Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsDallas Mavericks Luka Doncic: “Gli arbitri devono essere migliori di così”

Luka Doncic: “Gli arbitri devono essere migliori di così”

di Filippo Beltrami

Che Luka Doncic non abbia un bel rapporto con gli arbitri non lo scopriamo solo ora. E in gara 3 delle NBA Finals contro i Boston Celtics ne abbiamo avuto un’altra conferma. Con ancora 4 minuti e 12 secondi dalla fine della partita, il giocatore dei Dallas Mavericks è stato buttato fuori dopo aver commesso il suo sesto fallo. E nonostante il challenge usato da Jason Kidd per cercare di ribaltare la chiamata, la terna arbitrale ha confermato la propria decisione di espellere il giocatore sloveno. “Non si poteva giocare fisicamente,” ha detto Doncic. “Non lo so, non voglio dire niente.”

Il dato che fa riflettere è che quattro dei sei falli commessi dall’ex giocatore del Real Madrid sono stati fischiati nel quarto periodo. “Sei falli alle NBA Finals stando così,” ha ribadito Doncic portando le mani in alto in segno di non aver toccato l’avversario.Dai su. Bisogna essere migliori di così.” La terna arbitrale non è stata però l’unica fonte di frustrazione per il 5 volte All-Star. Dopo un buon inizio in cui ha segnato cinque dei primi sette tentativi dal campo e Dallas era sopra di tredici punti, Doncic non è riuscito più ad incidere così tanto sulla gara. Luka ha infatti finito la gara con 27 punti, 6 rimbalzi e 6 assist ma 11 su 27 dal campo e 1 su 7 da tre punti.

Luka Doncic in attacco… e Luka Doncic in difesa

C’è anche da dire però che Doncic sta giocando con una contusione toracica sofferta in gara 1 e soprattutto una distorsione al ginocchio destro. Per questo motivo i giocatori dei Celtics lo hanno preso di mira in difesa. Quando marcati dallo sloveno, i giocatori di Boston hanno segnato 16 punti con 6 su 15 dal campo e, oltre a questo, sono riusciti a creare molti buoni tiri a causa delle forzate rotazioni difensive dei Mavs.

Ha sicuramente un bersaglio sul petto,” ha detto Kidd su Luka Doncic. “Deve essere in grado di marcare e capire che noi siamo lì per proteggerlo ed aiutarlo nel caso si faccia battere. Lui però sta trasportando un grosso carico dal punto di vista offensivo. Loro lo coinvolgono in ogni pick-and-roll e isolamenti. Lui deve essere capace di giocare in modo da prendersi delle pause in attacco e lasciare che gli altri sbrighino la faccenda.”

Chi dovrebbe aiutarlo di più è sicuramente Kyrie Irving

Kyrie Irving, per esempio, potrebbe, e dovrebbe, essere uno di questi. Il prodotto di Duke ha giocato la suo migliori partita della serie finora, finendo con 35 punti con 13 su 28 dal campo e 4 su 6 dalla lunga distanza. “Bisogna farlo respirare un po’,” ha detto Irving sul suo compagno di reparto. “Lasciamo che le sue emozioni umane vengano fuori. Dategli un abbraccio. Questo è tutto. È facile puntare il dito contro di lui e dire: ‘Potresti fare meglio’. Questo è facile da fare. Penso che anche lui lo sappia. Per sì, ribadisco che io sono qui per coprirgli le spalle, tutti noi gli copriamo le spalle.”

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