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La sua firma ai Sacramento Kings era data quasi per certa, ma ancora una volta Andrea Bargnani è stato capace di sorprendere tutti decidendo di rimanere a New York, attraversando il ponte (di Brooklyn ndr) per accasarsi ai Nets. Nella squadra dell’imprenditore russo Mikael Prokhorov l’azzurro firma un contratto biennale per il minimo salariale (rinunciando ad un’offerta economicamente più vantaggiosa da parte dei Kings), con una “player option” per la seconda stagione. Andiamo ad analizzare nel dettaglio le “conseguenze cestistiche” della sua decisione:
LA NUOVA SQUADRA
Si riparte senza Deron Williams. Il playmaker arrivato ai Nets (al tempo New Jersey) con il compito di stravolgere (in positivo) la storia della franchigia, è stato lasciato partire senza troppi rimpianti. Il suo posto in cabina di regia sarà preso dal veterano Jarret Jack, con il giovane Shane Larkin a fargli da backup (dopo la partenza di Steve Blake verso i Detroit Pistons). Non dovrebbe più essere in bilico la posizione di Joe Johnson. L’ex giocatore degli Atlanta Hawks era dato come partente con l’obiettivo di abbassare il salary cap ma il buyout di D-Will ha cambiato le carte in tavola. L’head coach Lionel Hollins continuerà ad utilizzare Joe Jesus (soprannominato in tale modo da Kevin Garnett ndr) nel ruolo di ala-piccola. Il ruolo di guardia, alla luce della recente partenza di Alan Anderson alla volta di Washington, dovrebbe essere occupato stabilmente da Bojan Bogdanovic con l’ex Lakers Wayne Ellington pronto a subentrargli a partita in corso. Nel reparto lunghi si riparte da Brook Lopez e Thaddeus Young, reduci dai rinnovi con la franchigia newyorchese. Saranno loro due i titolari nei propri rispettivi ruoli di centro e ala-grande (in accordo con la filosofia del quintetto piccolo tanto amata dal coach).
ANDREA BARGNANI: I MOTIVI DELLA SUA SCELTA
Thomas Robinson e Andrea Bargnani dovrebbero partire dalla panchina, con quest’ultimo che andrà a sostituire Mirza Teletovic (contratto annuale da 5.5 milioni di dollari con i Suns). La scelta del Mago evidentemente è stata dettata anche dal fatto che, almeno sulla carta, in questo momento Brooklyn gli può assicurare un minutaggio più interessante rispetto ai Kings. La squadra della città che non dorme mai è in una fase di transizione ma vuole comunque provare a puntare alla postseason; anche alla luce dell’impossibilità per di “tankare” (siccome i Nets hanno già ceduto la loro prima scelta del prossimo draft). Alcuni dubbi sulla funzionalità del giocatore restano. Uno su tutti sono i limiti difensivi. La scarsa concentrazione dell’italino, sia in difesa che sui rimbalzi, è sicuramente contrastante con la filosofia difensiva dell’ex coach dei Memphis Grizzles. Considerando che il romano dovrebbe giocare diversi minuti anche da centro, potrebbe apparire come il punto debole difensivo della squadra bianco-nera. Con molta probabilità queste sue pecche difensive sarebbero state maggiormente nascoste ai Sacramento Kings, alla luce delle due twin-tower difensive che la squadra californiana può vantare: DeMarcus Cousins e Willie Cauley-Stein. Con la canotta viola l’ex Benetton Treviso avrebbe potuto sfruttare due grandi assist-man come Rajon Rondo e Darren Collison. Con loro due a prediligire i passaggi rispetto alle conclusioni individuali Bargnani si sarebbe trovato a meraviglia potendosi concentrare (sul lato offensivo) esclusivamente sul farsi trovare libero e pronto a colpire da dietro l’arco dei 3 punti (tipologia di gioco che lui stesso adora).
Alla luce dell’analisi fatta sorge più di un dubbio riguardo la scelta fatta da Andrea Bargnani. Riuscirà la first pick del draft 2007 a far ricredere tutti e a dimostrare (una volta per tutte) il suo valore? Farà parte in maniera positiva e determinante del nuovo corso dei Brooklyn Nets?
Per NBA Passion,
Leo Lucio Screnci

