Chicago Bulls
- dentro: Kevin Huerter, Zach Collins, Tre Jones; prima scelta al draft NBA 2025 (via San Antonio)
- fuori: Zach LaVine
I Bulls hanno rimediato da LaVine due bravi cristiani come Kevin Huerter e Zach Collins, e si sono fatti ridare dagli Spurs la loro prima scelta al draft NBA 2025 che peraltro avevano comunque buona possibilità di conservare (sarebbe rimasta se caduta entro le prime 10). Ma non si sa mai.
Zach LaVine è stato talmente svenduto che Chicago per cercare di rifarsi ha chiesto la luna per Nikola Vucevic. Col risultato che nessuno s’è fatto avanti. E il rinnovo per due anni e 20 milioni di dollari complessivi per Lonzo Ball si spiega, a pensar male, solo vedendolo come un indennizzo per i quasi tre anni di calvario passati per un menisco lesionato nel gennaio 2022.
I Bulls hanno cercato di cedere poi Coby White agli Orlando Magic senza risultato, e anche in questo caso le richieste sono state eccessive. Huerter e Collins sono sotto contratto ancora fino al 2026, il contratto di Pat Williams a oggi è un albatros inamovibile, Josh Giddey sarà free agent alla fine della stagione e non è neppure detto che resti. Per Zach LaVine, Alex Caruso e DeMar DeRozan i Bulls non ci hanno cavato neppure una prima scelta futura al draft.
Dennis Schroeder
Il giocatore tedesco (che è e resta l’MVP dei Mondiali FIBA 2023, lo ripetiamo) è stato la prova di quanto gli esseri umani siano in grado di autoilludersi. I Golden State Warriors lo avevano preso via trade dai Brooklyn Nets a fine novembre, in uno scambio che in origine comprendeva anche Cam Johnson e che è poi venuto fuori in forma ridotta.
Schroeder, giocatore di pick and roll e che deve avere tanto la palla in mano, si è come da programma trovato malissimo a Golden State. Per Draymond Green che ormai da anni parla meglio di come gioca, proprio il fatto che si sarebbe trovato malissimo sarebbe stato il suo asso nella manica, come giocatore di rottura. E’ durata due mesi, gli Warriors lo hanno scaricato nella trade Butler girandolo agli Utah Jazz, i quali lo hanno poi dato ai Detroit Pistons. A Detroit Dennis potrebbe trovare spazio perché Jaden Ivey è infortunato ma non ci sono garanzie.
Le sue parole sulle trade NBA come forma di tratta degli schiavi moderna sono poco commentabili. Ciò che Schroeder intendeva è chiaro, diciamo che con un volo pindarico avrebbe potuto citare i soldati di Ungaretti e lasciare tutti di stucco, come quando Andrei Kirilenko anni fa definì davanti a uno stuolo di reporter che una vittoria recente dei suoi Utah Jazz dell’epoca era stata “una vittoria di Pirro”.

