Quanto resterà fuori Stephen Curry? La star dei Golden State Warriors ha subito una sublussazione della spalla sinistra contro gli Indiana Pacers, la squadra non ha per il momento fornito indicazioni certe sui tempi di recupero, ma non c’è bisogno di leggere nei numeri – peraltro inequivocabili – quanto la sua assenza peserà sui campioni NBA in carica.
Nel 2022-23 più che mai, Steph è l’alfa e l’omega del sistema Warriors. Nelle tre partite giocate senza di lui in stagione sono arrivate altrettante sconfitte, la squadra non è stata finora ancora di fatto capace di vincere in trasferta (2-13) e le prossime partite sono contro i Nets in serie positiva, i 76ers di Embiid e Harden, e i Knicks che hanno vinto 5 partite di fila. E a Natale al Chase Center arrivano i Memphis Grizzlies di questo Ja Morant.
Contro i Pacers, senza Klay Thompson e Andrew Wiggins, gli Warriors erano soto di 20 punti nel primo tempo nonostante Curry ne avesse già messi 27 di suo. Golden State ha finito per tirare anche più liberi dei Pacers, dopo le lamentele di Steve Kerr e dello stesso Steph sulla poca attenzione degli arbitri contro i Milwaukee Bucks, a loro dire. Con un record di 14-15, gli Warriors sono oggi decimi, dietro di loro Minnesota e Lakers arrancano, davanti a loro Dallas non va certo più veloce ma Clippers, Kings, Blazers e Jazz tengono botta pur con qualche passo falso qui e lì.
Questo trend, proiettato in avanti, significa play-in per Golden State, che anche con Curry in campo e dopo la bella vittoria in casa contro i Boston Celtics non hanno mai dato l’impressione di essere all’inizio di una striscia vincente.
I numeri dicono che senza Stephen Curry, questi Warriors non hanno una possibilità. Il quintetto base tipo Curry-Thompson-Wiggins-Green-Looney è a +22.1 per 100 possessi e segna 129.9 punti per 100 possessi, lo stesso quintetto con Jordan Poole al posto di Thompson fa ancora meglio, con 137.8 punti per 100 possessi e +33.7.
In media, con Curry in campo assieme a altri 4, Golden state ha un plus\minus di +7 per 100 possessi. Senza di lui e col suo sostituto naturale in campo, Poole, gli Warriors hanno un plus\minus di -11.7 punti per 100 possessi.
Senza Curry viene meno per Kerr la possibilità di alternare i riposi per Steph e Draymond Green, l’unico giocatore in grado di stabilizzare i quintetti senza il 2 volte MVP in campo. Andrew Wiggins è tornato ad allenarsi e potrebbe tornare presto a disposizione, l’ex Minnesota è stato in questa stagione il secondo miglior giocatore di Golden State e il suo rientro aiuterà non poco, anche perché Klay Thompson non può ancora giocare entrambe le partite di un back to back.
Chi giocherà di più senza Curry? Donte DiVincenzo è partito in quintetto contro Indiana, e quando Jordan Poole andrà in panchina toccherà a Moses Moody e Ty Jerome combinare qualcosa di buono. Anthony Lamb è stato solido nello spot di ala in oltre 17 minuti a partita, e sta tirando con il 37% da tre.
Stephen Curry dovrebbe restare fuori almeno due settimane e saltare quindi le prossime 7 partite, l’unica avversaria sotto al 50% di vittorie che incontreranno saranno i derelitti Charlotte Hornets. Tra 15 giorni ne sapremo di più, resta da verificare quanto i Golden State Warriors sapranno resistere senza la loro star. Lo scorso anno Steph si fece male a marzo e tornò in tempo per i playoffs, in 18 partite senza di lui gli Warriors chiusero con un record di 8-10.
Roba da metterci la firma oggi, se siete Steve Kerr.

