Lo storico ex general manager dei Dallas Mavericks Donnie Nelson ha fatto causa alla squadra e al proprietario Mark Cuban, sostenendo come il suo licenziamento nell’estate del 2021 sia stato in realtà una ritorsione per aver denunciato le molestie sessuali subite dal nipote nel 2020, da Jason Lutin, “braccio destro” di Cuban.
Nella causa, Donnie Nelson afferma di aver ricevuto da Cuban un ‘offerta di 52 milioni di dollari per mettere a tacere la faccenda e rinunciare all’azione legale contro Lutin, per timore di uno scandalo allargato all’interno dell’organizzazione. Nella sua citazione, Nelson e i suoi legali affermano che Lutin avrebbe molestato il nipote dell’ormai ex GM in una stanza d’hotel durante la pausa per l’All-Star Game NBA 2020 di Chicago. Nelson aveva indirizzato il nipote, in cerca di una possibilità di un tirocinio in una franchigia NBA, da Lutin per un incontro, e per l’occasione l’executive avrebbe invitato il ragazzo nella sua suite, e lì tentato un approccio definito “aggressione” sessuale verso una persona “vulnerabile” e in cerca di una possibilità d’impiego.
Nelson sostiene nella causa di aver appreso dell’accaduto, e dell’accordo economico che i Mavs avrebbero trovato col nipote dopo l’incidente, “solo mesi dopo“, in sede di colloqui per il rinnovo contrattuale dell’ormai ex GM. In quel momento, Nelson afferma di aver “affrontato” Mark Cuban mettendolo in guardia circa il rischio che la presenza di Lutin comportasse per altri dipendenti e membri dell’organizzazione. Al che, sempre Cuban avrebbe riferito a Nelson dell’opportunità di “saperne di più” della situazione, prima di procedere con le trattative per il rinnovo di contratto, “dal momento che le due cose sono correlate“.
Nella causa, Jason Lutin viene definito un predatore sessuale, e Mark Cuban accusato di aver “coperto e ignorato consapevolmente” altri episodi di molestie e discriminazione ai danni di altri membri dell’organizzazione dei Mavericks.
Mark Cuban ha replicato alle accuse di Donn Nelson bollandole come “bugie: abbiamo condotto le nostre indagini e abbiamo scoperto che l’unica persona che non si è rivelata all’altezza della sua posizione è stato proprio Nelson. Il suo licenziamento è stato la conseguenza di ciò, anche lui era a conoscenza delle indagini interne e non ha mai voluto collaborare appieno. Ogni cosa da lui sostenuta è una bugia“.
Nelson fu licenziato nell’estate 2021 in processo di rinnovo del front office dei Mavs, con l’arrivo di Nico Harrison in qualità di general manager e la promozione di Michael Finley a Vice President of Basketball Operations. Un cambio che ha riguardato anche la panchina, con le dimissioni di coach Rick Carlisle e l’arrivo di Jason Kidd, e l’addio dell’executive Harabolas Voulgaris, ex director of quantitative research and development dei Mavs e considerato uomo vicino a Cuban e Carlisle, ma inviso alla star della squadra Luka Doncic.
In una risposta separata alle affermazioni di Nelson, Jason Lutin ha definito “bugie totali” le accuse dell’ex gm: “Mi rifaccio alle dichiarazioni da parte dei Mavs sulla vicenda. Non ci sono parole per descrivere ciò che (Nelson, ndr) stia cercando di farmi, e naturalmente dispongo di diverse prove che testimoniano che nulla di ciò di cui sono accusato sia vero“. Lutin è ancora al suo posto ai Mavericks.
Secondo la causa, esisterebbe dunque una “correlazione diretta” tra le accuse di Nelson e il ritiro da parte di Cuban della proposta di un rinnovo contrattuale da 10 anni e 66 milioni di dollari con i Mavericks. Donnie Nelson, figlio dell’ex allenatore NBA Don Nelson, è stato per ben 24 anni executive a Dallas e dal 2005 al 2021 general manager del team.
Il legale di Nelson, in un comunicato, “si augura” che il coraggio con cui il proprio assistito abbia denunciato possa aiutare “chiunque abbia subito delle molestie” all’interno dell’organizzazione “a denunciare a propria volta (…) a farsi avanti”.
Oltre alla causa legale, Donn Nelson ha annunciato di essersi rivolto a dicembre alla Equal Employment Opportunity Commission degli Stati Uniti, l’agenzia federale che indaga sulle molestie e discriminazioni sul posto di lavoro in America. Nella citazione, Donnie Nelson spiega come “l’unica preoccupazione di Mark Cuban fosse quella di evitare un nuovo scandalo“, dopo quello risalente al 2018 e riportato all’epoca da Sports Illustrated, che in un’inchiesta svelò episodi di molestie e discriminazioni sessuali sul posto di lavoro a carico dell’ex CEO e presidente del team Terdema Ussery, che aveva lasciato nel 2015, e di Chris Hyde, un dipendente dei Mavs, ai danni di almeno 15 dipendenti.

