Solo 6 le gare giocate nel Saturday Night. Non molte senza dubbio ma, in alcuni casi, ci sono stati diversi colpi di scena. Scopriamo insieme i 5(+1) che nella notte hanno dato prova di essere i più meritevoli di far parte dello Starting Five, con alcune new entry:
PG: Michael Carter-Williams
Nella seconda, quasi insperata, vittoria stagionale dei 76ers, non poteva che essere lui l’eroe di serata per la franchigia di Philadelphia. È senza dubbio MCW il leader di questo team. Nella notte infatti, diventa il grande trascinatore dei Sixers, siglando 20 punti con un ottimo 8-12 dal campo, smistando la bellezza di 15 assist per i compagni e sfiorando la tripla-doppia, arrivando a recuperare 8 rimbalzi. Se questa, molto probabilmente sarà ricordata come una delle peggiori stagioni della franchigia, al contrario, il giovane Sophomore, sarà una delle poche note positive.
SG: Zach Lavine
Qualche settimana fa lo avevamo inserito per la prima volta nello Starting Five, con l’auspicio che non fosse solamente un fuoco di paglia, bensì qualcosa di più. Ecco che, nella notte, Zach Lavine pare averci preso in parola e sfoggia nuovamente tutto quello che è il suo potenziale contro un avversario sicuramente ostico, gli Spurs. Zach con una percentuale a tiro superiore al 50%, riesce a segnare 22 punti e aiuta la difesa recuperando anche 10 rimbalzi. Prima doppia-doppia di carriera che non basta, però, a portare i Timberwolves alla vittoria. Quel che è certo è che, sicuramente, con queste prestazioni, Lavine entra di diritto nella corsa al Rookie Of The Year.
SF: Tobias Harris
I Magic riescono a rompere la striscia negativa di 4 sconfitte consecutive e, guarda caso, l’MVP della notte per Orlando è Tobias Harris. La giovane ala piccola sta dando prova di grande continuità quest’anno e i risultati dei Magic non possono che risentirne positivamente. Harris prende in carico 17 tiri, ne realizza 10, e porta a casa un bottino di ben 27 punti, su un campo ostico come quello di Sacramento. Sicuramente una gran bella nota positiva per i Magic che, con un roster così giovane e talentuoso, possono sperare in un futuro molto roseo a partire già, magari, dal prossima stagione.
PF: Pau Gasol
22 punti, 20 rimbalzi. Numeri da capogiro se si pensa, in particolar modo, che arrivano dalle mani di colui che negli ultimi anni è spesso stato criticato di essere una vecchia gloria in grave declino. Se ai Lakers tutto ciò poteva essere in parte vero, il Pau Gasol di Chicago pare essere in grande spolvero. Nel big match che nella notte vedeva difronte Bulls e Warriors, lo spagnolo realizza una imponente doppia-doppia. Peccato però che non sia servita a portare la vittoria al proprio team. Resta, comunque, l’ulteriore splendida prestazione messa in mostra dall’ala grande catalana.
C: Anthony Davis
Dopo un avvio di stagione incredibile, cui ha fatto seguito qualche partita giocata al di sotto delle sue reali possibilità, Anthony Davis, contro i Clippers di Paul e Griffin, torna a scaldare le mani realizzando 26 punti e 3 rimbalzi, tirando con un buonissimo 9 su 15 dal campo. Il compito che aspettava al varco Davis, difensivamente, non era dei più semplici, dover limitare uno come Blake Griffin non è mai facile. Lui ci prova in tutti i modi, riuscendo, però, a metà nel suo obiettivo. Resta il fatto che Davis è un vero e proprio patrimonio cestistico di cui i Pelicans possono andare fieri.
Sixth Man: Draymond Green
Generalmente i protagonisti in campo per i Warriors, sono due: Curry e Thompson. C’è poi un altro incomodo (per gli avversari ovviamente) che porta il nome di Draymond Green. In questa stagione, l’ala piccola del Michigan, sta dimostrando di essere un ottimo elemento su cui Kerr può fare affidamento sicuro, facendo la differenza come accaduto questa notte. Green, con i suoi 31 punti e 7 rimbalzi, da un incredibile mano alla causa di Golden State, trovando la 12esima vittoria di fila che garantisce alla franchigia dell’Oakland di continuare ad essere il miglior team della lega. Bravo Draymond.
Per Nba Passion,
Mario Tomaino.

