Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsDallas MavericksMavericks speranzosi di vincere la scommessa D-Will

Mavericks speranzosi di vincere la scommessa D-Will

di Davide Bomben

Dopo aver respinto nel 2012 le avance dei Dallas Mavericks, Deron Williams decise allora di accettare di firmare il quinquennale offertogli dai Brooklyn Nets, alla modica cifra di 98.7 milioni. La nuova dirigenza, guidata dal magnate russo Mikhail Dmitrievitch Prokhorov si fregava le mani, speranzosa nell’aver trattenuto un signor giocatore, dotato di un trattamento di palla eccellente. Tali aspettative però non si realizzarono, complici i vari infortuni patiti alle caviglie ma soprattutto dallo scarso rendimento che il giocatore portava al Barclays Center. La stampa in quel periodo ci mise poco a gettare benzina sul fuoco, gonfiando la “fortuna” che avevano avuto i Mavs a non firmare un giocatore che ormai pareva finito.

Deron Williams

Deron Williams

Oggi, dopo i tre anni a New York e dopo aver ottenuto un sostanzioso buyout, Dallas si augura che il giocatore, firmato in estate, possa di nuovo prosperare in terra texana. L’investimento è legato specialmente alle motivazioni che lo possano spingere. Basti guardare al primo turno dei Playoff della scorsa stagione, quando a gara 4 contro gli Atlanta Hawks, quando mise a segno 35 punti tirando col 50%. Possono quindi i Mavericks poter costruire un futuro da questo tipo di prestazioni e non dal giocatore in rapido declino?

Prima di poter rispondere si può valutare anche un altro giocatore arrivato dai Nets: Jason Kidd. Rick Carlisle con lui ha lavorato a meraviglia, facendogli esprimere al massimo il suo alto QI cestistico offensivo in relazione anche alla sua età (quando ritornò nel 2008 aveva 35 anni), creando un solido legame ( cosa che invece non successe con Rajon Rondo). La combo Carlisle – Williams potrebbe, quindi, far molto bene ad entrambi, in cui vi è da una parte un allenatore killer e dall’altra una stella in caduta libera. Con Deron e il suo alto QI cestistico il sistema del suo head coach, basato su un playmaker che ‘assista’ i tiri dei compagni e piazzi le triple al momento giusto, ritornerebbe a rifiorire come nella prima metà della stagione passata.

Usando il ‘Player Impact Estimate’, strumento adottato da NBA.com come statistica per valutare l’impatto (positivo o negativo) di un giocatore, si può notare che l’ex Nets sia decisamente migliore rispetto ai suoi predecessori, seppur il campione statistico sia assai piccolo.

Deron Williams (2015-16*): 6.0 AST, 12.6 PIE

Rajon Rondo (2014-15): 2.2 AST, 9.5 PIE

Monta Ellis (2014-15): 1.7 AST, 9.7 PIE

Rajon Rondo ( a sinistra" e Monta Ellis (a destra) quando vestivano la casacca Texana

Rajon Rondo (a sinistra) e Monta Ellis (a destra) quando vestivano la casacca Texana

In generale Deron è nettamente sopra Rondo e Monta Ellis quando si tratta di lavorare all’interno della filosofia della squadra. È un playmaker più efficace, con una maggiore sicurezza nel trattamento della palla e il terzo valore, attuale, di PIE della squadra. Di certo stiamo parlando di un campione statistico di poche, pochissime, partite, e quindi tali valori potranno assestarsi lungo la stagione. In relazione anche a ciò, Mavericks hanno voluto impostare, secondo la loro ottica, un buon upgrade dopo la disastrosa esperienza conosciuta con Rondo. L’ex Boston, infatti, non costringeva i difensori a chiudere su di lui, lasciandogli sì maggior spazio di manovra, ma anche obbligando i compagni di squadra a muoversi molto di più per ricevere la palla. A causa di questo sistema di gioco il veloce e dinamico ritmo dei Mavs si è trasformato in una sua brutta, e soprattutto, lenta copia. Con l’ex Jazz le cose appaiono diverse con la difesa che tende a schierarglisi contro, indipendentemente se abbia la palla in mano o meno. Consente, inoltre, di poter avere uno stile in attacco che piace molto a Carlisle, flessibile e malleabile, con l’opportunità di poter schierare all’occasione tre guardie o un quintetto piccolo.

In ogni situazione però c’è il rovescio della medaglia: Williams di certo non è un giocatore costruito per rapide penetrazioni come lo era Ellis. Il giocatore, approdato agli Indiana Pacers, era assai abile nel entrare nel pitturato costringendo i difensori a rapide decisioni ovvero se chiuderlo o collassare su Dirk Nowitzki, pronto per l’eventuale scarico sulla linea da tre. Seppur Deron non possa creare questo tipo di giocate, Dallas può essere comunque pericolosa grazie a J.J. Barea, Raymond Felton e Wesley Matthews. Ci saranno sicuramente delle cose che non potranno non andare bene e stridere un po’ all’inizio, ma grazie al lavoro combinato di Carlisle-Williams si potrà forgiare una nuova identità offensiva ed efficace. E questo è una cosa che DWill sa fare molto bene

Per NBAPassion

@DavideBomben

You may also like

Lascia un commento