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NBA, Matisse Thybulle: “Marcare Stephen Curry? Diverso da ogni altro”

di Michele Gibin
stephen curry

C’è voluto del lavoro extra per i Golden State Warriors, per battere in casa 116-96 i Philadelphia 76ers. Golden State si è trovata infatti in svantaggio di 19 punti (55-36) nel primo tempo, prima di risalire con più classico dei terzi quarti da Warriors (34-23) e dilagare nel finale contro i Sixers senza Joel Embiid e Tobias Harris.

Stephen Curry ha chiuso con 25 punti e 10 assist, con 6 su 11 al tiro da tre, e innescato un duello in famiglia col fratello Seth. Il terzo quarto degli Warriors viene però lanciato da Jordan Poole, che da metà campo sulla sirena fa 61-52 Golden State, quindi Andrew Wiggins segna due canestri di fila, Draymond Green prima schiaccia in contropiede poi lancia la transizione per un’altra schiacciata di Wiggins, servito da Poole, mentre il pareggio lo sigla Curry da tre punti (63-63). Il tutto in appena 3 minuti di gioco.

Philadelphia ha il merito di resistere per tutto il terzo quarto, con Seth Curry, Tyrese Maxey e Matisse Thybulle. Il break decisivo arriva con circa 8 minuti ancora da giocare, con le triple di Otto Porter Jr, e le schiacciate di Juan Toscano-Anderson e Gary Payton II.

Nel quarto quarto i Golden State Warriors non anno avuto bisogno neppure del miglior Stephen Curry, che è servito per lo più come “esca” per la difesa dei Sixers aprendo il campo per Poole, Green e Toscano-Anderson. Di Steph ha parlato il suo avversario diretto di giornata, Matisse Thybulle, che pur essendo uno dei migliori difensori esterni della NBA, è stato battuto più di una volta (e in più di un modo) dall’inesauribile numero 30.

Marcare uno come lui è difficile perché non puoi staccarti, non puoi aiutare. E loro (gli Warriors, ndr) hanno così tanto attacco che il mio impatto in difesa in questa situazione non può essere quello che vorrei. Poi loro sono una squadra astuta, sanno usare al meglio i giocatori di complemento che hanno“.

Contro Stephen Curry serve un livello di concentrazione alto, lui si muove anche senza palla ed è un giocatore dinamico. Sapevo sarebbe stata una bella sfida per me e così è stato. Lui ha questa abilità di fermarsi, quasi di ‘addormentarti’ per poi scattare al massimo della velocità in un attimo, e trovarsi subito libero per tirare (…) avrei voluto fare meglio ma anche così si impara“.

I Golden State Warriors restano la miglior squadra della NBA, con un record di 16 vittorie e appena 2 sconfitte, e attendono il rientro sempre più prossimo di Klay Thompson e James Wiseman. Per i Sixers è invece imminente il rientro dopo lo stop per Covid di Embiid.

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