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Warriors, a chi andrà la trade exception? “Solo per un’occasione irripetibile”

di Michele Gibin

Com’è noto, i Golden State Warriors hanno a disposizione per la prossima offseason una trade excepition da oltre 17 milioni di dollari da impiegare tassativamente entro 7 giorni dall’inizio della prossima free agency (di cui ancora non conosciamo la data di inizio).

Un’eccezione salariale ottenuta nella trade che nell’estate 2019 spedì Andre Iguodala ai Memphis Grizzlies, un’operazione di cap relief resa necessaria per completare la sign and trade che portò Kevin Durant ai Brooklyn Nets e D’Angelo Russell agli Warriors.

Golden State beneficerà inoltre della seconda scelta assoluta al draft NBA 2020, sarà dunque una offseason importante per i tre volte campioni NBA tra 2015 e 2019.

Ma come decideranno di spendere la loro trade exception i Golden State Warriors? Come riportato da Anthony Slater di The Athletic, l’intenzione di Bob Myers è quella di impiegare l’eccezione salariale solo per un’occasione impossibile da farsi sfuggire.

Il motivo è presto detto: è vero che gli Warriors potranno offrire per un solo anno una cifra considerevole ad un giocatore di sicuro impatto, ma il salario andrebbe ad incidere sul salary cap della squadra, che nel 2020\21 salirà a quota 141 milioni di dollari, ben oltre la soglia della luxury tax. Tassa di lusso che il gruppo proprietario non si è mai fatto problemi ad accollarsi per vincere titoli a ripetizione, ma che ad esempio lo scorso anno ha pagato per un penultimo posto nella Western Conference.

Mercato Warriors, come usare la trade exception?

Se sani e col recupero di Klay Thompson, i Golden State Warriors saranno nel gruppone di squadre che punteranno ad un posto ai playoffs. Le corazzate da titolo NBA degli anni passati sono probabilmente un ricordo, oggi, ed il roster attuale manca ancora di profondità e centimetri sotto canestro. Se dal draft l’arrivo di James Wiseman potrebbe ovviare al secondo problema, quale sarebbe il giocatore giusto cui elargire la trade exception?

Danilo Gallinari e Marcus Morris saranno free agent, ed hanno lo status giusto di veterani disposti a giocare per il titolo NBA. Il Gallo è reduce dalla stagione probabilmente migliore in carriera agli Oklahoma City Thunder, ed avrà tanto mercato attorno a sé. Morris ha vissuto una stagione a due facce: decisivo nei pur perdenti New York Knicks fino a febbraio, deludente ai Los Angeles Clippers. Sarebbe comunque un’alternativa plausibile.

Serge Ibaka, che batté gli Warriors nel 2019 in finale NBA, sarà free agent e se non troverà un accordo per il rinnovo con i Toronto Raptors, un anno a San Francisco potrebbe rivelarsi l’opzione per lui migliore.

Jerami Grant dei Denver Nuggets sarebbe un altro nome interessante, ma l’ala ex Thunder cercherà un rinnovo pluriennale a Denver o altrove. Tristan Thompson, in uscita dai Cleveland Cavaliers, potrebbe invece coincidere col profilo giusto; difensore, gran rimbalzista offensivo e con tantissima esperienza di playoffs al livello più alto.

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1 Commenta

Luchinho 21 Ottobre 2020 - 9:46

Io credo, ma non me lo auguro, che alla fine andrà ad un centro di qualità e che scambieranno la scelta con qualche superstar. Se però il front office è bravo a prendere una di quelle occasioni tra i veterani, ad esempio un ritorno di Javale McGee, o un bel giocatore al draft – vedi Wiseman – con la trade exception potrebbe andare a prendere un giocatore tipo il Gallo, lui sicuramente non ne farebbe una questione di soldi, e con i ragazzi di Kerr tutti in salute, l’aggiunta di un giocatore di livello e un giovane preso al draft, a ovest se la farebbero tutti nei pantaloni: Curry, Thompson, Green, Gallinari, Wieseman (o altro).

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