Dopo la scioccante trade che ha portato Luka Doncic ai Los Angeles Lakers, sono molti i giocatori della NBA che temono e sentono l’incertezza del proprio futuro nella lega.
Dennis Schröder conosce molto bene questa sensazione. È stato scambiato ben 5 volte nel corso della sua carriera, l’ultima delle quali durante questa stagione, quando i Brooklyn Nets lo hanno spedito a San Francisco il 15 dicembre 2024.
E, secondo quanto riportato da Marc J. Spears, non finisce qui. Perché Schröder ora sarebbe di nuovo disponibile per una trade.
Il tedesco ha infatti sottolineato che il controllo del mercato è interamente nelle mani dei proprietari delle squadre e dei front office delle società. E, purtroppo, non tutti gli scambi possono risultare positivi per un giocatore.
Approdare nella città sbagliata, sotto lo staff di allenatori sbagliato o con compagni di squadra incompatibili può alterare l’intera carriera di un giocatore e persino influire sul suo futuro finanziario.
In vista della trade deadline, fissata per il 6 febbraio, il giocatore dei Golden State Warriors ha approfondito il discorso. Ma, forse, ha scelto il paragone sbagliato…
“È come una moderna tratta di schiavi” ha detto Schröder in un’intervista con Dalton Johnson di NBC Sports. “Si tratta di quello, in fin dei conti. Sono gli altri a poter decidere dove farti andare, anche se hai un contratto. Sì, certo, guadagniamo un sacco di soldi e possiamo sfamare le nostre famiglie, ma se ti dicono: ‘Domani non vieni a lavorare, sei stato spedito altrove’, noi non possiamo replicare. Devono cambiare un po’ le cose. Ma sono comunque grato di essere qui e di poter vivere questo ogni singolo giorno. Penso che tutti quelli che sono qui dentro siano benedetti. Ma, se ci pensi bene, è pazzesco che è la società a dirti: ‘Vogliamo che tu sia al servizio della squadra, ma andrai altrove’. È assurdo”.
