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Rockets, D’Antoni: “Rotazioni già definite? Potrei cambiare qualcosa”

di Dennis Izzo
Rockets

In attesa della ripresa della stagione, che ripartirà il prossimo 30 luglio dal Walt Disney Resort di Bay Lake, nei pressi di Orlando, le 22 franchigie che si ritroveranno in Florida hanno già la testa ai playoff. Se le squadre che non hanno ancora la certezza di prendere parte alla post season approfitteranno delle otto gare di regular season per cercare di centrare l’obiettivo qualificazione, quelle che invece hanno da tempo l’aritmetica certezza dell’approdo ai playoffs – tra cui i Rockets – sfrutteranno le otto partite conclusive della stagione regolare soprattutto per guadagnare la condizione migliore e perfezionare alcuni meccanismi.

I già citati Houston Rockets, che prima della sospensione a tempo indeterminato della stagione a causa della pandemia da coronavirus non stavano attraversando un momento semplicissimo, con quattro sconfitte consecutive – di cui tre contro New York Knicks (125-123 al Madison Square Garden), Charlotte Hornets (108-99) e Orlando Magic (126-106), tutte e tre avversarie più che alla portata sulla carta per i Rockets – prima del ritorno alla vittoria nel match interno coi Minnesota Timberwolves (117-111), che aveva messo nuovamente in bella mostra un James Harden sicuro dei propri mezzi (37 punti, 7 assist e 2 recuperi col 58% dal campo e il 50% da tre) e un Russell Westbrook sempre più imprescindibile (27 punti, 7 assist e 4 palle rubate col 65% al tiro).

La sospensione della stagione ha ovviamente impedito di verificare i progressi dei Rockets, attesi da conferme importanti nei match successivi, molti dei quali avrebbero senz’altro dato significative indicazioni agli uomini di coach Mike D’Antoni, in particolare le sfide in casa di Lakers e Bucks, le primatiste delle due Conference, il doppio derby texano coi Mavericks, le ostiche trasferte con Trail Blazers e Sixers e il duello casalingo coi campioni in carica dei Raptors. In quel di Orlando, i Rockets giocheranno soltanto otto delle diciotto partite che avrebbero dovuto giocare prima dei playoffs: Houston se la vedrà con Lakers, Blazers, Kings, Mavericks, Bucks, Pacers, Sixers e Raptors, per poi cominciare la propria caccia all’anello.

D’Antoni svela le carte dei Rockets

Per ciò che concerne lo schieramento dei Rockets, dopo il colpo Robert Covington messo a segno prima della trade deadline dello scorso 6 febbraio, D’Antoni ha rimosso definitivamente dalle rotazioni il promettente lungo tedesco Isaiah Hartenstein, schierando il sopracitato ex Minnesota Timberwolves (quarto miglior stoppatore della lega da febbraio, con 2.5 stoppate per gara, le stesse di Anthony Davis) nel quintetto titolare con Westbrook, Harden, House e Tucker. In uscita dalla panchina, spazio per il sesto uomo Eric Gordon, gli affidabili Austin Rivers e Ben McLemore e il nuovo arrivato Jeff Green, capace di far registrare 10.4 punti col 62% dal campo e il 41% da tre in dieci partite con Houston.

D’Antoni è noto per utilizzare rotazioni molto ridotte, con non più di 4-5 giocatori in uscita dalla panchina (spesso anche 3 ai playoff), ma questi numeri (o almeno i nomi delle riserve) potrebbero cambiare significativamente in questo finale di stagione, come rivelato dallo stesso head coach dei Rockets ai microfoni del giornalista di The Athletic Kelly Iko: “Le nostre rotazioni probabilmente resteranno uguali a prima, con nove giocatori in totale. Pensiamo che sia la scelta migliore per portarci alla vittoria. A stabilire quali saranno i nove giocatori su cui faremo affidamento saranno le sperimentazioni che faremo nel finale di stagione. Ovviamente terrò anche conto di come si erano comportati i giocatori fino alla sospensione della stagione. Posso anche cambiare idea su qualcosa, ma di certo non voglio guardare un allenamento o una partita e pensare che qualcuno sia migliore di qualcun altro.”, le parole di D’Antoni in merito alla rotazione che i suoi Rockets adotteranno alla ripresa della stagione a Orlando.

Le certezze dei Rockets sono rappresentate dalle due stelle principali della squadra, James Harden e Russell Westbrook, dal veterano P.J. Tucker, dal sesto uomo Eric Gordon e dal solido 3-and-D Robert Covington, mentre giocatori che pure hanno fatto molto bene fino a marzo, tra cui Danuel House, Ben McLemore e Austin Rivers, potrebbero essere insidiati da altri giocatori a caccia di minuti importanti e desiderosi di mostrare di poter fare al caso dei Rockets, come il già citato Jeff Green, il veterano ex Spurs DeMarre Carroll, sceso in campo in appena sei occasioni prima della sospensione della stagione, trovando il modo di far registrare 6.7 punti col 48% al tiro in appena 16′ a partita, e il giovane lungo brasiliano Bruno Caboclo, utilizzato in appena cinque gare con poco più di 5′ a partita, soprattutto a causa di un infortunio che gli ha impedito di essere subito arruolabile dopo il suo ritorno a Houston.

Insomma, se la colonna portante dei Rockets è ben nota e non cambierà da qui ai playoffs, D’Antoni potrebbe muovere qualche pezzo sulla sua scacchiera, stravolgendo delle gerarchie che la lunga pausa a causa della pandemia da Covid-19 ha impedito di approfondire e definire nel dettaglio. Gli allenamenti collettivi in palestra e le otto partite di regular season, per molti giocatori utili soltanto per ritrovare la forma fisica migliore e recuperare la confidenza col parquet, potrebbero dunque rappresentare un’occasione importantissima per i vari Green, Carroll e Caboclo, tutti a caccia di minuti nelle rotazioni, ma allo stesso tempo possono anche tornare utili a chi quei minuti ce li ha già e vuole consolidare la propria posizione nelle gerarchie di D’Antoni, ossia McLemore, House e Rivers.

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