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Dwight Howard buyout con i Grizzlies, firmerà con i Los Angeles Lakers

di Michele Gibin

Dwight Howard ha raggiunto un accordo per il buyout con i Memphis Grizzlies, squadra verso cui era stato scambiato lo scorso giugno dagli Washington Wizards, ed il lungo ex Orlando Magic firmerà nelle prossime ore un contratto con i Los Angeles Lakers.

La notizia è stata riportata da Shams Charania di The Athletic. Secondo Adrian Wojnarowski di ESPN, il futuro accordo tra i Lakers e Howard sarà non garantito. La squadra darà la possibilità a Dwight Howard, reduce da una stagione passata quasi interamente ai box dopo un intervento alla schiena, di dimostrare il suo ritrovato stato di forma. I Lakers valuteranno inoltre l’effettiva capacità di Dwight Howard di adattarsi al ruolo previsto in squadra per lui, ed i rapporti con compagni di squadra e staff del tre volte difensore dell’anno.

Il contratto di Howard diventerà garantito solo a partire dal prossimo 7 gennaio come da regolamento NBA, con l’aggiunta dell’ex Wizards il roster dei Los Angeles Lakers è di nuovo di 15 giocatori.

Per Howard si tratta di un ritorno: dopo aver lasciato gli Orlando Magic, il lungo originario di Atlanta, Georgia, disputò una sola stagione (2012\13) ai Los Angeles Lakers di Kobe Bryant, Pau Gasol e Steve Nash. A L.A. una stagione difficile per “DH12”, condizionata da problemi fisici, da un rapporto conflittuale con Bryant e con coach Mike D’Antoni, ed impietosamente ribattezzata “Dwightmare” all’epoca dai media.

Howard e Joakim Noah hanno sostenuto nei giorni scorsi dei workout separati con i Los Angeles Lakers: in palio il posto di sostituto dell’infortunato DeMarcus Cousins, out per l’intera stagione dopo la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro subita lo scorso 12 agosto. Alcune clip video diffuse via Twitter nelle scorse ore avevano testimoniato il recuperato stato di forma di Howard, limitato nella scorsa stagione a sole 9 partite con la maglia degli Washington Wizards, il giocatore avrebbe perso sino a 11 chili di peso per ritrovare una buona condizione dopo gli infortuni, ed avrebbe impressionato i Lakers presentandosi due giorni prima dell’appuntamento fissato per un lavoro extra in palestra e per mettersi in contatto con alcuni giocatori, tra cui Rajon Rondo, JaVale McGee e soprattutto Anthony Davis.

Nelle scorse settimane, durante un’intervista con Shams Charania di The Athletic, Howard aveva fatto ammenda dei tanti esempi di poca professionalità dimostrati in passato, dichiarando “Terrò la testa bassa e continuerò a lavorare. (…) Sono pronto ad essere qualsiasi cosa di cui un’eventuale squadra avrà bisogno. Ho cambiato dieta e l’intero team che mi aiuta e mi circonda. Per tutto ciò che mi è successo in passato non do la colpa a nessuno, sono state tutte lezioni che ho dovuto imparare per crescere”.

Non ho più un ego, è morto. Morto per diventare la persona che sono oggi (…) ho sempre lavorato tanto in palestra, ogni giorno, ma mi sono chiesto? Ero davvero concentrato al 100%? Era davvero questo quello che volevo dalla vita? Ho imparato che bisogna rinunciare a parte di sé per il bene della squadra

Dwight Howard ha speso i primi 8 anni della sua carriera NBA agli Orlando Magic, raggiungendo una finale NBA (2009, persa proprio contro i Los Angeles Lakers) e guadagnandosi per tre annate consecutive (2009 a 2011) il premio di difensore dell’anno. Dopo il trasferimento a Los Angeles, la trade verso gli Houston Rockets, squadra in cui rimase per tre stagioni, e quindi tre annate tra Charlotte Hornets, Atlanta Hawks e Wizards.

In carriera, Howard è stato per 8 volte All-Star e 5 volte primo quintetto NBA, viaggiando a 17.4 punti, 12.7 rimbalzi e 2 stoppate di media a partita, in 1035 gare disputate.

Nelle ultime tre stagioni, le prestazioni sul campo di Howard sono state condizionate da alcuni problemi fisici alla schiena, e da alcune questioni extra-sportive legate alla custodia del primogenito Braylon, nato dalla relazione con l’ex compagna Royce Reed nel 20o7. Nel 2017 Dwight Howard ammise di aver avuto almeno 5 figli da ben cinque relazioni diverse.

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