I Boston Celtics sono riusciti a fermare Kevin Durant, almeno per le prime due partite della serie di primo turno dei playoffs NBA più attesa, quella contro i Brooklyn Nets, e che ora li vede in vantaggio per 2-0.
KD è andato incontro in gara 1 e gara 2 alla peggior coppia di partite di post-season mai giocata in carriera, nella sconfitta per 114-107 al TD Garden, l’ex Warriors ha chiuso con 4 su 17 al tiro (18 su 20 ai tiri liberi), 5 assist, 6 palle perse e 27 punti in 42 minuti di gioco. I Celtics, come si era già visto in gara 1, hanno preparato per Durant un argine difensivo, mandando sulle sue piste Derrick White e un Jayson Tatum fantastico nella sua metà campo, e costringendolo a giocare sotto pressione, e costantemente contro due o tre difensori nei paraggi e pronti a raddoppiare e recuperare.
Una gabbia, da cui Durant non è mai riuscito a liberarsi anche a causa dell’apatia dell’incredibile e imprevedibile Kyrie Irving, tanto attivo e efficace in gara 1, quanto semi-invisibile (un solo tentativo da tre punti in 40 minuti di gioco) mercoledì notte a Boston. Praticamente due giocatori diversi con la stessa divisa e numero, e un grande mistero che prosegue.
Anche con un Durant imbrigliato e un Irving “perso dentro ai fatti suoi” come direbbe Vasco Rossi, i Nets si sono dati una chance vera di pareggiare la serie, con una prova difensiva eccellente per tre quarti, e che ha saputo ripagare Tatum e Jaylen Brown con la stessa moneta riservata a KD. Solo nel quarto periodo, e al momento più opportuno, Brown e Tatum si sono liberati in attacco, mentre un Durant anche provato fisicamente si spegneva.
Per Kevin Durant 0 su 10 dal campo nel secondo tempo, i Nets hanno ceduto per 29-17 nel quarto quarto e ora sono sotto per 0-2 nella serie prima del ritorno a Brooklyn per gara 3 e 4. Forse persino con Ben Simmons.
“Io non mi aspetto che la difesa o i miei compagni facciano le cose per me, sta a me capire come uscirne“, dice Durant dopo la partita “Si va in campo e si gioca. I Celtics? Mi stanno marcando con due o tre uomini anche quando non ho il pallone, mi fanno giocare nel traffico quando provo a costruire, a volte ho visto arrivare Horford a raddoppiare solo per darmi un colpo o una spinta, i playoffs sono così. Devo essere più paziente ma saper accelerare quando serve“.
In Jayson Tatum, in questo Jayson Tatum, Boston ha trovato il difensore prototipo per difendere su Kevin Durant. Un fisico simile, le stesse braccia lunghe (clamorose le due stoppate riservate a KD su situazione di palleggio, arresto e tiro) e 10 anni secchi di meno che aiutano JT nel compito. Coach Udoka ha scelto contro Durant di sprecare anche una dose eccessiva di falli (6 per Horford, 5 per Theis e 4 per Tatum) pur di fermare il numero 7 di Brooklyn. Scelta che ha pagato.
Tatum ha pagato il grande sforzo difensivo in attacco, tirando con 5 su 16 per 19 punti con 10 assist, ma è stata sua la tripla del 108-96 su Goran Dragic a 2′ dal termine, che ha di fatto sigillato il punteggio e gara 2. Jaylen Brown ha chiuso con 22 punti, e i canestri che hanno ricucito il +7 (92-85) con cui i Nets si sono presentati a inizio quarto periodo.
“Non è certo semplice contro di lui“, così Tatum su Durant “Non gli vogliamo concedere tiri facili, cerchiamo di rendergli la vita difficile in attacco“.
“Sono molto fisici contro di lui“, spiega invece coach Steve Nash “Sono sempre faccia a faccia, usano le mani e il fisico come normale che sia, e lui non p ancora riuscito a trovare il suo ritmo. Noi? Siamo calati d’intensità nel secondo tempo, loro meno“.
Kyrie Irving ha chiuso con appena 13 tiri dal campo, mancando puntualmente di approfittare delle attenzioni che la difesa dei Nets ha riservato a Durant. E’ toccato spesso a Goran Dragic, Seth Curry, Bruce Brown e persino a Andre Drummond gestire le situazioni di 4 vs 3 generate dai raddoppi su Kevin Durant. Irving ha costeggiato la partita, con un solo assist a tabellino e passando parecchio tempo fermo negli angoli. “Nash dice che siamo calati di intensità? Sono d’accordo in parte, ma noi giocatori siamo in campo e tocca a noi controllare (l’intensità, ndr) e sfruttare le occasioni (…) Io? Devo solo cercare di rendere la vita più facile a Durant, e penso che con l’aiuto dei nostri coach posso riuscirci, con un piano per attaccare la difesa numero 1 della NBA. Non sarà facile ma si può fare“.

