Si chiude con un bilancio positivo la settimana tutta texana dei Cleveland Cavs, grazie alla convincente vittoria al Toyota Center di Houston. Dopo una partenza piuttosto tirata, gli uomini di coach Blatt hanno iniziato a macinare gioco, mettendo in seria difficoltà Harden e i suoi compagni.
DEFENSE, DEFENSE – Nonostante l’inizio partita facesse presagire il contrario, con i Cavs visibilmente affaticati dopo la trasferta di San Antonio e in balia dei Rockets che annoveravano già 3 rimbalzi offensivi e 7 punti di vantaggio dopo 4 minuti di gioco, il timeout chiamato da coach Blatt è servito a dare la scossa ai suoi ragazzi, ricordando loro che c’era una partita da giocare e possibilmente vincere. Messaggio recepito. Difesa nettamente più concentrata e chiusa, buon lavoro sulle palle vaganti e il rientro in partita è servito: il lay-up di Dellavedova regala in primo vantaggio della partita ai Cavs ma la scossa è partita dalla difesa che, dopo aver concesso 13 punti in 4 minuti, ha limitato l’offensiva dei Rockets a soli 77 punti al termine del match.
SVOLTA DALLA PANCA – James? Irving? Love? No. A togliere le castagne dal fuoco nel momento più difficile della partita dei Cavs ci ha pensato la panchina questa volta. Dentro Dellavedova, Shumpert, Jefferson, Thompson e Varejao (prima partita dal 2 Gennaio al posto di uno smarrito Mozgov) e l’impatto sulla partita è stato positivo su entrambi i lati del campo. Il sacrificio di ‘Delly’, la difesa di Shumpert su Harden e buon lavoro in post dei due lunghi hanno decisamente dato la svolta, limitando l’attacco dei Rockets a soli 3 punti in 6 minuti e producendone al contrario ben 16. Un impatto importante, che ha permesso poi agli uomini dello starting five di chiudere la pratica senza grossi problemi.
HOUSTON, COSÌ NON VA – I primi 4 minuti di gioco hanno fatto presagire una partita in discesa da parte dei Rockets, i restanti 42 sono stati un’agonia. Gioco offensivo sterile, passato dalle mani di un James Harden assolutamente deleterio (2-10 al tiro) e molto egoista, che ha preso una quantità eccessivi di tiri senza ritmo, sbagliandoli tutti. Harden ma non solo: difesa rivedibile e sempre in emergenza sul giro palla efficace ma non irresistibile di Cleveland con un attacco che inoltre anziché proporre buon gioco ha prodotto la bellezza di ben 19 le palle perse (8 arrivate dalle mani di Harden) al termine di una partita dalla quale Houston dovrà imparare molto se vorrà essere la vera mina vagante della Western Conference.

