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La speranza della Louisiana: Buddy Hield

di Jacopo Di Francesco
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La speranza della Louisiana: Buddy Hield

Con il cappellino dei Pelicans la faccia di chi ha appena realizzato il suo sogno, alla domanda su quali fossero i suoi argomenti di conversazione preferiti, Buddy Hield ha risposto: “dov’è il cibo qui?”.

In quel di New Orleans non c’è stato molto da scherzare ultimamente. Per non far versare troppe lacrime dopo la partenza di Chris Paul, erano arrivati col Draft Austin Rivers e Anthony Davis. Negli ultimi 4 anni il front office ha cercato di costruire a tutti i costi una squadra attorno al lungo nativo di Chicago, anche in maniera frettolosa, regalando milioni anche a chi così tanti non li aveva mai visti – Asik -.

Ma ieri era dura trattenere i sorrisi e le speranza, in Louisiana. Hield, come ha spiegato coach Alvin Gentry, è il giocatore ideale per aprire il campo e favorire il Monociglio: “E’ un ragazzo molto, molto estroverso – ha dichiarato – non ha problemi a dire quello che pensa, è sicuro quando parla ed è divertente averlo intorno. Ma al tempo stesso è davvero un gran lavoratore”.

“Mi è sembrato di trovarmi subito in una famiglia – le prime parole dell’ex Oklahoma Statedi essere vicino a tutti. Mi è sembrato di parlare con dei compagni. Il workout è stato duro, ma dopo mi sono trovato bene insieme ai ragazzi. Ho detto a Rob – Pelinka, il suo agente (ndr) – questo è il posto per me. Sono davvero felice”.

Cosa porterà il ragazzo a NOLA?

Con il suo 46% dall’arco, l’uomo dalle Bahamas è stato uno dei migliori tiratori della NCAA: oltre ad aver dimostrato di poter trascinare la squadra quando conta, aggiungerlo in una franchigia che ha giocatori interni e d’isolamento come Davis e Tyreke Evans è stata davvero una grande idea.

Quando gli è stato chiesto cosa aggiungerà a NOLA, ha riposto così: “Semplicemente un gran compagno di squadra, un giocatore che possa allargare il campo per Anthony; lui fa tante cose, è speciale. Pick and roll, pick and pop, face-up… voglio solo rendergli la vita più facile”.

Alcuni hanno avuto da ridire sulla sua età, 24 anni. Buddy l’ha presa con simpatia: “E’ assurdo che uno di 24 anni, sia considerato vecchio. Siamo in tanti di quest’età nella Lega. Se lavori migliori, altrimenti resti fermo. Tutto qui”.

Dopo anni di sofferenze, potrebbe essere l’anno buono per vedere i Pelicans splancare le ali. E per rivedere Davis planare tra i più grandi, aiutato da qualche scarico su un rookie delle Bahamas.

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