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Focus Miami Heat: tra scoperte e certezze in Florida si fa sul serio

di Andrea Esposito

Questi Miami Heat sono la sorpresa più bella di questa prima metà stagione. Coach Erik Spoelstra ha plasmato un sistema ad immagine e somiglianza del suo nuovo leader Jimmy Butler, ma ha saputo al tempo stesso esaltare le doti di alcuni diamanti che si è trovato in casa, anche un po’ casualmente se vogliamo, come Tyler Herro, Kendrick Nunn ma soprattutto Big Bam Adebayo.

In estate avevamo presentato le mosse della dirigenza Heat in una nostra analisi swot descrivendo il roster di Miami come un cantiere aperto. L’arrivo di Jimmy “Buckets ha dato nuova linfa: in Florida serviva un leader tecnico e carismatico come l’ex Bulls e Sixers.

Forse da qui alla trade deadline si muoverà ancora qualche tassello, il sogno neanche troppo velato è quel CP3 “parcheggiato” ad Oklahoma City; ma ad oggi questi Heat sono bellissimi.

L’occhio lungo dello zio Pat: Tyler Herro gioiello dei Miami Heat

Scelto alla numero 13 nello scorso draft NBA, la guardia proveniente da Kentucky University si sta dimostrando estremamente solido e già pronto per la NBA. I 13.3 punti di media a partita sono li a testimoniare la concretezza del n.14, ago della bilancia nelle vittorie, tante, degli Heat di questa prima metà stagione.

I numeri del “Boy Wonder” si differenziano molto nelle vittorie e nelle sconfitte: 42% al tiro pesante nelle vittorie a discapito del solo 26% nelle sconfitte; ma il dato più curioso è il differenziale enorme in termini di percentuale al tiro tra le partite casalinghe e quelle lontano dall’American Airlines Arena. In casa, infatti, Herro tira un complessivo 98 su 207 dal campo che gli frutta un buon 47% dal campo. Coi piedi dietro l’arco i numeri sono ancora migliori infatti il 14 si attesta su un ottimo 57% frutto del 41 “bombe” segnate su 97 tentativi. Lontano dal caldo della Florida le percentuali crollano inesorabilmente ad un 35% dal campo ed un 31% dalla lunga distanza. Insomma, come dice un vecchio proverbio: casa dolce casa.

Il tesoro che non ti aspetti; Nunn & Robinson

La shooting-guard nativa di Chicago, Illinois è sicuramente un talento tanto speciale quanto inaspettato. Pat Riley lo ha pescato in quell’oceano di giocatori mai selezionati al draft e speranzosi di trovare un’opportunità nel palcoscenico più importante del basket mondiale: Kendrick Nunn la sua la sta sfruttando benissimo grazie alla sua incredibile esplosività.

Nelle sue prime cinque partite NBA Nunn ha segnato complessivamente 112 punti, il massimo mai raccolto nelle partite d’esordio da un giocatore non scelto al draft. Analizzando le cifre del n.25, oltre ai 15.4 punti ad allacciata di scarpe, troviamo un progressivo calo dei punti segnati (partendo dai 22.4 di media del mese di ottobre fino ai 15.5 di dicembre), ma un incremento costante negli assist che sono più che raddoppiati tra ottobre e queste prime gare del 2020.

Altro inatteso protagonista di questa metà di stagione sbalorditiva dei Miami Heat è Duncan Robinson. L’ala in maglia 55 sta mettendo in mostra una precisione ed una costanza al tiro davvero invidiabile, arma tattica imprescindibile nella NBA odierna se l’intento è quello di aprire le difese. Così come fatto in precedenza per Herro, anche per Robinson va fatta un analisi dei numeri tra le partite casalinghe e quelle in trasferta: in casa al tiro pesante si scavalla addirittura il 50% (69 su 135 complessivo); in trasferta ci si ferma ad un 37%.

Il mese di dicembre è stato senza ombra di dubbio il migliore fin qui per Robinson: con quasi 14 punti di media oltre ad un buon 8.5 di plus\minus; il tutto condito da 59 triple segnate su 117. Praticamente una sentenza.

Bam Adebayo: la stagione della svolta

Quest’anno, il centro classe 1997, selezionato da Miami con la chiamata numero 14 nel draft del 2017, è stato promosso centro titolare dopo l’addio di Hassan Whiteside. L’ex Kentucky sta rispondendo come meglio non poteva.

I numeri di quest’anno sono i migliori della sua breve carriera NBA, ma, aldilà delle statistiche, quello che sta maggiormente stupendo gli addetti ai lavori è la capacità di Adebayo di adattarsi alle situazioni che l’evoluzione della partita presenta di volta in volta. Oltre ad essere un grande difensore (1.2 stoppate e 1.3 recuperi a partita), peculiarità già parecchio riconosciuta e rinomata del centro del New Jersey, il n.13 sta sviluppando abilità di lettura davvero stupefacenti: i 4.5 assist smistati di media a partita sono un numero molto importante, forse più dei rimbalzi (10.6 a gara) perché dimostrano quanto il giovane centro sia integrato alla perfezione nel sistema di coach Spoelstra.

Pick n’roll con Nunn ed hand-off con Dragic: due canestri certi nel pitturato per Bam Adebayo

A tutto questo va aggiunto un gioco offensivo molto migliorato, merito della sua abilità nel giocare in pick and roll: al ferro i numeri sono chiari: 75%, con movimenti che oltre alla schiacciata dimostrano la gran tecnica del ragazzo come i jump shot realizzati col 45% e gli hook shot (tiro in semigancio) trasformati in due punti col 44%.

Le vette della Eastern Conference sono estremamente alla portata di questo gruppo della Florida che quest’anno può davvero mettere i bastoni tra le ruote a tutti, merito di un gruppo forte e ben allenato. Sarà di certo un percorso arduo: sistemi ben assemblati con giocatori di calibro elevato si trovano nel cammino dei Miami Heat. Giannīs Antetokounmpo ed i suoi Milwaukee Bucks vogliono finalmente affermarsi come i monopolisti della Conference, i Philadelphia 76ers hanno nell’insieme un organico di caratura più elevata rispetto a quello dei Miami Heat. Ma coach Spoelstra e il suo staff hanno materiale grezzo su cui lavorare non solo nel breve ma anche nel lungo termine: sinonimo di ambiente sereno ed efficiente.

Serenità ed efficienza sono due mantra di questi Miami Heat di prima metà di regular season. Riusciranno a progredire fino alla fine della stagione? Ma soprattutto, abbiamo trovato la principale outsider di questa stagione?

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