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Mavs, Doncic incanta con 42 punti: il segreto? RedBull e caffè pre partita

di Carmen Apadula
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Dopo un brutto 0-2 dei Dallas Mavericks, registrato la scorsa settimana, Luka Doncic aveva ammesso di sentirsi leggermente affaticato.

Eppure, questa notte, si è ripresentato all’American Airlines Center rinvigorito. Il segreto per tutta questa energia? Una buona giornata di recupero, una Red Bull e “due, tre, quattro” bicchieri di Espresso prima della partita. Il risultato? 42 punti, 13 rimbalzi, 10 assist e una bella vittoria per 117-112 contro i Portland Trail Blazers.

Doncic si era tenuto sotto i 30 punti in entrambe le partite precedenti a quella di questa notte. E le sue 9 prestazioni consecutive da almeno 30 punti, hanno rappresentato la seconda striscia più lunga per punteggio in un inizio di stagione, seconda solo alla serie di 23 partite consecutive, messa insieme da Wilt Chamberlain all’inizio della stagione 1962/63.

Coach Jason Kidd aveva espresso la sua preoccupazione dopo le due sconfitte consecutive contro gli Orlando Magic e i Washington Wizards, quando Doncic ha registrato un 17 su 50 complessivo dal campo. Il capo allenatore dei texani si è quindi chiesto se i Mavs stessero chiedendo troppo alla loro superstar, anche e soprattutto perché Doncic è in testa alla classifica per tasso di utilizzo, per la terza stagione consecutiva.

“È umano anche lui“ sostiene il coach. “Ma credo che, perdendo due partite di fila e non giocando bene, anche i ragazzi che lo abbiano visto. Si è sempre ripreso. E’ quello che ha fatto stasera. Avrebbe potuto tranquillamente prendersi una pausa per riposare, ma ha lottato e ci ha messo in condizione di vincere”.

Doncic ha dominato contro i Blazers, attaccando soprattutto dal palleggio. Ha registrato un 13 su 22 dal campo, aggiungendo due canestri che sono entrati dal pitturato, e un ottimo 15 su 18 dalla linea dei tre punti, tentando più tiri liberi stanotte che nelle due partite precedenti messe insieme.

“Stavo solo attaccando il pitturato” ha detto il diretto interessato, che è al decimo posto nella storia della NBA, con 49 triple doppie. “Nelle ultime due partite si vedeva che non arrivavo alla linea di tiro libero e non ero efficiente perché non penetravo”. 

I Blazers erano anche determinati a non voler permettere a Doncic di batterli sul finale, intrappolandolo per forzare la palla fuori dalle sue mani. Ma i Mavericks hanno risposto realizzando tre punti in quattro possessi consecutivi per prendere il comando nei minuti finali, il primo proprio grazie ad un assist di Doncic, e i tre successivi grazie a un movimento di palla avviato da lui.

Doncic ha costantemente creato dei tiri da tre punti aperti per i suoi compagni. A parte Spencer Dinwiddie (che ha registrato un 6 su 8 da tre), i Mavs hanno faticato a tirare da lontano (con un 14 su 43 in totale). Eppure, Doncic non ha esitato a cedere la palla anche con la partita sul filo del rasoio.

“Disegno la difesa, attacco il pitturato e la butto fuori, così loro saranno aperti per tutta la partita” spiega lo sloveno, che sta guidando la lega con 34.3 punti di media a partita, e si trova all’ottavo posto della classifica per gli assist (con una media di 8.1). “Devono continuare a tirare. Gli dico sempre: ‘Continua a tirare’. Se sei aperto, devi tirare. Tutto qui. Continuerò a fidarmi di loro. Per me è facile”. 

Per Doncic non è ancora proprio abituale questo tipo di produzione straordinaria, ma questa era già la quarta tripla doppia da almeno 40 punti della carriera del 23enne. E, secondo la ricerca di ESPN Stats & Information, lo sloveno sarebbe quindi il sesto giocatore della storia della NBA ad aver registrato più triple doppie da 40 punti, dietro a: Oscar Robertson (22), James Harden (16), Russell Westbrook (13), Wilt Chamberlain (7) e LeBron James (6). 

Inoltre, Doncic si troverebbe ora al secondo posto della storia della lega, per quanto riguarda la classifica dei giocatori sotto i 25 anni ad aver registrato più triple doppie da 40 punti, dietro solo ad Oscar Robertson (10). 

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