E’ il giorno dopo la sconfitta in gara 7 per Luka Doncic e i Dallas Mavericks e il primo giorno di una off-season importante in Texas, il cui primo passaggio sarà una formalità.
Si tratta della rookie scale extension, del prolungamento di contratto di Doncic che sarà eleggibile per un’estensione da 201 milioni di dollari in 5 anni, che scatterebbe dalla stagione 2022\23. Che si tratti di una formalità lo conferma lo stesso Luka, che a domanda sorride: “Se firmerò? Credo che sappiate già la risposta“.
Per Luka Doncic non sarà un’estate di riposo, anche se la stagione NBA è stata particolarmente impegnativa. Ci sono le Olimpiadi di Tokyo da raggiungere con la Slovenia e Doncic non vuole mancare all’appuntamento, giocherà il torneo di qualificazione che la nazionale slovena giocherà a Kaunas (Lituania) dal 29 giugno contro Angola e Polonia. Chi uscirà vincitrice a Kaunas finirà a Tokyo nel girone con Argentina, Spagna e con i padroni di casa del Giappone. Per Doncic sarebbe la prima Olimpiade in carriera, la Slovenia ha vinto l’Europeo 2017.
L’eliminazione dei Mavs contro i Clippers al primo turno di playoffs ha lasciato una certezza, quella che Luka Doncic è un giocatore speciale e già oggi uno dei primi 10 (forse 5) giocatori della NBA, ma rinnovato la domanda su quale sia il “supporting cast” migliore da affiancargli. In questo senso sarà da verificare la posizione di Kristaps Porzingis, tecnicamente il numero 2 a Dallas ma reduce da una serie di playoffs giocata sottotono, e soprattutto da giocatore di ruolo di lusso (per via del contratto, più che altro).
In conferenza stampa, Doncic ha rinnovato il suo endorsement per Porzingis e fatto autocritica: “Lui è un grande giocatore, e credo che dobbiamo provare a coinvolgerlo di più, nient’altro“.
Dal canto suo Kristaps Porzingis ha raccontato dopo gara 7 di essersi messo di buon grado a disposizione della squadra e di coach Rick Carlisle: “Come mi sento? Bella domanda. Bene direi, ho provato a fare tutto quello che mi è stato chiesto, fatto la mia parte e ascoltato gli allenatori (…) sono contento di avere davanti a me finalmente un’estate in cui lavorare sul mio gioco, voglio migliorare in campo e mettermi in una forma migliore. Pensare troppo a volte non va bene, se si lavora bene le cose arrivano“.
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