Scambiare Tyreke Evans per Greivis Vasquez

Estroverso, creativo, rapido, improvvisatore e facilitatore, creatore di gioco e finalizzatore, certo con non poche lacune in difesa e al tiro, Tyreke Evans è stato tutto fuorché un semplice prospetto. Selezionato alla numero 4 al draft del 2009 dagli stessi Kings, Evans ha seguito un percorso a dir poco alternativo: ha toccato l’apice appena entrato nella lega, alla prima stagione in assoluto in NBA, ed è poi regredito progressivamente fino a non mostrare alcun miglioramento ed auto-consacrarsi come nient’altro che un giocatore capace di far canestro.
Tuttavia, nonostante Evans non sia mai stato in grado di replicare l’impatto sul campo che ha segnato, in positivo, il suo primo anno tra i professionisti, ciò non giustifica il modo in cui Sacramento ha gestito la sua dipartita. Nell’estate del 2013, Evans è free agent con restrizioni e riceve un’offerta, per essere precisi un quadriennale da 44 milioni complessivi, dai New Orleans Pelicans. I Kings non sono disposti a pareggiare l’offerta, ma piuttosto che perderlo a zero, optano per concordare una sign-and-trade con i Pelicans.
Ne esce un accordo a tre squadre che, per farla breve, spedisce Evans ai Pelicans, Greivis Vasquez in California, e Robin Lopez ai Portland Trail Blazers. Oltre a Vasquez, i Kings ricevono due scelte al secondo giro al draft del 2016, una delle quali si rivelerà essere Malcolm Brogdon. Eppure sappiamo bene che Brogdon non è mai stato selezionato al draft dai Kings, semmai dai Bucks; infatti, udite udite, Sacramento scambiò tale scelta, che all’epoca non si era ancora materializzata in Brogdon, per niente di meno che Luc Mbah a Moute.
Scherzi a parte, i Sacramento Kings hanno letteralmente svenduto un giocatore che, per quanto in calo, possedeva comunque un potenziale maggiore rispetto a una guardia, Vasquez, da 9.0 punti con il 34.9% da tre in carriera. E’ inoltre opportuno sottolineare che l’Evans in calo precedentemente descritto, prima della trade, aveva chiuso la stagione a 15.2 punti di media con il 47.8% dal campo, cifre certamente non eccellenti, e non da quarta scelta al quarto anno in NBA, ciononostante non comparabili a quelle di Vasquez.
Per quanto riguarda quella rimanente scelta al secondo giro, parte dello scambio di Evans, i Kings selezionarono con la 59 Isaiah Cousins, che non scese mai in campo coi Kings, venendo tagliato poco dopo il draft. E’ anche curioso come, sempre nel 2016, Sacramento selezionò al primo giro: Giōrgos Papagiannīs alla 13, Malachi Richardson alla 22, e Skal Labissiere alla 28.
Words are very unnecessary, direbbero i Depeche Mode…
Una serie di sfortunate scelte al draft, back to back to back to back
Sacramento non è mai stata così brava a scegliere il giocatore giusto al draft, tuttavia, dal 2012 al 2015 i Kings hanno intrapreso un lungo e tortuoso percorso di pessime scelte al primo giro nella notte dei giovani talenti.
Ma andiamo in ordine:
- 2012: con la scelta numero cinque, i Kings selezionano Thomas Robinson. Appena cinque anni in NBA, 4.9 punti di media in carriera. A Sacramento gioca meno di una stagione, viene spedito agli Houston Rockets poco prima della trade deadline;
- 2013: con la scelta numero sette, i Kings selezionano Ben McLemore. A Sacramento giocherà quattro anni senza mai sbocciare. Cifre alla mano, la sua miglior stagione è stata la 2014/15, nella quale ha messo a referto 12.1 punti di media con il 35.8% da tre su 4.8 tentativi a gara;
- 2014: con la scelta numero otto, i Kings selezionano Nik Stauskas. Gioca un solo anno nella capitale californiana, chiuso a 4.4 punti di media con il 32.2% dalla lunga distanza (Stauskas venne selezionato tra i primi dieci principalmente per le sue percentuali da fuori area, considerato un tiratore puro in uscita da Michigan University);
- 2015, con la scelta numero sei, i Kings selezionano Willie Cauley-Stein. Forse il migliore tra i quattro citati, ha raggiunto la doppia cifra di punti ed almeno 7 rimbalzi di media solo due volte, nella stagione 2017/18 e quella successiva. Dopo quattro anni a Sacramento, firma nell’estate del 2019 con i Golden State Warriors. Oggi gioca 9.8 minuti a gara a Dallas segnando 1.9 punti.

