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Bucks corsari a Houston, Harden: “Colpa mia, ma è solo l’inizio”

di Dennis Izzo

Sconfitta per gli Houston Rockets nell’opening night coi Milwaukee Bucks al Toyota Center. Trascinati da un Giannis Antetokounmpo capace di far registrare una tripla doppia da 30 punti, 13 rimbalzi e 11 assist col 65% al tiro (11/17) e il 40% da tre (2/5) in appena 28’ di gioco (l’MVP è stato infatti espulso per falli), gli ospiti si impongono per 117-111, rimontando uno svantaggio di 16 punti grazie a un parziale di 60-38 in proprio favore.

Nonostante l’uscita di scena con largo anticipo del detentore del premio di MVP, i Bucks sono riusciti a portare a casa una vittoria molto importante, espugnando Houston per il secondo anno di fila. “I miei compagni hanno fatto un ottimo lavoro, mi è piaciuto il modo in cui hanno fatto girare il pallone e si sono opposti alla grande ai tentativi dei Rockets.”, ha commentato Antetokounmpo, che ha seguito dalla panchina la parte conclusiva della gara con grande apprensione.

Debutto più che positivo con la canotta dei Bucks per Wesley Matthews, che non fa rimpiangere la partenza di Brogdon: per lui 14 punti, 4 rimbalzi, un assist, 2 palle rubate e una stoppata col 50% dal campo (6/12). “Siamo un gruppo di lottatori, abbiamo uno spirito combattivo. L’uscita di Giannis per falli non ci ha tagliato le gambe, siamo stati bravi a non abbatterci.”, ha dichiarato l’ex Dallas Mavericks e Indiana Pacers in merito alla reazione di carattere dei suoi.

Tra le file dei padroni di casa, spicca il nuovo arrivato Russell Westbrook, autore di una doppia doppia da 24 punti, 16 rimbalzi, 7 assist, 2 palle recuperate e una stoppata. Tra i migliori anche P.J. Tucker, che mette a referto 17 punti, 7 rimbalzi e un recupero col 60% al tiro (6/10) e il 62.5% dalla lunga distanza (5/8), e Danuel House (8 punti con 2/4 da dietro l’arco partendo in quintetto).

“Quel che è certo è che le cose andranno meglio. È triste dirlo ora, ma non possiamo vincere 82 partite: da oggi in poi abbiamo la possibilità di vincerne 81.”, il commento di coach Mike D’Antoni sulla sconfitta dei suoi, colpevoli di non aver chiuso la partita quando sembrava che i Bucks non avessero più le energie necessarie per reagire. Tra le note positive per i texani, degne di note le prestazioni di molti dei nuovi innesti.

Bucks coi nervi saldi, Rockets croce e delizia

In uscita dalla panchina, infatti, danno il loro prezioso contributo Tyson Chandler (10 punti e 5 rimbalzi con 5/6 dal campo in poco più di 10’) e Ben McLemore (6 punti con 2/5 da tre in poco meno di 15’), mentre deludono ampiamente le aspettative Eric Gordon e James Harden. Il primo, tornato a ricoprire il ruolo di sesto uomo, risulta il miglior scorer della second unit con 11 punti, ma tira con appena il 21% dal campo (4/19) e il 25% dalla lunga distanza (3/12).

Serata da dimenticare anche per l’MVP 2018, che non va oltre i 19 punti con pessime percentuali al tiro (2/13 dal campo e 1/8 da tre). Il Barba, però, maschera almeno in parte le proprie difficoltà in fase offensiva riuscendo a farsi valere in difesa (7 rimbalzi, di cui 5 difensivi, un recupero e una stoppata) e a calarsi alla grande nella veste di assist-man e guadagnando grappoli di falli (14 passaggi vincenti e altrettanti tiri segnati e tentati dalla lunetta).

Lo stesso Harden si è poi assunto le responsabilità della sconfitta coi Bucks nel post-partita: “Non lo nascondo, gran parte della colpa è mia. Non sono stato abbastanza aggressivo questa sera. Tuttavia, è soltanto la prima partita della stagione e non avrebbe senso abbattersi ora. Allo stesso tempo, non dobbiamo esaltarci dopo una vittoria.”, ha analizzato il 7 volte All-Star.

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