I Los Angeles Clippers ritrovano un Paul George sugli scudi nella vittoria contro i Cleveland Cavaliers per 119-117, arrivata al termine di un’impressionante rimonta. L’ala prodotto della California State University mette a referto 26 punti, 5 rimbalzi e 3 assist, caricandosi sulle spalle una squadra orfana dell’ala piccola Kawhi Leonard e reduce da ben quattro sconfitte nelle ultime 5 partite giocate. Un ruolino di marcia non esaltante per una delle pretendenti al titolo NBA.
Clippers, le parole dei protagonisti dopo la partita
George, entusiasta a fine partita ha dichiarato: “E’ cominciato tutto da me. Dovevo migliorare, dovevo fare di meglio. Sono stato quattro giorni a letto, malato ed è stato difficile per me dato che ero rigido e avevo difficoltà a muovermi. Ora posso muovermi più liberamente e ciò mi ha dato molta fiducia in campo per fare le cose che voglio fare”. Un ritorno in pompa magna per George che stava tenendo una media di 32,3 punti, 5,8 rimbalzi, 5,8 assist e 2,3 palle rubate nelle ultime quattro partite. “Oggi è stata la nostra migliore vittoria, e una delle prove offensive migliori per noi“.
Eppure, nonostante un roster con molta qualità, i Clippers ancora faticano tant’è che è difficile inquadrarli per bene dopo dieci partite, dando loro una forma: sono una contendente in un momento no? O Una squadra falcidiata dagli infortuni? Il roster consente a Lue di sperimentare e trovare sempre una soluzione ma sembra che l’ex coach dei Cleveland Cavaliers non faccia nulla per risolvere il problema, finendo per affidarsi sempre agli stessi uomini.
Un esempio di ciò lo si ha avuto nel momento cui Lue ha chiesto a George di essere l’uomo squadra, indipendentemente dalla presenza di Kawhi Leonard, fuori a tempo indeterminato per infortunio. Detto, fatto con Paul George che sta tornando il giocatore visto con gli Indiana Pacers. Ma per quanto ancora sarà così? Quanto ancora bisognerà aspettare prima di trovare un equilibrio?

