Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiGli Spurs suonano la nona sinfonia, Nuggets battuti

Gli Spurs suonano la nona sinfonia, Nuggets battuti

di Giuseppe Fagnani

Sfida tutta da seguire all’At&T Center di San Antonio, dove si affrontano due delle squadre più in forma del momento: gli Spurs, a caccia della 6 vittoria consecutiva e i Denver Nuggets, desiderosi di proseguire sulla buona strada, dopo la vittoria contro i New Orleans Pelicans di due giorni fa.

La partita è molto piacevole da guardare sin dalle prime battute, nelle quali si capisce subito chi sarà il protagonista del match. Tony Parker inizia alla grande, distribuendo immediatamente 3 assist vincenti per i primi 3 canestri dei texani e sembrando, finalmente, nelle condizioni fisiche e psicologiche di un tempo.

Gli Spurs vanno subito avanti nel punteggio e ci restano per tutta la durata della gara, nonostante i Nuggets non si diano mai per vinti e rispondano sempre colpo su colpo, riuscendo a recuperare, seppur non del tutto, i numerosi parziali guadagnati dai padroni di casa.

I segreti della vittoria della squadra di Popovich si chiamano Parker, autore alla fine del suo season-high di punti e di assist (25+9) e Tim Duncan, autore di una prova autoritaria in fase difensiva (ben 6 stoppate e 11 rimbalzi e 1 rubata) e di grande concretezza e affidabilità in attacco (12 punti e 6 assist),. Tra gli ospiti, invece, sorprendente ottima prestazione dalla panchina di Nikola Jokic, capace, in 31 minuti, di segnare 23 punti, catturare 12 rimbalzi e realizzare 3 stoppate.

Il risultato finale (109-98 per i padroni di casa), come spesso accade, rispecchia benissimo l’andamento della gara ed è più che meritato per gli Spurs. Questa è la vittoria numero 200 della carriera di Kawhi Leonard, che, in questo modo, diventa il secondo giocatore più giovane della storia a raggiungere le 200 vittorie (ha giocato 262 partite in tutto), dietro solo a A.C. Green (259 gare giocate per raggiungere la 200W).

SPURS

Cosa ha funzionato: Il movimento di palla è stato eccezionale: tutti hanno partecipato alle azioni offensive e tutti sono riusciti a dare il loro contributo in attacco. Finalmente i texani hanno ritrovato anche un Tony Parker in forma smagliante, come non lo si vedeva ormai dalle Finals vinte contro i Miami Heat. Anche la fase difensiva sta funzionando alla grande: ancora una volta gli Spurs hanno tenuto i loro avversari al di sotto dei 100 punti (8 volte su 11 in questa stagione, vincendo tutte e 8 le volte, mentre contro Portland è arrivata l’unica vittoria con gli avversari oltre i 100).

Cosa non ha funzionato: LaMarcus Aldridge, rispetto alla scorsa partita, è più coinvolto nel gioco, ma è comunque molto impreciso al tiro, anche sotto canestro, dove ci si aspetterebbe ben altro da lui. Comunque è stato un piccolo passo avanti del lungo texano. Quando sarà in forma anche lui, ogni squadra avversaria dovrà seriamente preoccuparsi.

NUGGETS

Cosa ha funzionato: Nikola Jokic è stata la vera rivelazione e la sorpresa più bella per la franchigia del Colorado. Il ventenne serbo è uscito dalla panchina giocando una partita eccezionale: 23 punti (8-13 al tiro, 1-1 da tre), 12 rimbalzi (6 difensivi e 6 in attacco), 2 rubate e 3 stoppate hanno permesso alla sua squadra di restare incollata agli avversari per lunghi tratti del match.

Cosa non ha funzionato: Mudiay, seppur mostrando grandi margini di miglioramento, è sembrato ancora troppo acerbo per competere contro i migliori playmakers della lega. Questa notte, inoltre, dopo la strepitosa prestazione contro i Pelicans, ci si aspettava molto di più anche dal nostro Danilo Gallinari, il quale è sembrato un po’ fuori dalla partita, anche per colpa di uno straordinario difensore come Leonard.

TABELLINI

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