Dopo gli spunti, per così dire, offerti da Kevin Durant al media day 2022 dei Brooklyn Nets, è toccato il giorno dopo a coach Steve Nash spiegare a che punto si trovano i rapporti tra i due.
Sono passati appena due mesi da quando Durant aveva chiesto a Joe Tsai di scegliere tra lui e il tandem Nash-Sean Marks come condizione sine qua non per ritirare la sua richiesta di trade, e un mese dal colloquio riparatore a quattro, che ha convinto KD a restare e onorare, almeno per il momento, il suo contratto quadriennale con i Nets.
Al media day un Durant tutt’altro che entusiasta ha preferito pensare al domani e girare pagina, senza spendere troppe parole su Nash o Marks. Il coach è stato più loquace, dopo il primo allenamento della squadra al training camp.
“Io e Durant? Siamo a posto. Da quando ne abbiamo parlato le cose sono tornate come prima” ha detto Steve Nash “E poi io e KD abbiamo una lunga storia comune, e io gli voglio bene. Come in ogni famiglia, ci sono stati dei problemi, abbiamo avuto un momento un po’ così ma ora è alle spalle. E non è una cosa che non succeda altrove“.
Sulle difficoltà dello scorso anno, “tutti ne abbiamo sofferto, e il fatto di non essere riusciti a superarle. A volte si perde la prospettiva quando si perde e invece dovresti vincere, ma siamo stati comunque in grado di parlarci e chiarire che cosa possiamo fare meglio rispetto all’anno scorso. Perché ne abbiamo passate parecchie“.
Alla richiesta di trade estiva di Durant, Nash non ha mai creduto “al 100%. Non è sempre tutto o bianco o nero (…) molte delle cose riportate non erano al 100% vere. Ma io non mi preoccupo dei media e di queste cose, sapevo che al momento opportuno ne avrei parlato con Durant, con Marks, con tutte le parti coinvolte. Senza reagire in modo scomposto. Ed eccoci qui infatti“.
Il colloquio a quattro con Durant (e agente), Marks e Tsai è stato per Steve Nash “l’occasione per fare chiarezza e parlarsi, non ci è voluto neppure molto tempo. E abbiamo deciso di proseguire. Io conosco KD da tanto tempo, per cui non ero preoccupato di cosa da fuori si sarebbe pensato“.

