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Knicks, Steve Mills il prossimo a cadere? Dolan pensa anche a RC Buford

di Michele Gibin

A fare le spese dell’ennesimo cambio al vertice per i New York Knicks, questa volta potrebbe essere anche lo storico presidente Steve Mills, da sempre vicino al proprietario della squadra James Dolan e dal 2013 personaggio di punta del front office Knicks.

David Fizdale ha pagato il pessimo inizio della squadra, travolta anche a Portland contro i Blazers alla seconda partita da allenatore NBA in carriera di coach Mike Miller, con l’esonero, e la sensazione a New York è che questa volta il prossimo a partire potrebbe essere proprio Mills.

Dolan avrebbe deciso di impiegare tutte le sue energie per convincere Masai Ujiri, presidente dei Toronto Raptors campioni NBA 2019, a diventare il prossimo salvatore della franchigia, Ujiri sarà sotto contratto con i Raptors fino al 2021, ma le parti non hanno ancora intavolato alcuna trattativa ufficiale per un rinnovo, nonostante lo storico titolo appena vinto.

Frank Ntilikina, R.J. Barrett e Kevin Knox

Nei piani di Dolan, Ujiri avrebbe massima libertà di manovra, e nessun’altra personalità tra sé e la proprietà cui fare rapporto. Ancora da definirsi il futuro ruolo di Scott Perry, dal 2017 general manager della squadra e braccio destro di Mills.

Come riportato da Marc Stein del NY Times, tra le alternative a Masai Ujiri, che molto difficilmente lascerà il Canada in tempi brevi, ci sarebbero anche i nomi di R.C. Buford, fino alla scorsa stagione general manager dei San Antonio Spurs dei quattro titoli NBA targati Duncan, Ginobili e Parker, ed oggi CEO della holding che controlla Spurs, Stars ed AT&T Center, e quelli di Bob Myers, general manager dei Golden State Warriors, e di Donnie Nelson dei Dallas Mavericks.

Knicks, il precedente (fallimentare) del grande nome

Non sarebbe la prima volta in cui i Knicks si rivolgono ad un grande nome per tentare di ribaltare le sorti di una franchigia in crisi nera e ventennale. Nel 2014, all’arrivo tra mille fanfare di Phil Jackson nel ruolo di presidente della squadra, seguirono la scelta di Kristaps Porzingis al draft 2015, la trade che spedì Tim Hardaway Jr agli Atlanta Hawks in cambio dei diritti su Jerian Grant, ed il faraonico contratto di Joakim Noah.

Operazioni che, assieme alla scelta di Derek Fisher e Jeff Hornacek alla guida della squadra, si rivelarono un fallimento su tutta la linea, sancito dalla partenza di Carmelo Anthony e dai contrasti con l’allora giovane promessa Porzingis.

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