Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsCleveland CavaliersCleveland Cavaliers, Love: “Non sono uno stretch-four”

Cleveland Cavaliers, Love: “Non sono uno stretch-four”

di Giuliano Granata

Dopo un avvio di stagione molto difficile per Cleveland, che a Gennaio, nelle due settimane di assenza di King James(sfruttate al meglio per rimettersi in sesto) ha raggiunto addirittura un record sotto al 50%, salvo poi riuscire a ripartire.Questo grazie anche alla dirigenza che ha aggiunto importanti tasselli dal mercato (Mozgov e JR Smith su tutti),che hanno portato una serie di vittorie che piazziano i Cavaliers al secondo posto della Eastern Conference con un record rispettabile di 40 vittorie e 25 sconfitte, ma soprattutto la squadra di Coach Blatt sta mostrando, giorno dopo giorno, segnali di crescita molto incoraggianti che portano inevitabilmente e giustamente i Cavs ad essere identificati come una pretendente, abbastanza seria, al titolo NBA.  Nonostante ciò in Ohio continua ad esserci un problema, rappresentato da Kevin Love, che la scorsa estate, dopo il ritorno di Lebron James, i Cavaliers hanno fatto di tutto per ottenere dai Timberwolves, addirittura sacrificando le prime scelte assolute degli ultimi due Draft. Beach Boy proveniva da una stagione fallimentare per la sua squadra, ma molto positiva a livello individuale, chiusa a 26.1 punti, 12.5 rimbalzi e 4.4 assist a partita. Sicuramente queste cifre erano enfatizzate anche da un contesto perdente ed era naturale mettere in conto un ridimensionamento dei suoi numeri (16,9ppg e 10.2 rbg) e del suo ruolo, infatti è passato dall’essere quello di prima opzione offensiva per la sua squadra a praticamente la terza, giustamente dopo Lebron e Irving.

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Kevin Love, in maglia Cavs, mentre tenta un tiro da 3 punti.

 

L’ex prodotto UCLA non sembra disposto a diventare quello che Chris Bosh è stato a Miami per James, infatti ha già modificato parecchio il suo ruolo, che è diventato sostanzialmente quello di uno “stretch- four”, ovvero di un lungo capace di allargare le spaziature offensive e ridotto a semplice tiratore da tre sugli scarichi, come dimostrato da una diminuzione di palloni giocati nella metà campo offensiva e dal fatto che nelle ultime 7 partite ha tentato 8.1 triple a partita, un’enormità in confronto alle 6.6 dello scorso anno a Minnesota, dove produceva però circa 9 punti in più a partita.

Proprio di questa situazione, lo stesso Love ha parlato a Cleveland.com dopo la sconfitta di Venerdì contro gli Atlanta Hawks:

” Sento molta gente che mi definisce così, ma io non sono uno stretch-four, io sono un giocatore di post che può tirare da fuori. In questo momento io sto solo facendo quello che mi chiedono di fare. Se questo è per il bene o il male della squadra è indifferente, io sto rispettando quello che mi hanno chiesto.”

Kevin Love a fine anno sarà free agent, resterà in Ohio?

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Insomma non è un buon segno per Cleveland, considerando anche il fatto che Love, il quale a fine anno sarà free agent, è un grande giocatore di post-up e desideroso di giocare più possessi in area. Quindi affinchè i Cavaliers possano raggiungere realmente il titolo NBA hanno bisogno di un giocatore che capisca il suo ruolo e soprattutto sia contento di giocare nel modo determinato dall’allenatore (e da Lebron) per ottenere la vittoria.

Per NBA Passion,

Giuliano Granata (@xstrongfanLAL su Twitter).

 

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