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Lakers immobili alla trade deadline, Pelinka lavora al mercato dei buyout

di Michele Gibin
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Lakers immobili alla trade deadline del mercato NBA per scelta altrui, come ha confermato a bocce ferme il presidente della squadra Rob Pelinka.

I gialloviola non hanno completato alcuna trade nel giorno di chiusura delle trattative per la stagione 2021\22, sebbene Pelinka abbia tentato di imbastire soprattutto nella giornata di mercoledì una trade a tre squadre che avrebbe coinvolto anche i New York Knicks, e Kemba Walker e Cam Reddish.

Nulla di fatto neppure per un’operazione di mercato che sarebbe stata periferica, e che difficilmente avrebbe cambiato le sorti della stagione disgraziata dei Los Angeles Lakers. Di cedere via trade Russell Westbrook non c’è mai stata alcuna possibilità realistica, inutile parlarne.

Il fatto è che non si possono obbligare le altre squadre a fare trade che avvantaggino solo te“, spiega Pelinka, che ora si concentrerà sul mercato secondario dei buyout per pescare il miglior giocatore disponibile “Non abbiamo trovato alcun affare che avrebbe avuto effetti positivi sia nel breve termine che a lungo raggio, e noi abbiamo considerato entrambi gli aspetti. Ci abbiamo provato, siamo stati aggressivi sul mercato per migliorare la squadra“.

Il pacchetto ormai proverbiale e composto da Talen Horton-Tucker, Kendrick Nunn e una futura prima scelta al draft aveva ben poche chance di convincere chicchessia. Horton-Tucker è giovane e ha talento, ma sta tirando da tre punti con il 25%, e il suo rinnovo contrattuale estivo si è rivelato a oggi un buco nell’acqua. Nunn non ha mai giocato in stagione a causa di un infortunio al ginocchio e il suo rientro è previsto solo a marzo.

Russell Westbrook è svalutato, il suo contratto è inamovibile e la sua reputazione tecnica ai minimi storici. Trovare una squadra disposta oggi ad accollarselo era impresa impossibile.

Russ ha un grande cuore e vuole sempre vincere” spiega ancora Pelinka “Ma sa che con James e Davis in campo deve sacrificare parte del suo gioco, sono conversazioni che abbiamo già avuto con lui, e sono state tutte positive. Vale la pena ricordare che qui ai Lakers noi valutiamo il successo o meno a seconda dei titoli vinti o no, non ci sono mezze misure. E arrivare là dove dobbiamo arrivare richiede uno sforzo di tutti, ed è qualcosa che sta avvenendo, nonostante ciò che si scrive in giro“.

Un tentativo, senza pretese, di scaricare Russell Westbrook era stato compiuto nei giorni scorsi, quando dagli Houston Rockets era arrivata l’apertura alla possibilità di cedere John Wall in cambio dell’ex OKC e una futura prima scelta al draft. Un’offerta che i Lakers non avrebbero mai veramente considerato, visto anche lo status di Wall che in 3 anni ha disputato sole 40 partite e ha un contratto simile per cifre e durata a quello di Westbrook.

I Los Angeles Lakers guarderanno ora al mercato dei buyout e a giocatori come Goran Dragic, DeAndre’ Bembry, DJ Augustin, Enes Kanter Freedom, persino l’ex Dennis Schroder, Moses Brown e – chissà Gary Harris o addirittura lo stesso John Wall, e davvero i Rockets accetteranno di risolvere già ora il suo contratto. Nessuno di questi nomi cambierà la sostanza, ovvero che per i Lakers 2022 l’unica speranza di rivitalizzare la stagione è che il big three composto in estate, LeBron James-Anthony Davis-Russell Westbrook possa raggiungere il suo rendimento massimo possibile.

Sempre che questo non lo si sia visto già.

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