Home NBA, National Basketball AssociationNBA Passion AppMock Draft 1.0: L’anno dei playmaker

Mock Draft 1.0: L’anno dei playmaker

di Alessandro Cozzi
nba-mock draft 2017
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Josh Jackson

4) Phoenix Suns-Josh Jackson SF, University of Kansas

I Philadelphia 76ers sarebbero chiaramente i “vincitori” se i Lakers non dovessero scegliere Lonzo Ball, ma i Phoenix Suns non sarebbero così lontani: ciò permetterebbe loro di assicurarsi il freshman di Kansas Josh Jackson, uno dei migliori prospetti del draft che, inoltre, gioca in una posizione che serve alla squadra. Jackson ha potenziale come “point forward” grazie alla sua abilità di passaggio sia dall’isolamento, che dal pick and roll. Nonostante ciò, se vuole diventare un giocatore offensivamente completo deve migliorare la capacità di segnare in quelle situazioni: il suo ball handling a volte è troppo lento e manca di creatività al ferro, ma il potenziale di diventare un’ ottima seconda scelta offensiva è reale.
L’altro aspetto del suo gioco che ha bisogno di lavoro è il tiro. La sua meccanica non è perfetta, nonostante abbia tirato bene quest’anno da tre punti. D’altro canto possiede una combinazione di fisico, atletismo e competitività che fanno di lui un difensore eccellente, che può cambiare fin dal primo giorno la mentalità di una squadra da quel lato del campo. Per questo motivo, inserito in un contesto come quello di Phoenix dove non sarebbe costretto ad essere la prima scelta offensiva, potremmo ritrovarci di fronte ad uno dei prospetti più completi e pronti degli ultimi anni. Se il tiro dovesse mantenersi costante, potremmo trovarci di fronte a un Jimmy Butler 2.0.

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Dennis Smith

5) Sacramento Kings (via 76ers)-Dennis Smith Jr. PM, North Carolina State University

Con Markelle Fultz, De’Aaron Fox e Lonzo Ball non disponibili, Dennis Smith Jr. diventa una scelta quasi obbligata per i Sacramento Kings, un’altra franchigia in cerca del playmaker del futuro. In questa posizione Vlade Divac potrebbe considerare pure Jayson Tatum ma, dato che alla 10 probabilmente tutti i migliori playmaker non saranno disponibili, Smith sarebbe la scelta più logica. La sua forza fisica e il suo atletismo, combinate con un potenziale offensivo fuori dal comune, fanno del freshman di North Carolina State uno dei giocatori con il potenziale maggiore in questo draft.  Dopotutto 20.8 punti e 7.1 assist per 40 minuti non sono da tutti. Se poi li fai mostrando un’incredibile abilità di segnare sia in transizione che in area, nonostante i contatti (primo tra i prospetti di quest’anno per punti segnati al ferro non assistiti), i team dovrebbero fare a botte per averti.
Ma ciò non sembra accadere: in molti draft Smith sarebbe stato un sicuro top 3, ma in questo potrebbe anche scendere fino alla 9. Infatti molte squadre potrebbero essere scoraggiate dal sceglierlo a causa delle sue scelte di tiro, piuttosto discutibili, e dal fatto che nell’estate tra la high school e il college si è rotto il crociato e il suo atletismo, anche se impressionante, non è tornato ai livelli pre-infortunio. Smith è un giocatore in grado di segnare da tutti e 3 i livelli, al contrario di Fox e Ball.
La questione principale rimane se Dennis può o meno raggiungere il suo potenziale. Nonostante il gran numero di assist, Smith non ha reso migliori i propri compagni, spesso è sembrato svogliato in difesa e qualche volta è scomparso quando c’era da prendere il tiro decisivo. Se vuole accettare la sfida e migliorarsi può essere un all star, ma è pronto per farlo? Questo non lo può sapere nessuno se non lui, ma i Kings sarebbero un ottimo battesimo del fuoco.

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Jonathan Isaac

6) Orlando Magic-Jayson Tatum SF, DUKE University

Con i quattro migliori playmaker già scelti, i Magic molto probabilmente sceglierebbero uno degli esterni rimasti. Tra di essi, quello di cui Orlando ha più bisogno è Jayson Tatum. Monk o soprattutto Isaac in futuro potrebbero essere migliori giocatori dell’ala di Duke, ma Tatum possiede delle caratteristiche che servono alla squadra disperatamente: tra i prospetti disponibili, è sicuramente il migliore nel creare occasioni per sé, grazie ad un pacchetto offensivo quasi completo. Tatum è un buon creatore dal post, dove può segnare punti facili contro difensori più piccoli, e allo stesso tempo è in grado di segnare contro gli avversari più grossi di lui grazie a un ottimo jumper dalla media e alle penetrazioni dal palleggio. Per diventare possibilmente una star nella lega, Tatum dovrà però migliorare il suo range di tiro e imparare a passarla più spesso ai compagni: ha una buona visione di gioco, ma tende a fidarsi troppo delle sue abilità e ignorare i compagni posizionati per un tiro migliore. Per quanto riguarda il tiro da tre, ha una buona forma e ha una buona percentuale ai liberi: per lui è tutta una questione di abituarsi alla distanza aumentata. Se non dovesse migliorare questi aspetti, potremmo trovarci di fronte a una versione molto meno atletica di Wiggins.

7) Minnesota Timberwolves-Jonathan Isaac SF/PF, Florida State University

In questa posizione i Minnesota Timberwolves presumibilmente si troveranno a decidere tra Malik Monk e Jonathan Isaac. Isaac, però, è semplicemente un prospetto migliore grazie alla completezza del suo gioco e all’intensità che mette in difesa. L’ala di 2.10m è probabilmente uno dei primi tre difensori disponibili al draft. Va bene a rimbalzo, protegge il ferro dal lato debole e usa la sua apertura di braccia impressionante per causare palle perse. Per questo motivo, nonostante in molti pensino che sia un prospetto “boom or bust”, sono convinto che Isaac sia, dopo Fultz, il freshman più solido in questo draft. Affiancandolo a Towns, si verrebbe a creare uno dei reparti lunghi più versatili sia in attacco, che in difesa. Se non fosse per alcune lacune offensive (fa fatica a creare occasioni per se e non è ancora un tiratore continuo), comunque colmabili, parleremmo di un sicuro top 3 in questo draft. Se i Lakers e i 76ers dovessero scegliere Ball e Jackson, per i Suns Isaac diventerebbe quasi una scelta obbligata.

8) New York Knicks-Frank Ntilikina PM/SG, France

La guardia di Strasbourg, Frank Ntilikina, è uno dei prospetti più giovani di questa classe. Essendo 1.95 con un’apertura di braccia degna di un lungo (2.13m circa), possiede la stazza necessaria per giocare in entrambe le posizioni del backcourt. Se Ntilikina sarà in grado di aumentare la massa muscolare, potrebbe vedere il suo atletismo migliorare esponenzialmente, portando il suo gioco ad un livello superiore. Frank è un buon tiratore da tre punti, con un gioco off ball più sviluppato rispetto a quello palla in mano, ed è un ottimo difensore: insomma, è perfetto per giocare il tanto chiacchierato “triangolo” di Phil Jackson. Rispetto agli altri prospetti è un po’ indietro, ma ci sono tutti i presupposti per giustificare una chiamata così alta. A differenza di Isaac, se non dovesse migliorare affatto potremo trovarci di fronte ad un bust.

9) Dallas Mavericks- Malik Monk SG/PG, University of Kentucky

Monk al college era uno scorer d’elite principalmente grazie al suo tiro da tre punti. Ha segnato con il 39.7% da tre, tirandone moltissimi e mettendo anche un gran numero di tiri liberi, che aiutano a costruire un livello  di sicurezza tale che fa ben sperare nella sua capacità di metterla anche da più lontano. Ha un rilascio molto alto, grazie ad un atletismo fuori dal comune, e molto veloce: caratteristiche necessarie per non farsi contestare il tiro, dato che è leggermente basso per la sua posizione (1.90m) e non possiede braccia particolarmente lunghe (1.96). La chiave per il suo miglioramento offensivo sarà lavorare sull’abilità di creare dal palleggio. Raramente ha attaccato il ferro o giocato il pick and roll da portatore di palla: un vero peccato, considerando che a tratti ha mostrato di essere in grado di dire la sua in quelle situazioni di gioco.
Se c’è un allenatore che può migliorarlo in questi fondamentali è proprio Carlisle, che è molto famoso per il lavoro che fa con le guardie: se grazie a lui Seth Curry è diventato un buon titolare in NBA, Monk può veramente fare il salto di qualità e diventare una star. Al momento però, si fida solamente della sua abilità di tiratore. Malik non sarà mai un buon difensore a causa del suo fisico, ma può crearsi un’ottima carriera come sesto uomo di lusso in squadre che possono puntare al titolo.

10) Sacramento Kings (via Pelicans)-Lauri Markkanen PF, University of Arizona

I Sacramento Kings non hanno necessariamente bisogno di un altro lungo a roster, ma selezionare Lauri Markkanen con la scelta numero 10 è un rischio che vale la pena prendere per la sua abilità di aprire il campo. Lauri non è soltanto un tiratore da fermo: probabilmente è il tiratore più completo del draft. Dirk Nowitzki a parte, la sua percentuale da 3 (42,3%) potrebbe far pensare a un giocatore con uno stile simile a Channing Frye o Ryan Anderson: in realtà i tiri di Markkanen spesso sono presi dopo uno o due palleggi, oppure uscendo dai blocchi come un esterno. Abilità del genere possono essere letali per le difese avversarie: per fare in modo che ciò accada, deve però migliorare il suo gioco in post, per fare in modo che le squadre che affronterà non possano mettere su di lui un esterno. Per giustificare una scelta in top 10, Lauri dovrà migliorare come passatore, come difensore e come rimbalzista (al momento non sembra in grado nemmeno di fare il tagliafuori). Se dovesse anche solo diventare accettabile in quelle aree, potremmo parlare di un possibile all star.

SCELTE 11-15 >>>

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