Il ritorno a casa al Chase Center e la sfida contro i Memphis Grizzlies ridanno vita ai Golden State Warriors, che anche senza Stephen Curry e Andrew Wiggins dominano a Natale per 123-109 e mandano un messaggio ai rivali: per la Western Conference si passa ancora dalla Bay Area, checché ne dica Ja Morant.
Jordan Poole segna 32 punti, un Klay Thompson carichissimo tira male (3 su 12 da tre, 8 su 24 in totale) ma chiude con 24 punti e 9 rimbalzi, Donte DiVincenzo di punti ne aggiunge 19 e la panchina con Jon Kuminga, Moses Moody, Anthony Lamb e Ty Jerome convince, finalmente.
Golden State è sempre avanti nel punteggio ma si separa nettamente nel terzo quarto, in cui segna 40 punti (40-30 il parziale). La partita, l’occasione e l’atmosfera assordante del Chase Center sono l’occasione per gli Warriors, reduci da un tour a Est da 5 KO e una sola vittoria, per ritrovare l’orgoglio.
La missione dei Grizzlies è quella di spodestarli, ma per il momento non se ne parla, come Klay Thompson chiarisce contro Dillon Brooks nel quarto periodo. Il 4 volte campione NBA segna in uscita da un blocco contro il recupero della guardia di Memphis, che si sbilancia e cade verso il centro del campo. Nel tornare in difesa, Thompson provoca platealmente l’avversario a terra e riceve un fallo tecnico. Poco male, il punteggio dice 115-101 Warriors e la partita è di fatto finita.
“Solo un po’ di trash talking alla vecchia maniera, è sempre una cosa divertente da fare, lo si faceva dai tempi della scuola. Di solito si gioca pure meglio così, per me almeno è così“, dice Klay dopo la partita. “Loro sono una squadra di talento, e lo siamo anche noi e stiamo cercando di tenere questi giovani a distanza almeno per un po’ ancora. E’ stata una buona serata per mandare loro un messaggio perché poi non si sa mai contro chi ti troverai a giocare. E loro sono tra questi. Sono sempre fuochi d’artificio contro di loro“.
Per Memphis, Ja Morant ha segnato 36 punti con 29 tiri (15 su 29) ma è stato l’unico a pareggiare l’intensità Warriors in campo. Jaren Jackson Jr ha segnato 22 punti con appena 2 rimbalzi, per Dillon Brooks 4 su 12 al tiro e per Desmond Bane, alla sua seconda partita dopo un lungo stop, appena 2 su 13 dal campo e senza segnare da tre, per 9 punti.
“Golden State ha giocato alla grande” così coach Taylor Jenkins “Fisici, con grande ritmo e movimento di palla eccezionale con tutti gli uomini in campo“.
Anche Steve Kerr ha parlato della rivalità nascente tra due squadre in momenti diversi del loro percorso: “Sta guadagnando energia, tensione. Ma per una vera rivalità occorrono tante serie di playoffs, quella dello scorso anno fu calda e sentita. Noi sappiamo quanto sono forti e noi cerchiamo di restare al passo. Sta a loro provare a buttarci giù, però. Noi accettiamo la sfida, anzi ci serve in un certo senso“.
“Dopo un tour a Est così deludente, stasera è stata una serata confortante”, ancora coach Kerr “Ora abbiamo 7 partite in casa da giocare, in casa abbiamo giocato alla grande ma non siamo ancora riusciti a creare un po’ di inerzia in questa stagione. E’ ora di farlo“.
E i Golden State Warriors dovranno farlo ancora senza Steph Curry, che resterà fuori per altre due settimane a causa dell’infortunio alla spalla rimediato contro i Pacers. Andrew Wiggins sarebbe più vicino al rientro ma per il momento non esiste una data precisa.

