I Toronto Raptors hanno esonerato coach Nick Nurse, che allenava la squadra dal 2018 e che nel 2019 ha vinto il primo titolo NBA nella storia della franchigia. Il coach aveva ancora un anno di contratto a circa 8 milioni di dollari.
Nurse è stato nominato in seguito Coach of the Year NBA nel 2020 e ha portato i Raptors ai playoffs per 4 stagioni di fila dal 2019 al 2022, nel 2023 Toronto si è invece fermata al primo turno dei play-in dove ha perso contro Chicago in casa alla Scotiabank Arena.
Tra i favoriti per rimpiazzare Nurse sulla panchina dei Raptors c’è Ime Udoka, head coach dei Boston Celtics finalisti NBA nel 2022 e che era stato sospeso a inizio stagione per ragioni disciplinari e poi sostituito da Joe Mazzulla. Nick Nurse diventa il candidato principale per la panchina degli Houston Rockets, vacante dopo l’esonero di coach Stephen Silas.
Nurse aveva anticipato una sua possibile uscita di scena a Toronto già nelle ultime settimane di regular season, parlando della volontà di prendersi “un periodo di riflessione” sul suo futuro. Parole che il front office dei Raptors, con a capo il presidente Masai Ujiri, non avrebbe gradito, Ujiri e Nurse si sono incontrati dopo la fine della stagione per ricomporre e pianificare il futuro, ha riportato Adrian Wojnarowski di ESPN, ma la rottura tra il coach e l’ambiente era ormai inevitabile.
Ujiri ha affidato a un comunicato la decisione della franchigia di voltare pagina in panchina: “Una decisione del genere non arriva mai facilmente o con leggerezza, soprattutto quando riguarda una persona che è stata parte integrante del punto più alto mai raggiunto da questa franchigia, e che si è rivelato un leader nei tempi più complicati che abbiamo affrontato (…) per noi sarà un momento in cui fare reset, rifocalizzarci e rimettere assieme uno staff e i giocatori che ci aiuteranno a perseguire il nostro obiettivo di vincere un altro titolo NBA“.
Raptors, Masai Ujiri spiega la decisione di esonerare Nick Nurse
Nick Nurse ha passato 10 anni a Toronto, 5 da assistente di coach Dwane Casey e i successivi 5 da capo allenatore. Nurse è riuscito nell’impresa di vincere il titolo NBA al suo primo anno da head coach, con l’arrivo in squadra via trade di Kawhi Leonard da San Antonio. Per lui un record complessivo in panchina a Toronto di 227-163.
“Per tutto l’anno si è potuta percepire una mancanza di entusiasmo, poca eccitazione e poco spirito“, così Masai Ujiri a Sportsnet ha motivato la decisione di esonerare Nick Nurse “E’ mancata quella sensazione di unità, si è proprio notato tutto. Ciò detto, io non sono una persona che addita altri e non lo farò con Nick, la responsabilità di questa stagione è anche mia e come leader di questa organizzazione me la prenderò. In questa stagione non siamo stati noi“.
Uno dei punti di rottura tra coach Nurse e Ujiri è stato lo sviluppo e lo spazio concesso – ben poco – ai giocatori giovani arrivati dagli ultimi draft e pescati tra gli “undrafted”, come Malachi Flynn, Christian Koloko, Dalano Banton, Ron Harper Jr e Precious Achiuwa (eredità della trade Lowry a Miami). Nick Nurse ha concesso pochi minuti ai giocatori di ruolo affidandosi spesso a una rotazione di 6-7 uomini e chiedendo tanto ai titolari, Fred VanVleet e OG Anunoby su tutti, e alla trade deadline aveva ottenuto via trade il ritorno di Jakob Poeltl.
“Di tutti questi giocatori giovani che abbiamo, uno dei punti più discussi tra di noi è stato se utilizzarli un po’ di più, dare loro spazio per capire se siano giocatori da Toronto Raptors o meno. Quest’anno non lo abbiamo fatto abbastanza e penso che questo ci abbia danneggiato (…) penso che ci sia del talento qui, solo non è ancora emerso. Siamo ancora in una fase di sviluppo e ci vorrà del tempo, io credo ancora in questi giocatori“.
“La partita persa contro i Bulls (ai play-in, ndr) è stata un po’ il riassunto della nostra annata“, ancora Ujiri “Una vera delusione per noi e ora vogliamo risalire, da subito. A volte occorrono dei grandi cambiamenti e questo lo è senza dubbio, a volte occorre scuotere un ambiente. La cultura di basket che abbiamo qui è ancora ottima, anzi penso che sia straordinaria, la amiamo. Ma abbiamo perso un po’ di questa cultura, nulla che però non possiamo ricostruire“.

