Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsBrooklyn Nets“Whatever it takes” per i Nets: James Harden tripla doppia e vittoria a San Antonio

“Whatever it takes” per i Nets: James Harden tripla doppia e vittoria a San Antonio

di Michele Gibin
james harden

Se qualcuno avesse seriamente voluto etichettare James Harden “solo un grande scorer” (come se lo scopo ultimo del gioco non fosse lanciare un pallone in un canestro), la versione da Brooklyn Nets del Barba fin qui ammirata dovrebbe aver fornito abbastanza argomenti per chi sostiene che vi sia di più.

James Harden ha messo a segno contro i San Antonio Spurs la sua tripla doppia numero 7, in 22 uscite in maglia Nets, e lo ha fatto senza commettere palle perse e guidando un attacco che ha mandato 4 uomini in doppia cifra e segnato 17 tiri da tre punti.

Il tutto senza Kevin Durant.

I Brooklyn Nets escono vincitori dall’AT&T Center di San Antonio per 124-113 ai tempi supplementari, grazie ai 30 punti con 14 rimbalzi e 15 assist di Harden e ai 27 punti di Kyrie Irving. Partita che i Nets controllano per la verità a 2 minuti dal termine (108-98) per poi rischiare di gettare: gli Spurs chiudono il quarto quarto con un parziale di 10-0 e con DeMar DeRozan e Dejounte Murray forzano i tempi supplementari.

All’overtime gli Spurs non ne hanno però più, senza Rudy Gay, Keldon Johnson, Derrick White e Devin Vassell ancora fuori a causa del protocollo anti Covid, e Brooklyn dilaga con Harden, e per la prima vittoria di squadra in trasferta a San Antonio dal lontanissimo 22 gennaio 2002, quando ancora si chiamavano New Jersey Nets.

Una vittoria che serve ai Nets per conservare il secondo posto nella Eastern Conference mentre si attendono buone notizie sul fronte Kevin Durant.

Nets, la versione point guard di James Harden fa sognare

Un giocatore di pallacanestro brillante, che rende migliori i suoi compagni, sa andare in lunetta, sa finire sotto canestro e che è sempre pericolo dietro la riga dei 3 punti. Sa fare di tutto e si sta dimostrando un grande leader per noi“.

A parlare è coach Steve Nash, dopo la partita contro gli Spurs in cui i Nets hanno avuto risposte anche dall’ottimo Bruce Brown (23 punti con 10 su 13) e dal secondo anno Nicolas Claxton che in 17 minuti di gioco ha chiuso con 17 punti e 7 su 9 al tiro, spesso imbeccato da Harden.

Quando James gioca da James, rende la vita facile a tutti“, così Kyrie Irving che con il Barba in campo può dedicarsi con meno patemi a ciò che sa fare meglio di quasi chiunque altro, ovvero segnare “Ci dovremo fare l’abitudine a uno cos’ì e a tutti i record che farà. Io non vedo l’ora di vedere il mio nome accanto al suo nella storia dei Nets, assieme a tutti i ragazzi in una squadra che sta collezionando record e numeri all’altezza dei migliori del gioco“.

Enfasi “Irvingiana” a parte, a James Harden sono bastate davvero poche partite per dissipare i dubbi sulla volontà al di là dei proclami dei big three di Brooklyn di condividere (e quindi di rinunciare) a parte di palloni e possessi per il bene superiore. La stagione è ancora lunga e Kevin Durant è fermo per infortunio, ma per prendere in prestito il mantra dello stesso Harden, i Brooklyn Nets “fanno paura”.

Sto solo cercando i modi per avere impatto sulle partite“, così Harden “Se gioco da point guard, e i coach e i compagni mi danno la responsabilità di guidare l’attacco, allora devo fare in modo che i passaggi siano precisi e non superficiali. Qui di giocatori che possono segnare ne abbiamo, a me il compito di distribuire il pallone. E’ il mio lavoro qui, giocare nella maniera giusta e non forzare, e questa è la mentalità con cui entro in campo ogni sera“.

Forti di un James Harden al pieno delle sue possibilità, i Nets si preparano alla terza tappa del loro tour del Texas che li porterà in una città speciale.

Houston. Harden.

Basta la parola.

 
 
 
 
 
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