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Intervista esclusiva a Niccolò Trigari: il punto sull’Eurolega

di Riccardo Olivieri

Dopo essere salito alla ribalta sui canali di Sportitalia, dove ha lavorato tra gli altri con un gigante come Dan Peterson, Niccolò Trigari è ora uno dei giornalisti di punta del colosso americano Fox Sports. Qui si occupa di Eurolega, con telecronache ed eventi pre e post partita. Nonostante un’agenda piuttosto fitta è riuscito a trovare il tempo di scambiare quattro chiacchiere con noi. In esclusiva.

 

Cosa pensi del nuovo format dell’Eurolega, anche in relazione a quanto detto da Bartzokas su infortuni e ritmi troppo serrati?

Bartzokas è stato colpito duramente in questo avvio di stagione, è chiaro che la situazione sia difficile da gestire. È vero anche che tutte le squadre hanno costruito roster in grado di reggere il peso della competizione. Il calendario è pesante, ci sono ben cinque double header in programma. Serve una rivoluzione nei metodi di allenamento o un adattamento di quelli che sono i ritmi delle squadre.

Ad oggi è impossibile proporre il modello NBA: viaggiare in Europa non è come viaggiare negli States, non tutte le squadre hanno un aeroporto a pochi minuti dal palazzo, non tutti i viaggi sono comodi, non tutte le squadre hanno un aereo privato. Manca anche l’abitudine: rispetto al passato il ritmo è più pesante.

A me il nuovo format piace. Anche il calcio sognava di avere un vero e proprio campionato europeo. Questo lo è, ma è ovvio che comporti qualche problema. Gli infortuni sono tanti, da diversi anni se ne discute anche in NBA. I due temi sono collegati, anche se ci sono molti infortuni che con l’affaticamento hanno un legame relativo. C’è anche la sfortuna, ci si faceva male anche prima, ora succede più spesso e questo dato è incontrovertibile. Probabilmente tutti questi grandi roster andrebbero sfruttati più di quanto non si faccia, soprattutto nei double header: non è pensabile che un giocatore possa stare in campo 30-32 minuti e due giorni dopo giocarne altrettanti.

Il Baskonia ed il Daroussafaka ti hanno sorpreso?

Sono sorprese relative e la classifica va letta anche in funzione delle sole 8 partite giocate.

Il Darussafaka è una squadra costruita per fare bene, altrimenti non avrebbe chiamato David Blatt e David Blatt non sarebbe andato ad allenarla. La sua presenza testimonia la bontà del progetto, così come la vittoria sul CSKA. Di certo non stanno affrontando quest’Eurolega con l’intenzione di fare la comparsa. Non stiamo comunque parlando di una squadra che ci aspettavamo a zero vittorie ed improvvisamente ne ha molte di più.

Per il Baskonia vale più o meno lo stesso discorso, quello che colpisce è la velocità con cui sono riusciti a diventare squadra e a sviluppare un buon gioco ottenendo subito buoni risultati. È una squadra molto intrigante: ha tanti giocatori interessanti ed un paio di scommesse. Il ritorno di Bargnani è per noi italiani uno dei dati più rilevanti. La sua chiamata dopo dieci anni di NBA lasciava già presupporre che le intenzioni del Baskonia non fossero quelle di fare una stagione agli ultimi posti.

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ANDREA BARGNANI, UNO DEI SIMBOLI DEL BASKONIA

 

Tre squadre sono sembrate in difficoltà: il Bamberg ha una crisi di risultati, Fenerbahçe ed Olympiacos sono sembrate sull’altalena. Come leggi le loro situazioni?

Il Bamberg ha perso sei partite su nove in volata. Contro il Baskonia è stato avanti anche di 15 punti, 9 a sette minuti dalla fine. Ha avuto fino alla fine ottime chances di portarla a casa ma non ci sono riusciti per esperienza, forse anche per qualche limite del roster. Giocano molto bene ma la classifica non gli rende merito, bastava che qualche giocata, o qualche fischio come detto da Trinchieri, girasse diversamente e non staremmo parlando di un Bamberg deludente. Se lo è, e non è detto che lo sia, vale solo dal punto di vista dei risultati e solo per una serie di coincidenze. Se perdi sempre in volata non stai facendo così male, anche se è giusto essere preoccupati.

Il Fenerbache ad oggi è la squadra che ha deluso un po’ di più. L’infortunio di Bogdanovic è stato molto pesante ma ci aspettava che una squadra così rodata lo assorbisse meglio. Non basta questo a giustificare certi scivoloni. È la squadra che ha dato meno rispetto alle aspettative ma, tornando al discorso dell’altalena, io credo che lì ci vedremo molte squadre. La diversa struttura della competizione, la conseguente tipologia di calendario e la difficoltà di ogni partita fanno sì che anche le squadre più solide fatichino a trovare continuità. È ancora presto però per dire che questi problemi possano esserci anche nel lungo periodo.

Squadre come il Fenerbahce e l’Olympiacos devono stare attente ovviamente, fatico a credere che non entrino nelle prime otto ma se dovesse succedere sarebbe una grandissima delusione. Fino a quel momento l’imperativo è trovare la quadratura del cerchio in tempo per giocare le partite più importanti.

 

Due squadre però di colpi ne perdono pochi: CSKA e Real Madrid. Sono le tue favorite? Quale vedi meglio delle due?

All’inizio dell’anno avevo la sensazione che fosse una corsa tra loro due ed il Fenerbahçe. Non solo per la qualità dei roster, anche per la loro continuità. È vero che il Real ha cambiato alcune pedine importanti, Sergio Rodriguez su tutti, ma lo zoccolo duro della squadra è sempre quello. Il CSKA ha invece cambiato pochissime pedine. Sono le squadre che hanno dimostrato qualcosa in più ad oggi, sembrano davanti alle altre contender.

Il CSKA ha un grande allenatore, delle grandi stelle ed è campione in carica: attualmente è la favorita.

Il Trigari pensiero su Milano: era lecito aspettarsi di più? Chi sta rendendo al di sotto delle aspettative?

Quattro vittorie e quattro sconfitte sono un bilancio accettabile. Non stanno certamente facendo sfracelli: hanno perso un paio di partite che non c’è niente di male a perdere, al Pireo e col Real, anche se si può discutere su come le abbiano perse. La brutta prestazione è stata quella con la Stella Rossa, sono stati stritolati dalla difesa.

Alcuni giocatori stanno rendendo meno delle attese, uno su tutti: Miroslav Raduljica. È il giocatore che sta facendo più fatica ma anche quello che doveva aiutare la squadra a fare il salto di qualità. L’ulteriore nota negativa è che Milano in quella zona del campo è coperta meno rispetto ad altri reparti: le sue difficoltà pesano inevitabilmente di più sulla squadra rispetto a quelle di altri.

Gli esterni faticano molto a difendere, soprattutto i play maker, ed è uno dei motivi per cui Milano sembra sempre vulnerabile. Il roster è lungo, profondo e competitivo: fin ora ha fatto quello che era lecito attendersi. Niente di più, ma anche niente di meno.

 

Un pensiero generale sugli italiani: c’è qualcuno che ti ha sorpreso particolarmente?

Continua a stupire, ma non dovrebbe più essere una sorpresa, Niccolò Melli. È un giocatore molto sicuro, la squadra gli dà infatti molte responsabilità e fa bene. Forse bisognerebbe dargliene qualcuna in più nel finale per vedere se si riesce a vincere qualche partita in bilico.

Bargnani, a parte la partita col Bamberg, ha offerto sempre ottime prestazioni ma non mi aspettavo niente di diverso.

Un altra piacevole sorpresa è Abass: aveva iniziato la stagione ai margini della rotazione ma difendendo con grande aggressività, andando bene a rimbalzo e segnando quando c’è bisogno sta guadagnando spazio e minuti e credo che se li meriti per come ha lavorato. Quando convinci un allenatore come Repesa a darti più minuti vuol dire che hai la testa giusta, che lavori bene in allenamento e che quando vai in campo sai mettere in pratica quello che ti chiede. Un comportamento del genere da parte di un ragazzo giovane è sintomo di grande intelligenza e maturità.

 

Ultima domanda. L’Eurolega quest’anno è molto seguita, Fox Sports sta registrando grandi ascolti. Il merito è solo del nuovo format o c’è più attenzione in generale verso il basket?

L’Eurolega è una manifestazione che storicamente ha fatto un po’ fatica ad entrare nella mente degli appassionati. Eravamo abituati a vedere le squadre italiane grandi protagoniste fino ad una decina di anni fa, poi improvvisamente i risultati sono iniziati a mancare. Per il tifoso italiano, storicamente campanilista o comunque legato alle proprie squadre, non era quindi facile seguire una manifestazione senza squadre del bel paese.

Il nuovo format aiuta molto tutti, non solo gli appassionati. Per uno che sta facendo zapping è più interessante vedere che c’è Real-Barca piuttosto che la metà o più delle partite che c’erano gli anni scorsi. Le partite sono più affascinanti, i nomi delle squadre sono più riconoscibili. Quasi tutti gli impianti offrono un grande spettacolo di pubblico e per chi guarda da casa è una calamita. La qualità delle partite unita al fatto che si stanno decidendo quasi tutte all’ultimo tengono il pubblico attaccato alla partita. Queste probabilmente sono le motivazioni più rilevanti.

C’è poi da dire che Milano ha iniziato piuttosto bene e, si sa, è la squadra più seguita d’Italia. Le buone prestazioni dell’Olimpia aiutano, quando arrivano.

 

Ringraziamo ancora Niccolò Trigari e tutto lo staff di Fox Sports per il tempo dedicatoci con questa intervista esclusiva. Ricordiamo l’appuntamento con l’Eurolega sui canali di Fox Sports e sulle pagine del nostro sito.

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