Stephen Curry: "La Baia è casa mia, sarò un Warriors a vita"
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Steph Curry, Golden State Warriors 4 life: “Amo la Bay Area, Oakland è casa mia”

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Steph Curry, Golden State Warriors 4 life: “Amo la Bay Area, Oakland è casa mia”

Stephen Curry non va da nessuna parte. Intervenuto durante il “The Bill Simmons Podcastdel giornalista sportivo Bill Simmons di theringer.com, la stella dei Golden State Warriors ha citato le parecchie ed “ovvie” ragioni per cui non lascerà mai la Baia.

Il motivo più ovvio è senz’altro il fatto di giocare in una delle squadre più forti di tutti i tempi. Sotto la guida di Curry, i Golden State Warriors hanno vinto 3 titoli in 4 anni, battuto il record di vittorie in singola stagione regolare appartenuto ai Chicago Bulls 1995-1996, arruolato un All-Star dopo l’altro, dominato in lungo e in largo e – a detta di qualcunodestabilizzato gli equilibri della NBA per gli anni a venire.

Stephen Curry è stato gratificato dagli Warriors con il contratto più ricco tra i giocatori NBA in attività: 201 milioni di dollari fino alla stagione 2021-22, stagione in cui il prodotto dell’università di Davidson compirà 34 anni.

Stephen Curry: “Oakland è casa, è dove voglio stare”

Steph confida a Bill Simmons come non ci sia per lui altro posto dove stare, aggiungendo:

Amo la Bay Area, qui è dove voglio stare. A Charlotte (dove Curry è cresciuto, ndr) ci torno solo quando giochiamo contro gli Hornets, o solo per il matrimonio di mia sorella. Quindi direi che non ci vado spesso

– Stephen Curry su Oakland e Charlotte –

Nato ad Akron il 14 marzo 1988 e cresciuto a Charlotte dove giocava papà Dell, Stephen Curry ha sempre e solo vestito la maglia dei Golden State Warriors. Selezionato con la scelta numero 7 al draft 2009 dagli Warriors allora allenati da coach Don Nelson, Steph inizierà ad ottobre la sua decima stagione NBA.

 

Whatchu looking at bro?!?

Un post condiviso da Wardell Curry (@stephencurry30) in data: Giu 9, 2018 at 6:38 PDT

La reazione di LeBron James all’errore di J.R. Smith nel finale di gara 1 (Photo by Ezra Shaw/Getty Images)

Uno dei passaggi più interessanti durante il suo intervento per il podcast di Simmons, Curry lo dedica ad un veloce scambio di battute avuto con LeBron James sul finire di Gara 1 delle Finali NBA 2018.

I 51 punti di James, l’incredibile topica di J.R. Smith in chiusura dei tempi regolamentari, ed i centocinquanta replay per secondo dell’huddle dei Cavs tra fine quarto quarto ed overtime fecero passare in secondo piano l’episodio, ora raccontato direttamente da uno dei protagonisti:

 

Fu un momento interessante. Mancava un minuto (alla fine dei supplementari), ed io stavo cercando di chiudere un possesso. Non ho visto LeBron arrivare dal lato debole e così sono andato per un layup facile, e lui mi ha stoppato. Poi mi ha lanciato un’occhiata aggiungendo due paroline. Io ho risposto ‘Siamo a questo? Stiamo vincendo e tu ti preoccupi d stopparmi e fare la faccia cattiva?’ Poi dopo, Draymond (Green) e Tristan Thompson sono venuti a contatto ed io sono tornato da LeBron: ‘Visto? Vogliamo che vada a finire così?’

– Stephen Curry sullo scambio di battute con LeBron James in gara1 –

Steph ricorda che James rispose: “Devo fa vedere ai miei compagni che sono la loro guida, e questo è parte del compito“. Curry chiuse dicendo a James “Di non voler fare la vittima sacrificale per la tua leadership“.

Michele Gibin
pt.fadeaway@gmail.com

Contributor per NBAPassion.com

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