Scegliere Marvin Bagley III anziché Luka Doncic
Draft del 2018. Sacramento viene da una stagione da 27 vittorie, dodicesimi nella Western Conference. L’annuale sorteggio gli conferisce la seconda scelta al primo giro. I primi a scegliere sono i Phoenix Suns che hanno già Devin Booker e sono in cerca di un centro da affiancargli, optano quindi per Deandre Ayton, lungo versatile in uscita da Arizona. Adam Silver segue annunciando la seconda chiamata:
With the second pick in the 2018 NBA Draft, the Sacramento Kings select Marvin Bagley III, from Duke University.
Marvin Bagley III aveva chiuso una stagione a cifre paurose in quel di Duke, 21.0 punti di media accompagnati da 11.1 rimbalzi, il 61.4% dal campo su 13.3 tentativi ed il 39.7% da tre. Accolto a braccia aperte in quel di Sacramento, visto come il secondo perno fondamentale della franchigia oltre a De’Aaron Fox, Bagley gioca 62 gare nel suo anno da rookie viaggiando a 14.9 punti di media con 7.6 rimbalzi e il 50.4% dal campo. Le speranze dei Kings crescono progressivamente.
La stagione dopo è l’inizio di un periodo quasi interminabile e particolarmente dedicato segnato da un infortunio dopo l’altro. Una frattura al pollice e una fastidiosa distorsione al piede lo costringono a sole 13 gare tra l’ottobre del 2019 e giugno dell’anno successivo. Nello stesso periodo scoppia la pandemia, i Kings vengono convocati nella bolla di Orlando ma non riescono a qualificarsi per la corsa al titolo.
L’annata successiva si propone come quella del ritorno alla normalità, è l’occasione giusta per i Kings di iniziare a mettere da parte i fallimenti del recente passato e costruire seriamente su Fox e Bagley: eppure, quest’ultimo fatica a trovare continuità su entrambe le metà campo. In attacco mostra sprazzi di potenziale, ma è restio nell’abusare, letteralmente, del suo atletismo e della sua corporatura longilinea; in difesa è un grande punto debole. A metà marzo, per di più, Bagley va giù con un infortunio alla mano sinistra che lo terrà fuori per il resto della stagione.
Sacramento, nel frattempo, inizia a guardarsi attorno sul mercato, ciononostante sono poche le squadre disposte a correre un rischio per Bagley. Così arriviamo ai giorni nostri, il lungo ventiduenne scende in campo solo 8 volte su 21 gare disputate, viene addirittura messo fuori rotazione da coach Luke Walton, che intanto viene esonerato facendo subentrare Alvin Gentry ad interim.
A questo punto, il mercato degli scambi pare l’unica soluzione al giallo che ha coinvolto l’ex star di Duke. Quella tra Marvin Bagley e i Kings pare una frattura definitiva ed insaldabile.

In tutto ciò, pochi minuti dopo la scelta di Bagley da parte di Sacramento, i Dallas Mavericks chiudevano uno scambio che portava in Texas il giovane fenomeno sloveno, già considerato un aristocratico della pallacanestro nel vecchio continente e forse troppo sottovalutato, per via dei soliti luoghi comuni circa i giocatori di stampo europeo, dalla platea nordamericana. Luka Doncic sconquassa il panorama cestistico sin dal suo primo anno in NBA: chiude la stagione da rookie a 21.2 punti di media, quella a seguire a 28.8. Dopo Dirk Nowitzki, è la nuova superstar dei Mavericks, per molti è il nuovo volto della lega di pallacanestro più prestigiosa al mondo.
Dati alla mano, ad oggi Doncic è stato 2 volte All-Star, 2 volte All-NBA, matricola dell’anno e almeno una volta in lista per il premio di MVP della stagione regolare. La sua squadra ha ottenuto pochi successi ai playoffs, questo è vero, ma il ventiduenne non è mai mancato all’appello nel momento del bisogno.
Se i Kings avessero selezionato Doncic anziché Bagley è un caso di studio che appartiene alla storia controfattuale, cionondimeno siamo abbastanza certi che, con lo sloveno in squadra, Sacramento avrebbe tutt’altra reputazione in questo momento.

