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Nets, il rientro di Kevin Durant: “È come andare in bicicletta”

di Francesco Schinea
brooklyn nets

L’ennesimo rientro di Kevin Durant non ha deluso le aspettative dei Brooklyn Nets, che sono riusciti a imporsi nella sfida contro i Phoenix Suns grazie ad una grande prestazione dell’ex Warriors. In soli 28 minuti in campo il n°7 ha realizzato 33 punti, 6 rimbalzi e 4 assist, partendo dalla panchina per contribuire al 128-119 dei newtorchesi.

Dopo essere rimasto ai box per quasi due mesi, Durant aveva saltato le ultime tre partite a causa di un problema rimediato una settimana fa contro i Miami Heat, che non sembrerebbe però averlo condizionato. “È come andare in bicicletta”, ha dichiarato a ESPN. “L’importante è entrare col piede giusto e trovare il ritmo. I miei compagni hanno fatto un grande lavoro nel cercarmi per tutta la partita. Cerco di prendere il più possibile i tiri su cui lavoro in allenamento, per trovare ritmo ed essere più creativo man mano che la partita va avanti. E’ stato un buon inizio”.

Kevin Durant ha scelto di partire inizialmente dalla panchina, per poi fare il proprio rientro a partire da metà del secondo quarto e disputare 20 degli ultimi 24 minuti di Nets-Suns.“Il coach mi ha chiesto se volevo partire titolare o entrare dalla panchina, ho pensato che sarebbe stata una sfida più grande partire dalla panchina e ho voluto vedere come funzionava. Se avessi tirato male mi sarei arrabbiato per aver scelto di non partire titolare, ma è stato un buon esercizio per rientrare nel ritmo delle cose”.

“Kevin ha dimostrato che la sua capacità di segnare non viene influenzata da un lungo stop. Sembra tornare subito con un ritmo ed un tempismo eccellente. Di certo è molto impressionante”, ha aggiunto Steve Nash a tal proposito.

Kevin Durant, doppia vittoria: rientro con i Nets e premio Oscar

Nella notte Durant ha però raggiunto anche un altro importante traguardo: il premio Oscar. KD fa infatti parte, insieme a Mike Conley degli Utah Jazz, della lista dei produttori esecutivi di “Two distant strangers”, premiato nel corso della 93^ edizione degli Academy Awards come miglior cortometraggio live action.

Non si tratta del primo caso in cui un giocatore NBA (due in questo caso) riescono a conquistare la statuetta più famosa del mondo del cinema. Basti pensare che nel 2015 Kobe Bryant l’ha ottenuta per il cortometraggio animato “Dear basketball”, la sua commovente lettera di addio al basket. “Two distant strangers” tocca però ovviamente tematiche più forti, soprattutto alla luce degli eventi che hanno caratterizzato gli Stati Uniti nell’ultimo anno. Viene infatti esplorato il complesso rapporto fra gli afroamericani e gli agenti di polizia, spesso causa di fatti drammatici.

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