Tutti gli appassionati hanno amato i giocatori per la loro mentalità vincente, a volte molto eccentrica, altre volte eccezionalmente intelligente; mai banale e sopratutto fuori dal comune. Questa storia collega sia l’intelligenza di un giocatore estremamente incredibile ad un habitat, quello dell’attuale NBA che non gli appartiene come vorrebbe lui: questa è la storia di Andre Iguodala.
Andre Iguodala: il camaleonte dell’ Arizona

Andre Iguodala sulla stoppata delle Finals 2016
Andre Iguodala dopo aver terminato il campionato NCAA nell’università dell’Arizona,viene scelto come nona scelta assoluta nel draft del 2004 , scelta che apparteneva ai Philadelphia 76ers.
Secondo gli osservatori NBA e gli esperti della NCAA Andre Iguodala poteva lasciare un segno nel campionato più bello del mondo. Promesse mantenute: Iguodala già dal suo primo anno in NBA convince critici e addetti ai lavori con grandi prestazioni individuali e di squadra dimostrando che tutto il suo talento era da vero trascinatore. Infatti la guardia, sarà il primo rookie della storia ad aver giocato tutte le partite stagionali tra regular season e post season (Philadelphia era uscita al primo turno nella sua prima stagione in NBA). Ma tutte queste prestazioni non erano un caso il suo talento era già entrato nel cuore dei tifosi nella franchigia della Pennsylvania e di stagione in stagione continua a portare Philadelphia alla post season, seppur con una squadra non di primo livello guadagnandosi anche sul campo la convocazione nella nazionale USA nelle esperienze del mondiale in Turchia e alle olimpiadi con la vittoria di entrambe le competizioni.
Prima il buio e poi la luce: le esperienze a Denver e Oakland
Purtroppo però questo momento magico ed esaltante era destinato a terminare: nel più grande scambio della storia NBA Andre Iguodala va ai Denver Nuggets allenati dal visionario George Karl e comincia questa sua nuova avventura. Un’avventura che dura poco e sopratutto ed è molto travagliata: nella sua unica stagione nel freddo Colorado Iggy non riesce ad essere deteminante nel gioco dei Nuggets e viene bersagliato sui suoi difetti cestistici emersi tutti nel corso della sua esperienza a Denver. Molto spesso era dovuto data la non molta cattiveria e voglia messa in campo della guardia proveniente dall’Arizona, era diventato un giocatore svogliato, l’esatto opposto di quello ammirato un maglia 76ers. Dopo questa bruttissima esperienza, diventa free agent e in quel di Oakland, casa Golden State Warriors per intenderci, ci si preparava ad una nuova stagione e Steve Kerr in persona aveva chiesto espressamente di prendere Iguodala, che sarebbe stato a suo livello di giudizio fondamentale per i successi della franchigia della ‘Baia’.
Iguodala accetta l’offerta dei Golden State Warriors e qui capisce che sarebbe stato il suo momento chiave della carriera: decide di diventare il sesto uomo nelle rotazioni di Kerr, perché sa perfettamente dopo l’esperienza negativa di Denver e quella straordinaria di Philadelphia che stare nel mezzo e dare una mano ai compagni ed essere il cambio di Klay Thompson, sarebbe stata la scelta migliore.
La strategia funziona e Golden State vince la regular season nella Western Conference. In post season arrivano fino alle finals Nba da giocare contro i Cleveland Cavaliers di Lebron James.
Golden State, in una serie caratterizzata da infortuni a catena e un Iguodala straripante, vince il titolo NBA, il primo della sua recente storia a Oakland e Andre Iguodala vince a sorpresa il titolo MVP delle Finals 2014 ottenendo un record: essere il primo a vincere un titolo MVP partendo sempre dalla panchina.
Iguodala ora continua ad essere il sesto uomo nelle rotazioni di Kerr, e continua partita dopo partita ad essere fondamentale sopratutto per la grande qualità di lavoro al servizio della squadra.
Sarà pure ricordato in maniera triste per l’epilogo della scorsa stagione NBA con la stoppata terrificante subita a game 7 delle Finals Nba dello scorso anno da parte di Lebron James, ma questo giocatore nell’habitat Nba ha imparato a starci. E il camaleonte Iguodala sa perfettamente che in un amen può cambiare qualsiasi cosa e sa già che è pronto a farlo, con la sua solita e straordinaria intelligenza cestistica.

