Houston Rockets: Chris Paul vuole restare, è caccia alla terza stella
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Houston Rockets: Chris Paul vuole restare, è caccia alla terza stella

Houston Rockets: Chris Paul vuole restare, è caccia alla terza stella

Al termine di una stagione in cui, per il secondo anno consecutivo, gli Houston Rockets sono usciti di scena dai playoff per mano dei Golden State Warriors, stavolta per 4-2 in semifinale di Conference, numerosi rumors di mercato hanno riguardato la franchigia texana in queste prime settimane di off-season.

Tra questi, molti erano incentrati sulla possibile partenza di Chris Paul, anche e soprattutto in virtù dell’età che avanza (34 anni compiuti lo scorso 6 maggio), del rendimento che cala gradualmente e dell’esorbitante contratto che l’ex play di New Orleans Hornets e Los Angeles Clippers percepisce in quel di Houston (poco più di 124 milioni fino al 2022).

Nonostante le tante indiscrezioni, i gravi infortuni occorsi a Kevin Durant e Klay Thompson (il primo salterà ufficialmente tutta la stagione 2019-2020, il secondo potrebbe rientrare in tempo per i playoffs) hanno indebolito considerevolmente la squadra che da cinque anni a questa parte domina la Western Conference, proprio quei Golden State Warriors che si sono rivelati l’unico vero ostacolo di rilievo tra gli Houston Rockets e il loro obiettivo di riportare il titolo NBA in Texas.

In attesa che la free agency apra ufficialmente i battenti, un’altra possibile rivale degli Houston Rockets nella corsa all’anello ha annunciato un colpo che potrebbe cambiare gli equilibri della Western Conference e della lega in generale: i Los Angeles Lakers, infatti, si sono assicurati Anthony Davis via trade, affiancando l’ex Pelicans a LeBron James. Houston, dal canto suo, lavora sottotraccia per migliorare la squadra e compiere quell’ulteriore passo di qualità per diventare la prima forza a Ovest.

Houston Rockets su una terza stella, Paul verso la conferma

Houston Rockets

Chris Paul, trasferitosi due anni fa agli Houston Rockets, potrebbe restare alla corte di D’Antoni anche l’anno prossimo.

In questo senso, i Razzi avevano comunicato di essere disposti ad ascoltare offerte per tutti i giocatori presenti nel proprio roster e sotto contratto per la stagione 2019-2020, eccezion fatta ovviamente per l’MVP in carica James Harden, reduce dalla miglior annata della sua carriera e insostituibile uomo franchigia per Houston. Tra i papabili partenti spicca Clint Capela, che per età e contratto risulta essere uno dei giocatori di punta più facili da piazzare altrove e piace molto ai Boston Celtics.

E Paul? Le voci riguardanti la sua intenzione di partire, magari per tornare a L.A., stavolta sponda giallo-viola, e giocare per la prima volta in carriera al fianco del suo grande amico LeBron James, sono state smentite dal general manager degli Houston Rockets Daryl Morey. “Non è affatto vero che Chris Paul abbia chiesto di essere scambiato, né che noi vogliamo cederlo. La nostra intenzione è quella di aggiungere un’altra stella a questo gruppo.”, ha dichiarato infatti quest’ultimo in merito alle mosse di mercato che vedranno protagonista la squadra texana.

Con il proprietario Tilman Fertitta che circa un mese fa ha annunciato di essere disposto a pagare la luxury tax per migliorare il roster a disposizione di Mike D’Antoni – che potrebbe rinnovare con i texani – e la quasi certezza della permanenza di Chris Paul, le strade possibili per arrivare a una terza stella, non avendo grossa disponibilità economica per agire in free agency, portano alle trade dei vari Clint Capela, Eric Gordon e P.J. Tucker, che potrebbero essere scambiati per aggiungere al quintetto un altro giocatore in grado di spostare gli equilibri e rendere ancor più competitivi gli Houston Rockets.

Dennis Izzo
dennisizzo13@icloud.com
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