David Stern, lo storico Commissioner NBA scomparso lo scorso 1 gennaio all’età di 77 anni, sarà inserito nella Hall of Fame della WNBA di Knoxville, Tennesse.
La cerimonia è in programma per il 12 giugno 2021, a seguito del rinvio per ragioni sanitarie durante la pandemia di coronavirus che ha posticipato alla primavera ’21 anche la cerimonia di introduzione nella Hall of Fame NBA di – tra gli altri – Tim Duncan, Kevin Garnett e Kobe Bryant.
David Stern fu uno dei grandi sostenitori ed artefici nel 1997 della nascita della WNBA, la maggiore lega professionistica americana del basket femminile: “Ha tracciato la via per una nuova era per lo sport professionistico femminile in America, ha saputo coniugare brillantemente il basket femminile e la disponibilità della NBA con un business plan solido e con una visione da vero uomo d’affari. La sua visione ci ha dato una lega che è tutt’oggi un riferimento per le donne nel mondo dello sport“, così Val Ackerman, prima presidente della storia NBA.
Stern entrerà nella Hall of Fame WNBA assieme a tre leggende del basket femminile, Tamika Catchings, Lauren Jackson e Swin Cash.
David Stern è stato Commissioner NBA per 30 anni, dal 1984 al 2014, ed è stato eletto nella James Naismith Basketball Hall of Fame di Springfield, Massachussets, nel 2014.








Eppure ancora qualcuno legato al vecchio Boeing c’è. Più d’uno in realtà, e si sono susseguiti sussurri e grida negli ultimi mesi. La voce più tonante, per lui che in braghini era viceversa una radiolina (copyright di Sarunas Jasikevicius), quella di Gary Payton: “Vorrei far parte del progetto e tornare a Seattle. Seattle lo merita”, ha dichiarato il Guanto, che si vede (bontà sua) in veste di co-proprietario. In effetti la prospettiva è affascinante: ve lo immaginate ad andare in escandescenze contro Mark Cuban? O a prendere a male parole Steve Ballmer, addossandogli magari la colpa di essere un tifoso Sonics che non si è impegnato abbastanza per salvare la squadra della sua città? Quando poi in realtà l’attuale proprietario dei Clippers a suo tempo ci provò, a rilevare le quote di Bennett quando fu chiaro che la squadra avrebbe transmigrato da Seattle, ma la sua opposizione fu sfilettata dagli avvocati dell’allora nuovo proprietario, che era anche buon amicone di David Stern. Le coincidenze.