Cade come un fulmine a ciel sereno l’infortunio di Stephen Curry. I Golden State Warriors, in questa parte finale della stagione, stanno riscontrando un trend abbastanza negativo. Da qualche partita ormai hanno perso anche la seconda posizione a Ovest, ai danni dei Memphis Grizzlies. La causa di tutto ciò può attribuirsi quasi sicuramente all’infortunio di Draymond Green.
L’orso ballerino è stato costretto a fermarsi ai box per circa due mesi. Tutto è partito da un problema al polpaccio sinistro, per poi svilupparsi alla schiena. Nel frattempo, ha fatto il ritorno in campo Klay Thompson, con Green che lo ha omaggiato scendendo in campo, senza però far parte della partita. Lo scorso 15 marzo, contro gli Washington Wizards, Draymond Green ha fatto il suo rientro. Rientro che è coinciso con una delle migliori prestazioni di Stephen Curry in stagione, il quale ha registrato 47 punti, con 6 rimbalzi e 6 assist. Solo un caso? Assolutamente no. Lo stesso Steve Kerr dice che la prestazione di Curry è dovuta al 100% dal rientro di Green sul parquet.
Il rientro di Green è coinciso anche con il ricongiungersi, dopo oltre 1000 giorni, dei big three: Klay Thompson, Draymond Green e Stephen Curry. Era da quella maledetta partita contro i Toronto Raptors del 2019 che i tre non scendevano insieme sul parquet per affrontare una partita. Ma i Golden State Warriors sembrano essere in una maledizione dalla quale è molto difficile uscire. Di fatti, nell’ultima partita persa contro i Boston Celtics, è arrivato Marcus Smart a rovinare la festa agli Warriors. Con un suo intervento che, alcuni definiscono eccessivo ed altri no, ma che tanto ha fatto arrabbiare Steve Kerr e non solo, costringe Stephen Curry a restare fuori per il resto della regular season.
Come cambiano adesso i Golden State Warriors?
Neppure il tempo di tornare a festeggiare il rientro di Draymond Green, che i Golden State Warriors devono affrontare subito un altro ostacolo molto grande. Mancano circa 10 partite al termine della regular season e, la squadra di Steve Kerr è in piena lotta per il secondo posto della Western Conference. Ma, basta poco per ritrovarsi in un piazzamento anche peggiore del terzo posto, con gli Utah Jazz e i Dallas Mavericks alle porte. Dunque, gli Warriors non hanno tempo di pensare all’infortunio di Curry, ma devono mettersi subito al lavoro per queste ultime partite rimaste.
Draymond Green recentemente ha dichiarato che non conta il piazzamento finale in regular season, i suoi Warriors andranno a prendere il titolo. Tipico carattere agguerrito e grintoso dell’orso ballerino che, però, in fondo ne è consapevole anche lui dell’importanza del piazzamento finale. E allora, chi prende il posto di Stephen Curry?
In questa stagione, Jordan Poole sta dimostrando di essere maturato molto e, sotto alcuni punti di vista, è ormai diventato una certezza per Steve Kerr. Sia nella fase iniziale della stagione, quando partiva in quintetto, che adesso partendo dalla panchina, Poole si è sempre fatto trovare pronto, sbrogliando anche partite molto complicate. A oggi Poole è la “riserva” di Klay Thompson ma, già in diverse occasioni, Steve Kerr lo ha provato in quintetto con lo Splash Brother, per cui sanno già cosa significhi giocare insieme. In questa stagione, Jordan Poole ha 17.1 punti di media a partita, 3.1 rimbalzi e 3.6 assist. Il tutto tirando con 45.6% dal campo ed il 36.1% da tre.
Inoltre, se andiamo a vedere le ultime partite in cui Stephen Curry è rimasto a riposo, è stato proprio Jordan Poole a prendere il suo posto. Ultima, la sconfitta arrivata contro i Denver Nuggets dell’8 marzo scorso, con il numero 3 dei Warriors partito in quintetto. Nonostante la sconfitta, quella partita Poole la concluse con 32 punti, 7 assist e 3 rimbalzi. In quel caso, complice l’assenza anche di Klay Thompson e Draymond Green ancora infortunato.
Infine, altro fattore che attanaglia la squadra di San Francisco in questo periodo è James Wiseman. Quest’ultimo è stato autorizzato a prendere parte a due partite in G-league, con la squadra affiliata a Golden State, i Santa Cruz Warriors. Di un suo ipotetico rientro non se ne parla ancora. L’unica cosa cerca al momento è che Steve Kerr ha già messo le cose in chiaro, dichiarando che non è assolutamente sua intenzione far giocare sin da subito Wiseman, dato che il giocatore è ormai fuori da aprile, a causa di una lesione al menisco. Dunque, è ancora incerto se Wiseman troverà minuti in questa ultima fase della stagione o meno.

