Lillard e McCollum: il desiderio di una leadership perduta
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Lillard e McCollum: il desiderio di una leadership perduta

Damian Lillard e CJ McCollum.

Lillard e McCollum: il desiderio di una leadership perduta

Damian Lillard e CJ McCollum: c’è stata forse una coppia più discussa, finora, in questi playoff NBA? La risposta non può che essere un laconico ma quantomai veritiero no. Ed era anche inevitabile, d’altronde il lavoro dei media è criticare (e badate bene, il termine non ha solo significato negativo) e la critica si fa soprattutto su chi riesce a distinguersi, nello sport come nel resto, per aver compiuto gesta degne di lode o, per converso, per essersi meritato il biasimo della pubblica opinione. Purtroppo per loro e per i Portland Trail Blazers, Lillard e McCollum rientrano nella seconda categoria. Sono bastate quattro, inverosimilmente complesse, gare di playoff ad obliare quasi del tutto una regular season che li aveva incoronati come uno dei backcourt più produttivi della lega, al livello della coppia Curry-Thompson. Eppure la sorpresa non dovrebbe neanche essere troppa: a volte la stagione regolare, come le apparenze, inganna e, alla fine, la terza testa di serie viene eliminata dalla sesta con un poco equivoco 4-0.

Portland Trail Blazers-Jusuf Nurkic, Lillard

Lillard e McCollum non sono riusciti a condurre Portalnd al secondo turno

 

Certo, probabilmente sarebbe giusto per parlare del disastro di tutto il collettivo di coach Stotts; tuttavia, di fronte a una tale debacle, è giusto che si discuta di ciò che (non) hanno fatto i due leader designati. Aspettate, però, due leader? Non suona quasi strano? Il leader, per definizione stessa, non dovrebbe essere uno solo riconosciuto? E, allora, chi, tra Lillard e McCollum, dovrebbe essere quello dei Blazers? Beh, il problema più grosso emerge subito: il team in primis non conosce la risposta alla questione. E ciò ha pesato più che mai nell’economia della serie contro i Pelicans. Supportiamoci con le statistiche: Lillard ha prodotto 18.5 punti con un riprovevole 35.2% dal campo e con 105.1 punti prodotti per 100 possessi; all’opposto, McCollum ha viaggiato a 25.3 punti con un buon 51.9% dal campo e il 42.3% dall’arco, tenendo un eccellente offensive rating, pari a 108.1, tre punti in più del compagno, non poco. Tra i due, il capo giocatore (scuserà coach Tanjevic l’uso della sua espressione) dovrebbe essere Damian, per anzianità ed esperienza ai playoff, eppure le cifre hanno detto altro. L’impressione è stata quella di una convivenza tecnica sull’orlo del precipizio, in cui Dame non ha accettato di lasciare il comando a CJ, chiaramente più in palla, e di non forzare contro il suo marcatore Holiday, attualmente miglior difensore perimetrale della lega.

 

La difesa di Holiday su Lillard è stata una delle chiavi della serie Trail Blazers-Pelicans.

Eppure l’egoismo di Lillard non può bastare a spiegare il disastro della coppia che scoppia, o meglio, è scoppiata durante la serie. I due esterni hanno condiviso un paio di aspetti negativi nel loro gioco, che devono contribuire a smascherare McCollum come complice e colpevole, quasi alla parti del compagno, dell’eliminazione di Portland. Il primo delitto è quello commesso in difesa, dove le due guardie di Stotts hanno fatto più danni che altro: entrambi presentano un defensive rating superiore a 119, uno sproposito e hanno concesso a Rondo di creare gioco facilmente e ad Holiday di dominare anche nella metà campo offensiva, palesandosi come ottimo secondo violino di Anthony Davis.

Inoltre ha pesato, per entrambi, molto più del solito, l’incapacità di coinvolgere i compagni e generare un sistema offensivo davvero pericoloso in tutti i suoi elementi (4.8 assist per Lillard e 3.5 per McCollum); non sono certo queste le prerogative di un vero leader tecnico ed emotivo. Perché ambedue si sono contesi, a spese della squadra, la possibilità di reggere lo scettro nei momenti decisivi, ma nessuno dei due ha dimostrato di poter essere davvero (e poi non lo ripeteremo più) un leader.

Andrea Ranieri
andreranieri98@gmail.com

Studente di lettere presso l'Università Statale di Milano. Allenatore e appassionato di pallacanestro, americana ed europea. Redattore per NBAPassion.com

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