole di benedizione sussurrate all’orecchio e poi ritornano al loro impegno. Così tutte le volte e gli riesce piuttosto bene se consideri che è amico personale del vecchio capo, David Stern.

“Pau Gasol quando è arrivato a Los Angeles non mi ha mai salutato. Passavano le partite e lui a differenza di Kobe e degli altri, non si fermava mai da me a stringermi la mano. Poi all’All Star Game me lo sono ritrovato davanti, mi chiese scusa di tutto, ma Kobe (per scherzo, ndr) gli disse che con me non ci doveva parlare!”. Decisamente il suo favorito tra i giocatori recenti, da lì solo grande amicizia.130902082246-jimmy-goldstein-sideline-2011-finals-090213.1200x672

James Goldstein però non è cresciuto a Los Angeles, come potrebbe essere facile immaginare, bensì nella fredda Millwaukee. A 10 anni suo padre lo porta alla sua prima partita NBA, di scena i Millwaukee Hawks (esatto, Jimmy è parecchio vecchio). Amore a prima vista con la squadra per cui a 15 anni affianca i giornalisti sportivi col compito di stendere le statistiche. Intanto giocava e faceva anche canestro ed una volta fatti 4 anni a Stanford decide di rimanere sotto il sole della California perchè sente l’odore di qualche buon affare. Qui arriva il solito, chiaro ed inevitabile vuoto di sceneggiatura su come sia diventato così ricco (rimanendo comunque sempre sul campo immobiliare) e lo ritroviamo a bordo campo alle partita NBA. “Qualche buon investimento..” se la svigna laconicamente dalla domanda per dissipare il dubbio.

Personaggio singolare ed è sicuramente dire poco: ti lascia in mano il suo “biglietto da visita” il quale ha però le dimensioni della vostra tessera elettorale o del libretto sanitario, con una G in rilievo ed accanto le sue 3 immortali passioni: Fashion, Architecture, Basketball. “Ma il basket viene sicuramente prima di tutti” ci tiene a precisare.

Oltre il Basket

Per quanto riguarda però la sezione Fashion e la sezione Architettura, si potrebbe aprire un capitolo intero, con la seconda sezione poi ancora di più. Grande amico del compianto John Lautner, uno degli architetti più importanti della storia della architettura americana, vive da 30 anni nella sua casa posta sulle colline di L.A.

“Lavoravo a questa casa con Lautner, prima che morisse, da tanto tempo e la cosa che ho sempre adorato in lui era che non mi ha mai imposto una sua idea, anzi.” L’abitazione non è come la normale villetta che siete abituati a pensare, bensì un gioiello di rara bellezza. Se volete avere un’idea la potrete trovare nel film “Il Grande Lebowski” o nel video di Snoop Dogg e Pharrell Williams “Let’s Get Blown”. Dove si vede bene il campo da tennis, il campo da basket nel garage e la incredibile vista della città degli angeli.

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James Goldstein

Torniamo sul campo. James Goldstein è una persona molto socievole, ha sempre una parola buona da spendere per te e gli piace avere intorno gente giovane, se poi sono donne piuttosto avvenenti e con un paio di settimane oltre la maggiore età, diciamo solamente che la cosa non gli dispiace e pattiniamo via dall’argomento.
Si vocifera che sia stato lui a suggerire a Olajuwon come battere David Robinson nei playoff ’95 e se gli chiedete qualcosa vi guarda sorridendo e vi risponde con una calma disarmante, dando idea che qualcosa nella vita ha tirato su, scandendo ogni parola e assolutamente privo di qualsiasi slang americano. Insomma un inglese autentico, come si dovrebbe confare ad un personaggio unico nel suo genere: James “Jimmy” Goldstein.

Ah, per cortesia, andate sul suo sito internet. Buon divertimento.

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