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Cleveland Cavs, la ricostruzione passa da Kevin Love

di Michele Gibin
Kevin Love, giocatore dei cleveland Cavaliers

I Cleveland Cavs si affacciano, come il resto delle squadre NBA, all’inizio del training camp dopo un’estate ricca di avvenimenti.

La telenovela LeBron James è finita nel modo probabilmente più scontato. Il Re, dopo aver dato tutto alla squadra della sua città, ha deciso di lasciarla una seconda volta, e per sempre. Almeno in veste di giocatore.

Cleveland Cavaliers-Cavs-LeBron

LeBron ha dato anche l’occhio sinistro per la causa dei Cleveland Cavs

La partenza di James ha lasciato al general manager Koby Altman qualche soldo da spendere per puntellare una squadra che, dopo 4 finali NBA consecutive, dovrà per forza ridimensionare i propri obiettivi.

Dal mercato dei free agent estivo sono arrivati David Nwaba, specialista difensivo ed energizer dalla panchina, ed il super-veterano Channing Frye (ritorno a casa per l’ex Phoenix Suns). Rodney Hood, uno dei pezzi aggiunti da Altman al roster dei Cavs in chiusura di mercato a febbraio, ha appena accettato una “economica” estensione annuale.

Dal draft, via Brooklyn Nets, è arrivato l’interessante Collin Sexton. Il prodotto di Alabama si è dimostrato già durante la Summer League in grado di guidare la squadra e competere con George Hill per il ruolo di point guard titolare.

E poi c’è Love.

Archiviato LeBron, la notizia dell’estate sul lago Erie è stata la firma del nuovo contratto di Kevin: il nipote di Mike Love ha siglato il 24 luglio scorso un accordo che lo legherà alla franchigia in wine & gold per prossimi 5 anni (l’ultimo anno rimanente sul vecchio contratto, più un’estensione di 4 anni e 120 milioni di dollari complessivi).

Cleveland Cavs, il rinnovo di Kevin Love ed il futuro

Kevin Love sarebbe entrato oggi nell’ultimo anno di contratto con i Cleveland Cavs (player option sulla stagione 2019\20). La riconferma dell’ex Minnesota Timberwolves è stata accolta da tifosi Cavs ed addetti ai lavori con sorpresa.

Una sorpresa che forse non rende giustizia all’operazione condotta da Koby Altman. Una mossa necessaria per dare garanzie e stabilità ad una squadrae ad una città – appena scosse da un uragano forza dieci.

Kevin Love è stato parte fondamentale dei Cavs quattro volte finalisti. Durante i suoi primi quattro anni in Ohio ha fornito solidità a rimbalzo e punti, si è guadagnato una doppia convocazione per l’ All-Star Game, e ha fermato Steph Curry sull’ultimo possesso Warriors di gara 7 delle finali 2016.

Love si è anche infortunato parecchio, negli ultimi quattro anni. Spalla, mano e colpi al capo hanno più volte fermato l’ex UCLA, anche durante i playoffs.

Altman ed il proprietario Dan Gilbert hanno quindi deciso di blindare Kevin Love, e di risparmiarsi un altro anno di tira-e-molla e speculazioni sul futuro dell’unico All-Star rimastogli.

Il nuovo contratto di Love ha avuto dunque il merito di chiarire la posizione salariale dei Cleveland Cavs, stabilire in modo fermo le gerarchie in campo in vista dell’inizio della stagione, e dato margini di manovra in precedenza non disponibili al front office, in vista dell’inevitabile processo di ricostruzione della franchigia nel post-LeBron James.

Kevin Love: base della ricostruzione o fish di lusso sul mercato?

David Aldridge, giornalista di TNT e columnist per NBA.com, ha risposto nella sua mailbag settimanale ad un tifoso Cavs, a distanza di due mesi ancora perplesso sull’operazione Love.

Aldridge aveva commentato positivamente la scelta di Altman-Gilbert. La presenza di Love dà una chance di competere ai Cleveland Cavs, nella più debole Eastern Conference. Una buona stagione di Love, forte del nuovo contratto (oneroso ma non esagerato), potrebbe inoltre invogliare squadre ambiziose ed interessate a migliorare a muoversi per l’ex UCLA.

Il nuovo contratto di Love impedirebbe alle altre squadre di giocare al ribasso, e le costringerebbe ad offrire ai Cavs assets di lusso, per portare via da Cleveland il numero 0.

Love a terra durante la Finale di Conference 2018 tra Cleveland Cavs e Boston Celtics

Una stagione solida di Love e dei Cavs, o in alternativa una trade che coinvolgesse un Love “in palla” in cambio di scelte pregiate, giocatori giovani e\o in cadenza di contratto, scongiurerebbe l’incubo di una ricaduta sul fondo della Eastern Conference (e stavolta senza un Kyrie Irving all’orizzonte) per Dan Gilbert.

Il “best case scenario” per i Cleveland Cavs rimane però legato alle condizioni fisiche di Kevin Love. L’ala dei Cavs dovrà dimostrarsi in grado di rimanere sano e continuo, pena il crollo verticale del valore di mercato dell’ex T-Wolves.

la domanda dell’angosciato tifoso Cavs verte proprio su tale punto: Kevin Love rende i Cleveland Cavs competitivi ad est, in una conference priva di corazzate ma piena di squadre giovani e lanciate? E soprattutto, vale la pena scommettere sull’integrità fisica di Love?

David Aldridge: a Cleveland difficile attrarre free agent, Love rende i Cavs competitivi

Per Aldridge, la riconferma di Kevin Love e stata un passo fondamentale per una franchigia storicamente meta poco gradita per i grandi free agent:

Sarà molto difficile, in futuro, attrarre free agent, per i Cavs. Lo è sempre stato. Senza tali prospettive, il solo draft non potrà bastare. Altre squadre, come i Sixers ad esempio, sono state in grado di rinascere con Joel Embiid e Ben Simmons (…) è anche vero però che quest’estate i 76ers sono stati snobbati. Kevin Love rappresenta Per i Cavs la chance di rimanere competitivi nel breve termine, ed un giocatore il cui valore di mercato resterà alto per almeno un anno o due, se le cose a Cleveland dovessero andar male

– David Aldridge sui Cleveland Cavs –

Secondo Aldridge, scambiare Love in estate avrebbe indebolito enormemente la squadra, condannandola ad una stagione misera. La contropartita ricavata da un Love in prossimità di scadenza contrattuale non avrebbe giustificato sostanzialmente alcun tipo di trade.

La stagione 2018\19 dei Cleveland Cavs si preannuncia dunque da seguire, forse quasi più per le conseguenze che essa avrà fuori dal campo.

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Kevin Love e Dwyane Wade. L’ex Heat ha lasciato i Cleveland Cavs in febbraio

Il giovane general manager Koby Altman, subentrato l’estate scorsa al dimissionario David Griffin, si è dimostrato intraprendente ed autonomo nel ribaltare il roster della squadra nel febbraio 2018, nel tentativo (riuscito) di raddrizzare una stagione destinata a deragliare.

La missione di Altman sarà dunque quella di conciliare ricostruzione e competitività della squadra. Il roster dei “nuovi” Cavs è composto oggi da giovani interessanti come Sexton, Cedi Osman e Larry Nance Jr, e veterani titolari di contratti pesanti (Tristan Thompson, J.R. Smith), difficilmente spendibili sul mercato ma prossimi alla scadenza.

Il gioco delle trade potrebbe spingere giocatori come Thompson, Jordan Clarkson o Kyle Korver lontani dall’Ohio, quale contropartita per giocatori di impatto immediato quali  – ad esempio – Danilo Gallinari.

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